Jacqueline de Jong, Pittrice Rivoluzionaria del Suo Medium, Muore a 85 Anni

Jacqueline de Jong, l’insigne pittrice olandese che per ben sei decadi ha dedicato la sua vita alla figurazione – anche in un periodo in cui l’arte riconosceva poco valore in essa – è mancata sabato scorso ad Amsterdam a seguito di una breve malattia. Era alla veneranda età di 85 anni.

La sua galleria di rappresentanza di New York, Ortuzar Projects, ha commemorato l’artista con parole profondamente rispettose e affettuose, ricordandola come una costante fonte di buon umore e acuta intelligenza. Il suo spirito e la sua influenza continueranno a vivere attraverso i suoi coetanei, gli amici e la famiglia, di cui la galleria si onora di far parte.

De Jong era famosa per l’estrema versatilità dei suoi soggetti, che spaziavano dalle copertine dei romanzi gialli francesi al biliardo, dalla guerra del Golfo degli anni ’90 alla corrente guerra a Gaza. Ricercatrice incansabile, ha continuato a sfidare i fondamenti del suo medium, lavorando su materiali non convenzionali e conducendo le sue immagini dalla “bassa” alla “alta” arte.

Innumerevoli appassionati dell’arte hanno apprezzato de Jong per i suoi legami con il movimento situationista, un gruppo di artisti e scrittori di sinistra attivi nella Francia degli anni ’60, i quali lottavano contro la crescita esponenziale delle immagini prodotte dai mass media borghesi. De Jong pubblicò alcuni dei loro scritti nel Situationist Times, una pubblicazione di breve durata che lei stessa fondò.

Nella fase più tarda della sua vita, tuttavia, l’artista preferiva parlare meno del sua militanza nel movimento situationista e più di quello che ne conseguì. Ricordando il suo approccio alla figurazione in un periodo in cui l’astrazione era ancora considerata il massimo, l’artista ha dichiarato alla rivista ARTnews: “Alle persone piacciono le immagini, e ai pittori piace crearle. Questo significa che la figurazione mancava”.

L’arte di de Jong ha posto un’enfasi costante sull’immagine figurativa, riportando la serietà al suo lavoro, pur distillando un’ironia sottile. I temi del femminismo e del pacifismo erano potenti sottotesti nel suo corpus di lavoro. In ogni caso, de Jong ha sempre evitato di limitarsi a un singolo stile o materiale, un atteggiamento che probabilmente sgorgava dalla sua insaziabile curiosità.

De Jong è nata nell’anno 1939, nella piccola città olandese di Enschede, in una famiglia di appassionati collezionisti d’arte. L’infanzia, però, fu segnata da un errare costante tra Olanda e Svizzera, dovuto alla persecuzione nazista. Desiderosa di diventare attrice, si trasferì a Londra negli anni ’50 per frequentare la Guildhall School. Non trovando fortuna sul palco, tornò ad Amsterdam e, lavorando nel Stedelijk Museum, destinato all’arte moderna, incrociò il destino artistico del CoBrA, movimento avanguardista fondato da Asger Jorn.

La relazione con Jorn, un uomo molto più grande di lei, la mise in contatto con Guy Debord, membro fondatore dell’Internazionale Situazionista, dando il via al cammino di de Jong verso la svolta artistica. Dopo il distacco dai situazionisti e il tramonto della rivista da lei fondata, il suo stile pittorico si evolse ma non per questo perdeva di incisività e critica sociale.

La sua opera è una miscela unica di emozioni, colori, e messaggi, incidunti su supporti tradizionali e meno usuuali come vele di barche, rapportandosi sempre con il mondo e le contemporaneità. De Jong ha lasciato un segno indelebile nel panorama artistico contemporaneo, che senza dubbio continuerà a risuonare anche dopo la sua scomparsa.

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