Oggi, 27 maggio 2025, nella suggestiva Sala delle Colonne di Ca’ Giustinian, è stata presentata alla stampa la 61esima Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, che aprirà nel 2026. Il titolo scelto è “In minor keys”: un richiamo poetico e sommesso che dà forma alla visione curatoriale di Koyo Kouoh, la curatrice camerunense scomparsa prematuramente, che la Biennale ha scelto di onorare realizzando integralmente il progetto da lei ideato.
A introdurre l’incontro, con profonda emozione, è stata Cristiana Costanzo, responsabile press della Biennale Arte e Architettura, che ha parlato della responsabilità – anche simbolica – di portare avanti un lavoro che si era già rivelato necessario e potente. Kouoh aveva condiviso con la Biennale la sua visione curatoriale l’8 aprile scorso, tracciando le linee guida di una mostra che si propone come sensoriale, immersiva, e dedicata all’ascolto del mondo, in particolare di quelle “frequenze smarrite” che abitano i margini, le memorie, la quotidianità.
Durante la conferenza è stato presentato anche il team che l’aveva accompagnata nella progettazione della mostra: Rasha Salti, Marie Hélène Pereira, Gabe Beckhurst Feijoo, e Siddhartha Mitter e l’assistente Rory Tsapayi, che continueranno il lavoro nel rispetto della sua visione. Il progetto curatoriale, costruito nel tempo e con attenzione corale, si fonda su un dialogo profondo tra arte, esperienza sensoriale e realtà sociale. Gli artisti invitati saranno chiamati ad attivare spazi di ascolto, improvvisazione e accoglienza: l’arte come possibilità di ristabilire legami con la terra, con la memoria, con il corpo.
A intervenire anche il Presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco, che ha sottolineato con forza la scelta dell’istituzione di non sostituire la curatrice, ma di portare avanti ciò che lei aveva avviato: “L’Africa è la dinamo del futuro per la sua energia. Questa mostra sarà realizzata come lei l’ha progettata. L’arte è il permanere di una volontà di parole e di segno.”
Annunciata anche una nuova partnership triennale con Bulgari, che a partire dal 2026 sarà Exclusive Partner ufficiale della Biennale Arte. A parlare per la maison è stato Matteo Morbidi, direttore Heritage, che ha espresso il sostegno convinto al progetto e l’intenzione di accompagnare il percorso della Biennale con uno sguardo rivolto al patrimonio e all’innovazione.
L’appuntamento per scoprire gli artisti e il progetto completo è fissato al 25 febbraio 2026, quando verrà svelata ufficialmente la mostra. Intanto, con “In minor keys”, la Biennale si prepara a restituire al mondo un percorso espositivo che sarà al tempo stesso un omaggio, una promessa mantenuta e un atto d’ascolto.



Credo a prima vista che sarà una Biennale interessante.