Oggi il Musée du Louvre ha annunciato l’acquisizione della serie Liaisons dell’artista Marlene Dumas, composta da nove grandi dipinti realizzati per la “Porte des Lions” dell’ala Denon. L’ingresso dell’artista sudafricana nella collezione permanente segna un momento storico: è la prima volta che una pittrice contemporanea vivente entra stabilmente nel patrimonio del museo più visitato al mondo.
La decisione, comunicata dalla direttrice Laurence des Cars, rientra in un più ampio programma di apertura verso la contemporaneità. Dopo decenni in cui l’istituzione ha privilegiato l’arte antica e moderna, il Louvre sceglie di ampliare la propria narrazione accogliendo un linguaggio che appartiene al presente. “Marlene Dumas è una delle più importanti pittrici della nostra epoca – ha dichiarato des Cars – e difende la pittura con una forza e una sensibilità che la rendono parte della storia dell’arte, non solo del suo tempo.”
Nata nel 1953 a Città del Capo e formatasi nei Paesi Bassi, dove vive e lavora, il lavoro di Dumas indaga i temi della vulnerabilità, dell’identità e della rappresentazione del corpo. Le sue opere si muovono tra figurazione e astrazione, tra presenza e dissolvenza, con un linguaggio pittorico immediatamente riconoscibile: colori tenui, volti sospesi, superfici attraversate da velature che sembrano trattenere la memoria di un’emozione.
La serie Liaisons è stata concepita appositamente per il Louvre. Nove tele di grandi dimensioni dialogano con l’architettura e con i bassorilievi marmorei della galleria in cui sono installate. Le proporzioni delle opere richiamano quelle delle sculture originarie, creando un equilibrio visivo tra la pittura contemporanea e il contesto storico che la accoglie. “Liaisons”, termine che in francese come in inglese significa “legami”, evoca il rapporto tra persone, epoche e culture. Dumas costruisce così una connessione ideale fra la tradizione figurativa del museo e la sensibilità del presente.
Dal punto di vista formale, le opere presentano volti appena delineati, realizzati attraverso strati di colore diluito, macchie e tratti rapidi. L’artista descrive il processo come una pratica di ascolto della materia: ogni immagine nasce da una colatura di pigmento che viene poi modulata, fino a far emergere lo sguardo o il profilo di un volto. I suoi soggetti, spesso anonimi, assumono un valore universale, rappresentando emozioni e stati d’animo più che identità specifiche.
L’acquisizione ha un valore che va oltre la semplice scelta curatoriale. Inserire Marlene Dumas nella collezione del Louvre significa riconoscere la necessità di aggiornare il canone museale, includendo prospettive diverse e contemporanee. È un gesto che amplia il concetto di patrimonio, aprendo il museo alla pluralità di linguaggi e origini geografiche. Fino ad oggi, la collezione permanente del Louvre ha ospitato pochissime opere di artiste donne e quasi nessuna di epoca recente. L’arrivo di Dumas contribuisce a riequilibrare una narrazione storica tradizionalmente dominata da figure maschili e occidentali.
Per l’artista, questo ingresso rappresenta il riconoscimento di una carriera che ha saputo unire impegno concettuale e rigore formale. Dumas ha esposto nei più importanti musei internazionali, dal MoMA di New York alla Tate Modern di Londra, ed è nota per la capacità di affrontare temi complessi — dalla maternità alla morte, dall’amore al pregiudizio razziale — con una pittura densa e ambigua, che rifiuta il didascalismo.
Liaisons sarà esposta al pubblico a partire da dicembre 2025 e entrerà a pieno titolo nel percorso museale dell’ala Denon, accanto ai maestri che hanno definito la storia della rappresentazione occidentale. La sua presenza non modifica solo il volto del Louvre, ma il suo modo di raccontare l’arte: da archivio del passato a spazio in cui la tradizione e il contemporaneo possono convivere.





