Il Vertical World di Sally Gall porta i giganti del West in mostra a Pietrasanta

Dal 28 giugno al 9 agosto 2026, Accesso Galleria a Pietrasanta ospita Sally Gall. Vertical World, la nuova serie fotografica dell’artista americana, esposta per la prima volta in una mostra personale in Italia.

L’esposizione riunisce dieci fotografie di medie e grandi dimensioni, realizzate con stampa a pigmenti d’archivio dedicate ad alcune delle più monumentali pareti rocciose degli Stati Uniti occidentali, restituite attraverso una ricerca che indaga il confine tra documentazione fotografica e astrazione.

È il 2021 quando, durante una discesa in rafting nel Grand Canyon, Sally Gall rimane affascinata dal paesaggio naturale circostante. Quell’esperienza segna l’inizio di una ricerca di scenari naturali analoghi, che decide di catturare e documentare attraverso la fotografia. Gall descrive così la sensazione provata durante quella discesa: «Mi sentivo minuscola di fronte a un immenso mondo alieno, un mondo che si contraeva e si muoveva, un mondo bellissimo che sembrava vibrante di vita».

Sunlit, light-colored rock outcrop protrudes from a dark red canyon wall, with a few desert shrubs on top.
Sally Gall, Monument, archival pigment print, 2022

Sally Gall ha compiuto diversi viaggi esplorando formazioni rocciose dalle texture e dalle cromie straordinariamente varie. Infatti, i giganti millenari protagonisti dei suoi scatti sono originari di diversi canyon dell’ovest americano: l’altopiano del Colorado, i canyon di roccia rossa dello Utah, le vedute tipiche di Arizona, Colorado, Nevada e New Mexico.

Le sue prospettive vogliono raccontare una percezione nuova del paesaggio roccioso: non una superficie statica e inerte, ma un organismo vivo e in trasformazione attraversato da processi geologici lenti e continui, dovuti a pioggia, erosione, smottamenti, terremoti e attività geotermica.

Fratture, stratificazioni e tracce minerali diventano elementi attivi di una narrazione visiva che supera la dimensione descrittiva. Gall fotografa pareti rocciose che, da determinate prospettive, sembrano trasformarsi in architetture costruite dall’uomo.

Pur mantenendo un approccio documentaristico, il lavoro di Sally Gall tende all’astrazione. L’eliminazione di riferimenti spaziali – come la linea dell’orizzonte – e la riduzione degli elementi compositivi – come la minimizzazione di ombre e punti luce – conducono l’immagine a una condizione di sospensione in cui il paesaggio si trasforma in superficie pittorica, e i cromatismi acquistano intensità e luminosità.

La fotografia di Gall è fedele alla realtà osservata, nulla viene aggiunto o cancellato. La sua ricerca si concentra sulla capacità di restituire il reale come esperienza percettiva e non come rappresentazione mediata. Come lei stessa racconta, la macchina fotografica è sempre ancorata a ciò che esiste davanti all’obiettivo.

Infatti, analizzando le sue opere in una prospettiva più ampia, emerge come la sua ricerca fotografica sia incentrata sull’indagine del mondo naturale e sulla sua percezione. Attraverso un linguaggio fotografico essenziale, Gall esplora il confine tra figurazione e astrazione, trasformando soggetti riconoscibili in immagini ambigue e sospese. Ne deriva una pratica che si concentra sul momento di passaggio tra rappresentazione e astrazione, invitando l’osservatore a confrontarsi con una percezione della realtà aperta e mutevole.

«Il mio obiettivo è fotografare la Terra in azione. Un mondo scultoreo creato dal vento, dalla pioggia, dal tempo. Un’azione infinitesimamente lenta, difficilmente concepibile in quanto non si rapporta con il tempo umano».

Con Vertical World, Sally Gall propone una riflessione sulla percezione del paesaggio naturale, invitando lo spettatore non solo a riconsiderare la vitalità della Terra, ma a riscoprire lo straordinario nell’ordinario, la poesia nel quotidiano.

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Syria Braggiotti
Syria Braggiotti
Ho 22 anni e mi sono laureata in Progettazione e gestione di eventi e imprese nell'arte e nello spettacolo. Amo l'arte e passo la maggior parte del mio tempo libero a visitare mostre e a documentarmi su artisti e opere. Da "grande" mi piacerebbe fare la curatrice; una prima esperienza in questo ambito l'ho fatta nel novembre 2022, curando una mia prima personale esposizione intitolata Le temps revient.

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