Il servizio di protezione della natura della Guardia Civil, ente dell’ordine nazionale spagnolo, sta indagando su un uomo sospettato di aver bagnato deliberatamente antichissimi dipinti rupestri, degradando così un sito dichiarato di Interesse Culturale secondo la legge sul patrimonio spagnolo. L’insolito caso di vandalismo è venuto alla luce grazie ai soccorritori attivati a seguito della pubblicazione su Facebook di foto che ritraevano i dipinti in stato umido.
Il sospetto, un 39enne residente a Los Villares, avrebbe attuato questo gesto per scattare fotografie più chiare delle predette opere d’arte preistoriche e successivamente condividerle sui social media. Le pitture in questione si trovano nella Sierra Sur di Jaén, uno tra i 69 siti della regione dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco nel 1998.
Le pitture rupestri di questa regione sono state realizzate principalmente su rocce calcaree, che contengono sali solubili in acqua. Se bagnate, queste rocce rischiano di subire un processo di dissoluzione dei sali che, a contatto con l’acqua, possono successivamente precipitare formando una crosta pallida che ricopre i dipinti. Questo processo chimico può interferire anche con i pigmenti usati, danneggiando in maniera permanente l’opera.
Foto di figure femminili, adornate e accompagnate da cervi, noti come “Le Sacerdotesse”, ricoprono le pareti della provincia di Jaén, in Andalusia. Questi affreschi schematici sono stati vittime di vandalismo nel 2022 prima di essere restaurati. Lo riporta El País, spiegando come la provincia sia parte di quella porzione di territorio andaluso più vulnerabile ai casi di vandalismo negli ultimi anni.
L’isolata posizione geografica di queste cavità, localizzate in aree rocciose e difficilmente raggiungibili, ha favorito la crescita di episodi deplorevoli ai danni del patrimonio artistico locale. Manuel Fernández, sindaco di Aldeaquemada, esprime la difficoltà nell’esercitare una tutela costante su questi luoghi archeologici dichiarando: “Non abbiamo mezzi per posizionare una guardia in ogni sito.”
La regione di Jaén ha subito in precedenza atti simili, come il graffiti che tre anni fa ha rovinato le preziose incisioni rupestri di Vacas del Retamoso, nel Parco Naturale di Despeñaperros, Santa Elena. I vandali hanno in quel caso preso di mira un’immagine di due figure umane mascherate durante un possibile rituale funebre, noto come “Le Sacerdotesse”. All’epoca, il sindaco della municipalità sottolineava come questo deprecabile atto abbia danneggiato “la pittura rupestre più emblematica e il principale simbolo di identità del nostro parco naturale, raffigurante migliaia di anni di storia.”
Il mondo dell’arte si trova ancora una volta a difendere il suo patrimonio da atti di irresponsabile vandalismo. Rimane quindi la speranza che queste ravvivate indagini possano portare alla luce il colpevole di tali azioni, per impedire che episodi del genere possano ripetersi e sancire il rispetto dovuto ad opere che rappresentano una parte importante della nostra storia.


