Un semirimorchio modello Kraker dell’azienda Multitrax di quasi 12 metri parcheggiato nel parco dei Bastioni di Porta Mosa è trasformato in un lago con tanto di ninfee e barchetta a remi, nell’installazione riproposta dopo circa un ventennio da Vedovamazzei (Stella Scala e Simone Crispino). Un gonfiabile di 8 metri simula nella sua estetica una ceramica (visibile nella versione originaria a Palazzo Zaccaria Pallavicino – nella sede di FasArchitetti) di Marta Pierobon in perfetto dialogo con il cortile di Palazzo Affaitati, dove è ospitata. Le raffigurazioni umane e non umane delle tessere del mosaico della cripta del Camposanto dei Canonici fanno da sfondo alla proiezione della figura ibrida del nuovo lavoro esposto per la prima volta di Eva & Franco Mattes. Ma sono i cartelloni pubblicitari di Irene Fenara di Via Mantova realizzati per l’occasione in grande formato, che accolgono il pubblico all’ingresso della città, in un gioco voyeuristico tra sguardi reali (i nostri) e quelli delle telecamere di sorveglianza di cui si appropria l’artista. Sono alcune delle opere presenti nel percorso della terza edizione di Cremona Contemporanea | Art Week diretta da Rossella Farinotti, con la collaborazione di uno staff consolidato come la project manager Eleonora Greta Santin.

Opere che spesso nascono da desideri, sogni nel cassetto degli artisti, lavori già prodotti o realizzati per lo spazio che li ospita, come racconta nel corso della presentazione alla stampa la direttrice artistica della manifestazione, che trovano fattibilità e collaborazione da parte di enti, istituzioni o privati. L’iniziativa promossa dall’Assessorato al Turismo ed Eventi di Cremona è sostenuta dall’Associazione Industriali Cremona, dalla Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia, da Confcommercio Provincia Cremona e dalla Fondazione Comunitaria della Provincia di Cremona. A questi si aggiunge l’aiuto di una comunità di volontari, che per dieci giorni dal 24 maggio al 2 giugno affiancano il pubblico nel percorso espositivo.
19 gli artisti sparsi su 19 sedi (totalmente gratuite) tra luoghi d’affezione e nuove presenze come la Chiesa di San Francesco – Ex Ospedale Maggiore non più utilizzato dal 1970, ma oggetto di una prossima riqualificazione. Un luogo che conserva il fascino decadente della sua storia e che ospita il lavoro in progress di Maximo Gonzalez e Iván Buenader con HERENZIA. Un’opera collettiva proposta in giro per il mondo in cui un elemento comune a tutte le culture e tradizioni, il piatto diventa occasione per una riflessione sulla memoria.

