Il Natale della luce: tradizioni, installazioni e sogni urbani da Nord a Sud

Durante le giornate più corte dell’anno, nelle città italiane c’è più luce che mai: luminarie, installazioni luminose e videomapping accendono infatti strade, piazze, edifici e parchi da Nord a Sud, sospesi tra arte contemporanea e tradizione, tra sacralità e bisogno di pace, tra realtà e sogno. 

A Torino, Luci d’Artista giunge alla sua ventottesima edizione, illuminando il capoluogo piemontese con 33 installazioni realizzate da artisti contemporanei di fama nazionale e internazionale. Tra queste, sono quattro le novità del 2025: Sex and Solitude di Tracey Emin, grido di dolore e summa dei neon da lei realizzati nel corso degli anni; Mummer Love dei Soundwalk Collective, opera che indaga il periodo etiope del poeta Arthur Rimbaud, preceduta da estratti di poesie lette da Patti Smith, e accompagnata da un’interpretazione al pianoforte di Philip Glass; Bouncing The Ball di Riccardo Previdi, che rappresenta l’azione del rimbalzo e la deformazione di una pallina nell’istante dell’impatto, un congelamento luminoso del tempo; infine, Untitled di Gintaras Didžiapetris, formata apparentemente da due forme astratte che però alludono agli organismi che popolano gli abissi oceanici e funzionano da metafora del processo creativo. 

© Comune di Salerno
Foto: Ufficio Stampa Luci d’Artista Salerno

Ispirate da quelle torinesi, le Luci d’Artista costellano anche Salerno per il ventesimo anno di fila. Esse non si limitano a decorare la città, ma raccontano storie, evocano emozioni e spesso si ispirano alla cultura, alla storia e alle leggende locali. La città si trasforma così in un percorso d’arte e di luce, composto da 36 opere che richiamano il Natale, il mare e la natura. C’è poi Perugia: da un lato, il capoluogo umbro è illuminato dalle luci di Mimmo Paladino che raccontano secoli di tradizioni e memorie, attraverso un linguaggio contemporaneo; dall’altro, una tavoletta di cioccolato gigante (si parla di 30mila metri quadri) firmata Giuliano Giuman è proiettata sugli edifici cittadini e omaggia la storia del cioccolato di Perugia. 

Ph. © Marco Giugliarelli

Sono in effetti numerosi i centri che da Nord a Sud hanno scelto di richiamare la tradizione locale attraverso la luce. A Udine, la Loggia del Lionello si è accesa con scenografie ispirate al Medioevo, mentre piazza Matteotti esibisce proiezioni ispirate ai colori dell’arte vetraia veneziana. Vicenza, invece, ripercorre la propria storia orafa attraverso L’Oro e le Stelle, spettacolo di videomapping che illumina la Basilica Palladiana con un racconto dedicato al mito di questo metallo prezioso, riflettendo inoltre sulla sua doppia natura: simbolo di bellezza, ma anche causa di conflitti senza tempo.

A Monopoli ha poi preso vita Illuminandia, un parco natalizio di 15mila metri quadri, primo al mondo realizzato con le tradizionali luminarie pugliesi intagliate in legno; tra le opere sono presenti altalene monumentali dedicate ai segni zodiacali, la Cupola della Neve che è alta 15 metri e offre ai visitatori giochi di luce e di musica, e una Natività luminosa creata dal maestro cartapestaio Domenico Galluzzi che celebra la spiritualità. Sempre in Puglia non potevano poi mancare le luci di Scorrano, conosciuta come Capitale Mondiale delle Luminarie per via delle installazioni luminose allestite per la festa patronale a luglio; anche sotto Natale il comune nel leccese si illumina, ed espone uno dei più bei presepi di sabbia d’Italia, le cui sculture sono state realizzate quest’anno da un team di sei artisti internazionali che riflettono sul contrasto tra buio e luce e sul concetto di armonia. 

