In pictures: Frieze Focus thinks global

L’edizione di quest’anno di Frieze London ha presentato una novità piacevole e molto apprezzata: per la prima volta, la sezione Frieze Focus, interamente dedicata alle gallerie emergenti, non si trova più in coda allo spazio espositivo, ma vicino all’ingresso. Questa decisione ha offerto una visibilità maggiore a queste gallerie, aprendo le porte a una fresca ventata di dinamismo e originalità, altrimenti poco sentita in una fiera che quest’anno ha privilegiato un approccio più cauto e tradizionale. La consapevolezza geopolitica e l’animazione sconfinata hanno rappresentato i temi portanti delle opere esposte nella sezione.

Le figure ibride dominano la presentazione del parigino Nils Alix-Tabeling che, attraverso le sue sculture e le sue opere murali, esplora la queer art e il paganesimo, con un particolare riferimento a un tempio a Montbouy, in Francia, un tempo dedicato a divinità acquatiche. Le sue opere si caratterizzano per un forte richiamo alla drag culture, costruendo una narrazione artistica in cui i corpi queer sono costantemente messi in evidenza.

Ma Frieze Focus va oltre: grazie alla presenza della britannica Hannah Morgan, le sculture in alabastro prendono vita, suggerendo forme umane e microbiche, così come l’artista di Dakar e Parigi Hamedine Kane, con i suoi lavori in omaggio ai grandi scrittori neri americani come James Baldwin, Langston Hughes e Maya Angelou. Questi scrittori sono raffigurati in disegni episodici a matita su tessuto, arricchiti da citazioni e pattern tessili, creando un’efficace mescolanza di immagini e parole.

Il cinema non è da meno nella sezione di Frieze Focus: il collettivo newyorchese CFGNY ha presentato un’esposizione che gira attorno alla storia dei movimenti di materiali e di persone, gioco di importazioni ed esportazioni tra Est e Ovest, esposto attraverso mostri di porcellana dagli smalti delicati e costruzioni in cartone che richiamano l’architettura coloniale degli Stati Uniti.

Sands Murray-Wassink, invece, presenta un’installazione dominata da centinaia di acquerelli, che esplorano la propria identità queer e bipolare e rendono omaggio alle grandi artiste femministe come Carolee Schneemann, Hannah Wilke, Adrian Piper e Eva Hesse.

Infine, ma non certo per importanza, troviamo le opere di Charlotte Edey: pannelli di vetro colorato segnano l’entrata in un mondo dove confluiscono interni ed esterni, tanto da rievocare i lavori surreali di Remedios Varo e Dorothea Tanning.

In conclusione, l’edizione di quest’anno di Frieze Focus offre un significativo spaccato di arte contemporanea, rivisitando temi chiave come la queer art e la consapevolezza geopolitica attraverso gli occhi di artisti emergenti. Questa sezione, situata ora in prossimità dell’ingresso del padiglione, propone un dinamismo rinfrescante, che non manca di catturare l’attenzione del pubblico e di stimolare una riflessione critica su questioni di importanza cruciale nel panorama artistico contemporaneo.

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