“Il Ponte Arcobaleno: Ugo Rondinone e il Viaggio Arborico dei Mondi Interiore”. Questo è il tema trionfante della retrospectiva di trent’anni di Ugo Rondinone al Kunstmuseum Luzern, un inno all’imponente stratificazione montuosa e al terreno lussureggiante della Svizzera. L’esposizione, dal titolo “Cry Me a River”, compendia le opere dell’artista, dalle prime alla più recente, riflettendo i temi che ne hanno ispirato la lunga e fruttuosa carriera artistica.
Rondinone, figlio di immigrati italiani originari della città antica di Matera, è nato a Brunnen, in Svizzera. È un artista multidisciplinare di fama internazionale, noto per le sue opere che sincronizzano l’esperienza contemporanea con origini arcaiche. Come il grande artista compie 60 anni, questa retrospectiva suona come un ritorno a casa, o come un viaggio all’interno dell’universo artistico da lui creato, secondo la gallerista di Rondinone, Eva Presenhuber.

Ubicato a Lucerna, il Kunstmuseum Luzern è un edificio affascinante, progettato dal celebre architetto francese Jean Nouvel. Situato sulle rive del fiume Reuss, è a pochi passi dalla stazione ferroviaria moderna. Al quarto piano, con vista sulle acque cristalline del fiume, la mostra offre una grandiosa tempesta di fulmini in bronzo a grandezza naturale, dipinti di un giallo fluorescente.
Proiettata contro un muro della stanza, l’opera che dà il titolo alla mostra è un autoritratto scultoreo di poliestere, capelli e cotone del 1995, che ritrae Rondinone in posa rilassata, i piedi nudi e lo sguardo basso. “Cry Me a River” rappresenta un raro momento di intimità per l’artista molto riservato, che ha passato decenni a New York, vivendo e lavorando in una chiesa ristrutturata con soffitti a volta e vetrate originali.
Ugo Rondinone è più noto per le sue Seven Magic Mountains, formazioni rocciose fluorescenti che ornano il deserto del Nevada dal 2016. La stessa venerazione per la natura che ha ispirato i suoi grandi disegni di paesaggi in bianco e nero degli anni ’90 è evidente in quest’opera.
L’arte di Rondinone ci porta in un viaggio etereo attraverso la bellezza selvaggia dei paesaggi svizzeri, ricreando essi con uno stile audacemente contemporaneo. La sua maestria artistica risplende attraverso il filo conduttore delle sue opere, unendo passato, presente e futuro, natura e surrealismo. Dal realismo disarmante del proprio autoritratto alla vibrante interpretazione post-moderna del deserto del Nevada, Ugo Rondinone è un vero ponte arcobaleno che congiunge i mondi interiori con paesaggi esterni sensazionali.
In “Cry Me a River”, Rondinone risplende di una luce nuova, fluorescente come i suoi fulmini in bronzo, vibrante come le sue montagne magiche. Questa mostra è un vero viaggio nell’anima del paesaggio svizzero e nella mente creativa di uno dei suoi più fieri interpreti. Grazie a Rondinone, il Kunstmuseum Luzern diventa un ponte arcobaleno capace di unire l’arte moderna con le radici più profonde della natura svizzera.