Altri paesini diventano invece essi stessi presepi grazie alle luci che li illuminano. Sia l’isola di San Giulio nel cuore del lago d’Orta che l’isola dei Pescatori sul lago Maggiore si fanno presepi galleggianti. Nella seconda in particolare torna Isole di Luce: il progetto artistico di quest’anno è intitolato Trame d’acqua sul Lago Maggiore ed è incentrato sulla tradizione della pesca; il percorso visivo è ispirato alle reti dei pescatori e ai loro intrecci, e le luci riproducono i colori delle tinture tradizionali. 

E poi ci sono le chiese, che diventano teatri di luce in una commistione tra arte e sacralità. A Ferrara, l’interno della chiesa di San Paolo si veste del videomapping Triumphus Lucis, che illumina la navata centrale con colori e immagini che dialogano con affreschi, marmi e proporzioni rinascimentali. A Cortona, la chiesa di San Domenico e altri luoghi simbolo della città sono accesi con un tema incentrato in questa edizione sulle opere d’arte dedicate a San Francesco. E proprio nella città di San Francesco, Assisi, le chiese e i monumenti principali si fanno tele luminose, reinterpretando il tema della pace attraverso la proiezione su di essi di opere di artisti moderni e contemporanei, tra cui Chagall, Magritte, Klimt, Picasso, Banksy. La pace illumina anche la chiesa di Sant’Andrea a Orvieto, attraverso le parole della scrittrice Susanna Tamaro: “La pace è la strada che devi percorrere nel tuo cuore per incontrare quel fuoco che sempre arde e ti parla di amore”.

Ma sarebbe davvero Natale senza le sue fiabe? Sia il Forte di Bard che la città di Verbania ne scelgono una tra le più celebri, Lo Schiaccianoci, i cui personaggi prendono vita proiettati sulle facciate degli edifici, accompagnati dalle musiche di Čajkovskij. A Bressanone, invece, viene raccontata la storia di Oops, attraverso le luci degli artisti francesi Spectaculaires e l’accompagnamento musicale del premio Oscar Giorgio Moroder. Protagonista è una piccola creatura che alla Vigilia di Natale si perde tra gli adulti e usa come suo punto di riferimento per orientarsi un palloncino; ma è solo quando gli sfugge e inizia a rincorrerlo che prende vita un’avventura alla scoperta della meraviglia, sospesa tra sogno e realtà. 

Non molto lontano da Bressanone, Merano si illumina invece con LUMAGICA all’insegna del motto Il viaggio di Sissi intorno al mondo: 300 oggetti luminosi sparsi nei Giardini di Castel Trauttmansdorff, dunque, trasportano i visitatori in un’altra avventura, ispirata ai luoghi del desiderio dell’imperatrice austriaca, in un percorso suggestivo tra culture e paesaggi, tra storia e fantasia. E, infine, proprio la fantasia è centrale ne Il Palcoscenico dell’Immaginazione, edizione 2025 di Christmas Design, mostra diffusa nella parte alta e bassa di Bergamo, composta di 15 installazioni realizzate da artisti e designer incaricati da realtà imprenditoriali e brand del Made in Italy radicati sul territorio. Il tema mette in luce – letteralmente – la capacità unica dell’uomo di immaginare nuovi mondi e trasformare i propri desideri e paure attraverso la creatività, e insiste sull’impellente bisogno di sogni e sull’improrogabile dovere di continuare a sognare. 

Poster for Gianfranco Meggiato's 'in ITINERE' exhibition in San Quirico d’Orcia, July 25–Nov 1, 2026, featuring white abstract sculptures on a grassy hill.
Poster featuring an illustrated man wearing a cap and white sunglasses, blowing a large pink bubble, with a pink polka-dot background and bold title text above.

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Valentina Cerniglia
Valentina Cerniglia
Nata a Pavia nel 1996, ho una laurea triennale in Scienze Umanistiche per la Comunicazione e una magistrale in Sviluppo Economico e Relazioni Internazionali. Nutro un profondo interesse per la cultura e per l’arte, però mi piacciono molto anche la psicologia, la sociologia e la linguistica. E’ stimolante per me trovare punti d’incontro tra discipline umanistiche e sociali apparentemente lontane: nella vita aspiro a scrivere proprio di questi punti d’incontro. Nel tempo libero mi piace perdermi nella natura, tra i musei, nei borghi storici, e tra i paesi del mondo (al momento sono a quota 42).

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