Il Labirinto di Borges a Venezia riapre dopo il restauro: nuovi percorsi accessibili alla Fondazione Cini

Restaurato quindici anni dopo la sua creazione, il Labirinto di Borges sull’Isola di San Giorgio a Venezia. All’interno del terzo chiostro di Fondazione Cini il dedalo riapre al pubblico a seguito di un intervento di restauro sostenuto da PwC Italia con la collaborazione dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti.

A quarant’anni dalla scomparsa di Jorge Luis Borges viene restaurato un progetto caratterizzato dall’ambiguità e dalle difficoltà progettuali. Costruito nel 2011, il labirinto porta con sé una storia di rifiuti – data dalle eccessive difficoltà nella realizzazione – e di amicizia. Tutto ha inizio dall’incontro, avvenuto negli anni Cinquanta, tra il progettista del labirinto Randoll Coates e Jorge Luis Borges. Tra i due nasce un’amicizia di lunga data e il primo progetto dell’opera: nel 1981 il labirintologo inglese sogna la morte di Borges e decide di dedicare allo scrittore un’opera che potesse essere un tributo alla sua figura e alla sua arte. Ecco perché un labirinto, un libro aperto, due storie quasi uguali, un unico – o forse due – sentieri che si biforcano. Le storie enigmatiche e labirintiche di Borges prendono allora vita in un intricato sistema fatto di simboli nascosti. Inizialmente ipotizzato come modello da riprodurre in serie con diversi materiali, il primo prototipo piantumato del progetto viene realizzato a Los Alamos nel 2003. Successivo a quel primo esemplare, solo quello costruito all’interno del terzo chiostro di Fondazione Cini, nel 2011. 

Questa lunga storia qui ridotta al minimo è necessaria per comprendere la portata del progetto: per considerare da un lato le difficoltà, dall’altro la cura che si cela dietro la sua costruzione. 

Il restauro e l’accessibilità

Oggi le lettere e i simboli si possono nuovamente cogliere nitidamente proprio grazie all’intervento di restauro. A seguito della rimozione delle piante di bosso compromesse, è stato ripristinato l’impianto di irrigazione e sono stati trapiantati nuovi arbusti. Accanto a operazioni di manutenzione e di restauro conservativo, sono stati raggiunti nuovi obiettivi in una prospettiva di maggiore accessibilità, nella costruzione di percorsi accessibili e nella creazione di una mappa tattile.

Il progetto di restauro è sostenuto da PwC all’interno del programma PwC per la Cultura, in partnership con l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti. L’obiettivo è quindi necessariamente quello di promozione dell’accessibilità: nella scoperta di nuovi spazi, nel rinnovamento e nell’apertura di quelli esistenti a nuove letture. Proprio questa prospettiva aperta nei confronti del futuro è ciò che attribuisce un valore, anche concettuale, a questo restauro. 

Il Labirinto di Borges è un tributo ma anche una possibilità: nella sua forma e nella sua ideazione non costituisce solo un monumento memoriale ma una trasposizione del pensiero dell’autore, del suo modo di scrivere e di percepire il mondo. 

Il labirinto è quindi un invito a perdersi e a ritrovarsi, a entrare, a leggere i testi di Borges, a provare a capirli – o forse anche no – ma sicuramente a tentare un’interpretazione. Ed è in questa ricerca di interpretazioni e di nuove narrazioni che l’accessibilità deve essere un obiettivo tanto importante quanto la stessa conservazione dell’opera, quanto la sua sopravvivenza. 

Poster for Gianfranco Meggiato's 'in ITINERE' exhibition in San Quirico d’Orcia, July 25–Nov 1, 2026, featuring white abstract sculptures on a grassy hill.
Poster featuring an illustrated man wearing a cap and white sunglasses, blowing a large pink bubble, with a pink polka-dot background and bold title text above.

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Rebecca Canavesi
Rebecca Canavesi
Rebecca Canavesi consegue la laurea in Comunicazione e didattica dell’arte presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Si trasferisce a Venezia, dove segue un programma curatoriale e frequenta il corso di Laurea Magistrale in Storia delle arti e conservazione dei beni artistici presso l’Università Ca’ Foscari. Prediligendo contenuti e ricerche sul contemporaneo, lavora come copywriter freelance e attualmente collabora come contributor per Art-Frame Magazine (Venezia) e Artuu.

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