Il futuro ha mani antiche: il CAD di Cava de’ Tirreni e la nuova via dell’artigianato digitale

Mani antiche, strumenti nuovi. Il futuro dell’artigianato è una storia che al CAD – Centro per l’Artigianato digitale di Cava de’ Tirreni, in provincia di Salerno, scrivono tutti i giorni. Dove un tempo si passeggiava tra bancarelle e botteghe del mercato ittico, oggi architetti, ingegneri, designer e creativi fanno comunità con i maestri artigiani del territorio, per dare vita a una grande fabbrica digitale tra tradizione e futuro.

Una stampante 3D accanto a un telaio in legno, una giovane designer che lavora con un esperto maestro ceramista: scene che tutti i giorni animano le botteghe e i laboratori del CAD, diventato in questi anni un punto di riferimento tanto per gli artigiani del territorio, quanto per tante giovani voci dell’innovazione e del design. Nel centro storico del comune metelliano, il CAD è un luogo aperto alla città. Accoglie nelle sue tante botteghe artisti e artigiani di eccellenza del made in Italy che mettono in mostra il proprio saper fare creando ceramica d’autore, gioielli ceramici contemporanei, prodotti e accessori in vetro tiffany, pelletteria, monili, arredi e complementi di design.

Botteghe rinascimentali 4.0 animate da un dream team dell’artigianato di qualità del territorio che, nel contesto del CAD, lavora fianco a fianco con le più avanzate tecnologie di fabbricazione digitale: stampa 3D, manifattura additiva, robotica, taglio laser, prototipazione rapida e tutte le potenzialità dell’intelligenza artificiale.

Il Centro per l’Artigianato Digitale è attivo dal 2019, dopo che Medaarch, la società che gestisce la struttura, ha realizzato un imponente progetto di rigenerazione urbana dell’ex mercato ittico di Cava de’ Tirreni. Una struttura centrale ma abbandonata con ottime potenzialità per essere riqualificata preservandone la vocazione commerciale, di prossimità e vicinanza alla comunità, in un’ottica di rilancio del territorio in chiave digitale e artigianale.

«L’idea di puntare sull’artigianato – spiega Amleto Picerno Ceraso, architetto e founder del CAD – è in parte legata alla tradizione cavese della lavorazione della ceramica, ma l’obiettivo era quello di dare vita a un progetto in linea con le corde del tessuto locale, con un approccio nuovo. Abbiamo quindi raccolto la sfida lanciata dal Comune, attraverso una call, e con il supporto della Regione Campania, in particolare di Valeria Fascione, assessore alla Ricerca, Innovazione  e Startup, che ha sempre creduto nel progetto, abbiamo dato vita al CAD».

Un sistema che punta a tenere insieme le mille anime della manifattura: dalla meccanica di precisione all’architettura, fino al tessile, ceramica, arredamento, food, con un elemento in comune: il lavoro sulla materia. «L’artigianato e la manifattura – sottolinea Picerno Ceraso – sono per noi punto di partenza e strumento di indagine di qualcosa che è antico ma che il digitale ci consente di potenziare e valorizzare in maniera trasformativa e sostenibile sia dal punto di vista ambientale che economico e sociale. Per noi il termine ‘artigiano’ non è inteso come appartenente a una filiera specifica ma come approccio e modalità di lavoro».

Un ecosistema creativo che produce idee, connessioni e oggetti reali: 12 botteghe artigianali, 250 ore di formazione a chi ne fa richiesta, una galleria del made in Italy per mettere in mostra le proprie creazioni, spazi per coworking, eventi, corsi di formazione dall’età scolare al post università, un laboratorio con attrezzature all’avanguardia per supportare progetti di artigianato digitale, design e manifattura avanzata.

Ma quali sono i risultati concreti di questo incontro tra saperi antichi e tecnologie emergenti? Due progetti, nati proprio dalle competenze specifiche del CAD, raccontano meglio di qualunque definizione cosa significhi davvero innovare a partire dalla tradizione. «Abbiamo realizzato un’iniziativa – racconta Picerno Ceraso – che riguarda il patrimonio artistico del MANN, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, con cui abbiamo sviluppato la sezione “Il museo a portata di mano”, digitalizzando e poi riproducendo in stampa 3D oltre 70 opere della collezione, tra cui anche il celebre Mosaico di Alessandro, trasformato in bassorilievo. L’intera sezione è pensata per essere toccata e  rendere accessibile l’arte anche alle persone cieche o ipovedenti, restituendo al pubblico un modo nuovo e inclusivo di fruizione del bello».

Il secondo progetto è Mediterranea, “una linea di arredi di design – continua Picerno Ceraso – nata nei nostri laboratori e realizzata interamente in stampa 3D con materiali ecosostenibili, provenienti ad esempio dalla lavorazione del mais, o in ceramica. Una collezione che ha conquistato l’attenzione internazionale, ed è riconosciuta come uno dei punti di svolta nell’applicazione della stampa 3D al design di alta qualità. Un segnale forte di quanto l’innovazione, se radicata nella tradizione e nella cultura mediterranea, possa generare bellezza e futuro”.

Un centro dove l’arte si crea, si tramanda e si reinventa ogni giorno. Un dialogo tra antico e contemporaneo che passa attraverso le tecnologie digitali e la stampa 3D. «Continuiamo a lavorare su nuovi progetti – conclude Picerno Ceraso – . Stiamo stampando in 3D alcune statue per la  nuova stazione di Baia della ferrovia Cumana, un luogo ricchissimo di storia e bellezza. In collaborazione con l’Università “Federico II” di Napoli, abbiamo già digitalizzato varie opere del MANN, e ora stiamo realizzando riproduzioni di reperti archeologici, tra cui due imponenti Dioscuri alti due metri e mezzo».

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Valentina Monarco
Valentina Monarco
Nata a Napoli, laureata in scienze politiche, giornalista professionista dal 2009. Ha iniziato come ufficio stampa e addetto alla comunicazione per enti e istituzioni del territorio, collaborando con diverse testate nazionali e locali. Oggi è impegnata nella valorizzazione e nella promozione di iniziative che uniscono storia, territorio e sperimentazione, e collabora con diverse realtà, locali e nazionali, come giornalista freelance, esplorando nuovi racconti e progetti culturali.

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