Gonzales è presente anche al Palazzo del Comune con tele di grandi dimensioni i cui soggetti naturali intrecciano un dialogo con le origini medievali della parete dello scalone. Il rapporto con il passato riecheggia al Museo Archeologico di San Lorenzo in cui le intrusioni di Arianna Carossa si inseriscono negli interstizi della collezione e degli spazi nella sala delle necropoli, accanto alle teche e alla lastra della famiglia degli Arruntii. La nuova scultura di Edoardo Manzoni Preghiera entra con discrezione nell’area riservata agli oggetti utilizzati durante i riti alle divinità, mentre Fioritura un’opera della sua produzione racconta il legame con la natura tra umano e non umano al Palazzo del Comune.
Non lontano dal museo la Chiesa del Foppone dove Luca Monterastelli ha pensato a un’installazione realizzata per il cortile in cui la materia si trasforma, e la ruvidità e l’estetica industriale si caricano di una forza simbolica attraverso un’attivazione dell’opera nel corso della serata. Artista presente anche nella collettiva curata dal duo VENERDISABATO che porta giovani artisti nel Palazzo Fodri – PQV Fine Art con la mostra La Giostra, per cui ha realizzato nelle cantine un’installazione luminosa. La collettiva curata da Sara Lomboni e Luca Guarino, con il sostegno di Simone Crispino, rientra nella sezione progetti Faville insieme a una serie di appuntamenti. Sono 20 gli artisti selezionati dall’Accademia di Brera che si interrogano sul ruolo delle narrazioni della guerra, a partire dalle suggestioni della battaglia medievale con la lancia e il cavallo, ognuno con un linguaggio differente.
Tra i progetti anche i talk “Bar cremona” curati da Giorgio Galotti alla Pasticceria Lanfranchi con Francesco Arena e Giuseppe Gabellone, e Brigantia di Annika Pettini. Pettini autrice di un libro nato da un’iniziativa curatoriale recentemente pubblicato da Boîte Editions, propone un nuovo capitolo il 13°, scrivendo il testo per Simona Pavoni. L’artista al Palazzo del Comune introduce elementi domestici come la Tenda di carta che copre la vetrata decorata del palazzo, e il Centrino di vetro e resina, portando un lavoro delicato e fragile.
Il palazzo fa da sfondo anche alle eleganti opere di Ludovica Anversa (presente anche al Palazzo della Carità – Fondazione Città di Cremona) che entrano in un perfetto dialogo estetico e cromatico con lo spazio. Tele verticali dai colori delicati realizzate appositamente e la produzione organica della scultura d’argilla e cera d’api con inserti di metallo esposta per la prima volta, mostrano un vocabolario di forme ibride indagate con una certa minuzia clinica. Nuovo il lavoro anche per Giulia Maiorano che sostituisce il lampadario di un’altra sala del palazzo con una composizione di chandelier diversi che illuminano la stanza, accostato a una piccola scultura in cui uno scoiattolo si specchia su un vetro. Suo l’intervento anche nelle Vetrinette dei portici di Galleria XXV Aprile con immagini fotografiche, mentre è ancora la vetrina visibile ventiquattro ore su ventiquattro di RobolottiSei che ospita l’intervento di Vedovamazzei.

La performer Stina Fors mette in scena A Mouthful of Tongues nella Sala dei Quadri del Palazzo del Comune, mentre a Palazzo Raimondi è possibile vedere i suoi video e i materiali d’archivio, così come alcuni lavori di Trisha Baga. Alcune opere di Baga sono disseminate anche tra il Palazzo del Comune, una ceramica quasi nascosta all’interno della carrozza storica, e un’ironica installazione video a Palazzo Vidoni. Un’ironia che ritroviamo nello stesso luogo nelle opere pittoriche e nelle scultoree di vetro di Angharad Williams, così come nelle intromissioni delicate di Giovanni Oberti nelle stanze tra scoperte, come le monete sotto il tappeto della sala del presidente e suggestioni visive.
L’occhio scultoreo in marmo di Carrara realizzato con il sostegno della Fondazione Henraux di Olivia Erlanger osserva luogo e pubblico di Palazzo Schinchinelli Martini. Una prospettiva più intima quella proposta dal video inedito di Daniele Costa, disposto sulla struttura di un letto progettato da Giò Ponti per Vincenzo Agnetti, nell’architettura di Palazzo Affaitati. Come intima e personale è la relazione dello spettatore con le sonorità del paesaggio musicale pensato da Andrea Romano per il Cinema Filo. Scenografica ma misurata l’installazione di Emilia Kina per il salone del Palazzo della Carità – Fondazione Città di Cremona, come le interferenze gentili delle pitture di Michaël Borremans installate nelle lastre metalliche che coprono la fonte battesimale del Battistero del Duomo di Cremona.Cremona Contemporanea dimostra come il dialogo tra la storia e il presente non è solo una condizione inevitabile e naturale, ma rappresenti un corto circuito virtuoso di relazione e occasioni, che si aprono a visioni future e a un rinnovato senso di responsabilità e partecipazione condivisa.



