I miti classici ci parlano ancora. Tra nuove produzioni cinematografiche, fumetti, videogiochi, webtoons, retelling letterario, podcast e collane di libri che rileggono le vicende mitologiche in chiave young adult, le voci degli dei e degli eroi dell’antichità sembrano essere più moderne che mai e, soprattutto, in grado di adattarsi anche ai nuovi media in maniera sempre sorprendente.
Negli ultimi anni, il ritorno della mitologia classica in tutti gli ambiti della cultura pop è inarrestabile, tanto da far parlare quasi di un “uso moderno del mito”. Che si tratti di film, libri o fumetti, le narrazioni dell’antichità riescono ancora a parlare all’uomo contemporaneo.
Il mito è una struttura aperta: ogni epoca è intrigata dalla possibilità di riscriverlo secondo il proprio punto di osservazione. Ecco quindi il webtoon, un genere di fumetto che nasce online, più popolare del mondo: si chiama “Lore Olympus”, è frutto della creatività di un’autrice neozelandese, Rachel Smythe, e racconta la storia d’amore, piuttosto complicata già nel mito originario, tra Ade e Persefone.

Nel teen drama moderno e mitologico immaginato da Smythe, Ade è un uomo d’affari in giacca e cravatta e Persefone una ragazza timida appena arrivata tra gli dei dell’Olimpo. Un pretesto per trattare il tema delle relazioni tossiche, del desiderio che si affaccia negli adolescenti e la crescita personale. In poco tempo, “Lore Olympus” è diventato un cult assoluto, al punto da generare un marketing sfrenato, tra prodotti stampati da milioni di copie e una serie tv in cantiere. “Lore Olympus” è un esempio emblematico di come il mito, rivisitato, riscritto e integrato nei canoni del genere young adult, con una fruizione inizialmente esclusivamente digitale, sia adattabile alla ricerca di nuovi parallelismi con le sfide contemporanee.
«Il Salone del Libro di Torino – spiega ad Artuu Magazine Mauro De Nardis, professore aggregato di Storia romana all’Università degli studi di Napoli “Federico II” – ha chiuso con un calo del 3% nella narrativa letteraria, ma con un aumento dell’8% in quella di genere, in particolare il fantasy. Un ritorno d’interesse verso forme di racconto archetipiche, tra cui il mito. La questione della mitologia e dei suoi riflessi nella società contemporanea non è nuova. Quando cerchiamo ispirazione, tendiamo inevitabilmente a rivolgerci a ciò che accomuna le esperienze umane fondamentali. E il mito, in quanto racconto fondativo, è un modo per affrontare ciò che ci riguarda tutti».
Donne, eroi e riscritture: il mito si reinventa in chiave contemporanea
Milioni di lettori in tutto il mondo hanno pianto sulle pagine di un romanzo inizialmente uscito nel 2011 e perlopiù ignorato, tornato poi in auge grazie al BookTok e al nuovo interesse per la mitologia classica, dal 2021 in poi. “La canzone di Achille”, scritto da Madeline Miller, è il libro bestseller del moderno retelling mitologico. Miller, una classicista americana, ripercorre le vicende di Achille nell’”Iliade” attraverso lo sguardo di Patroclo, l’amico e amante di Achille, trasformando la grande epica in un racconto intimo, romantico, struggente.

Il successo del libro ha dato una spinta potente alla nuova narrativa basata sul mito antico. La stessa Miller, che si sente vicina alle battaglie femministe, in pieno MeToo diede alle stampe “Circe”, una versione della storia della maga fortemente caratterizzata dall’autodeteminazione e indipendenza della protagonista, come in una sorta di nuovo manifesto femminista ai tempi del mito greco.
Poco prima, non a caso, Pat Barker dava voce alla schiava di guerra Briseide, ostaggio degli achei e contesa fatalmente tra Agamennone e Achille, nel suo “Il silenzio delle ragazze”. Oggi, a parlarci con una voce nuova, forte, inattesa, sono Era, Penelope, Clitennestra, Arianna, dalle tante opere di narrativa, soprattutto di autrici femminili, che cercano di soffiare via la polvere depositata da millenni su figure di donne fragili, forti, vendicative, spesso relegate a stereotipi. In Italia, Marilù Oliva ha dato vita a una trilogia bestseller: “L’Odissea raccontata da Penelope, Circe, Calipso e le altre” (2020), “L’Eneide di Didone”(2022) e “L’Iliade cantata dalle dee” (2024). I tre principali poemi epici rivisti dagli occhi e dai sentimenti delle donne protagoniste. «La riscrittura – continua De Nardis- non è una novità assoluta. Gli antichi stessi riscrivevano i miti. Apollodoro, per esempio, usava il mito degli Argonauti come pretesto per raccontare luoghi esotici, animali fantastici, popoli virtuosi. Dietro ogni riscrittura c’era sempre un intento morale: raccontare il bene, la giustizia, la rettitudine. Oggi, questi valori continuano a trovare spazio. La forza del mito è questa capacità di trasmettere messaggi profondi, nascosti sotto forma di allegorie».

Dei ed eroi oggi: tra grande schermo, serie tv e riflessioni sull’attualità
Estetica e valori che si adattano al contemporaneo sono la cifra stilistica anche di tante serie tv impegnate a riscrivere il mito: da “Blood of Zeus”, a “Kaos”, fino alla più famosa “Percy Jackson and the Olympians”. Un mito che esce dal proprio tempo per scendere sul terreno della modernità con la sua confusione, la complessità e i dilemmi grandi e piccoli. «In un’epoca di incertezza – sottolinea De Nardis – i miti offrono stabilità, ma sono anche strumenti per pensare il futuro. Non è un ritorno nostalgico, ma una rielaborazione creativa. Se dovessi suggerire ai più giovani una lettura in questo senso, indicherei sicuramente “La luce della notte”, scritto da Pietro Citati, per guidare gli studenti alla conoscenza e comprensione dei miti nella storia del mondo, come recita il sottotitolo dell’opera».
Sul grande schermo, l’attesa per “Odyssey” di Christopher Nolan è spasmodica. Non è un caso che uno dei più quotati e amati registi di Hollywood abbia scelto di mettersi alla prova con il mito omerico. Forte di un cast stellare – oltre al protagonista hanno ottenuto un ruolo Tom Holland, Anne Hathaway, Zendaya, Lupita Nyong, Robert Pattinson e Charlize Theron, tra gli altri – e di un budget di 250 milioni di dollari, “Odyssey”, per la complessità tecnica e narrativa, è la grande sfida della carriera, fin qui straordinaria, di Nolan. A Omero, quindi, l’ardua sentenza.


