Considerata una delle architetti più eminente nel mondo dell’arte, Annabelle Selldorf ha combattuto la sua battaglia con la fervente convinzione che l’arte sia un diritto e che dev’essere resa accessibile a chiunque. Dal lontano 1988, all’età di soli 28 anni, ha fondato Selldorf Architects, un’impresa che nel corso degli anni è emersa tra le più desiderate al mondo, grazie alla sua innata attenzione al contesto, alla materialità, e alle esigenze sia dell’arte che delle persone che interagiscono con essa.
Nonostante le sue radici tedesche, Selldorf ha fatto di New York la sua casa da più di quarant’anni. Cresciuta a Colonia, Selldorf ha saputo portare con sé la funzionalità e l’elegante sobrietà tipica della cultura tedesca, facendole da guida nei suoi progetti.
L’architetto, noto per il suo tocco leggero e accurato, nel corso dell’ultimo decennio ha ricevuto un numero impressionante di incarichi per la progettazione di musei di alto profilo. La sua orizzonte progettuale è costellato di commissioni, tra le quali spiccano la ristrutturazione dell’Ala Sainsbury della National Gallery, focalizzata sulla realizzazione di un ingresso principale più accessibile in Trafalgar Square, e l’espansione della Frick Collection a New York. Lavora anche alla vivacizzazione del Smithsonian American Art Museum a Washington D.C., mentre progetta un nuovo edificio di 50.000 metri quadrati per l’Art Gallery of Ontario a Toronto, in programma per il 2027.
Oltre alle commissioni per importanti istituzioni pubbliche, l’interesse di Selldorf si rivolge spesso anche alle gallerie commerciali, aiutandole nella realizzazione dei loro spazi espositivi, sempre più simili a quelli museali. Da diversi anni, il suo portafoglio clienti si è espanso con l’ingresso di gallerie prestigiose come Hauser e Wirth, Gladstone, Esther Schipper, e Thaddeaus Ropac. Nonostante qualche controversia, il suo nome continua a riecheggiare nel mondo dell’arte e dell’architettura, attirando una varietà di clienti, tra i quali collezionisti d’arte come Maja Hoffman e la famiglia Rubell.
Nel corso della sua carriera Selldorf ha saputo reinventare il concetto di spazio espositivo, trasformando edifici un tempo dimenticati in luoghi di vitalità e bellezza artistica. Nella sua missione, Selldorf dal canto suo non mostra alcun segno di rallentamento. Avanza, con il suo inconfondibile stile di eleganza, funzionalità e rispetto per il contesto poetico e umano dell’arte.
Giorno dopo giorno, edificio dopo edificio, Annabelle Selldorf porta avanti la sua nobile impresa, unendo le persone all’arte, facendole interagire e condividere momenti di silenzio, riflessione e bellezza. Il linguaggio universale dell’arte continua ad essere narrato attraverso le sue mani, nei suoi progetti, nella concretezza dei suoi edifici, aprendo nuovi orizzonti e portando alla luce nuove prospettive. Da qui l’importanza della sua missione: avvicinare sempre più persone all’arte, in un continuo dialogo tra estetica, spazio e umanità.



