Nel contesto altamente carico delle elezioni USA 2024, la Vicepresidente Kamala Harris ha scelto come teatro del raduno conclusivo della sua campagna elettorale uno dei luoghi più simbolici della cultura americana: le icone scalinate del Museo d’Arte della città di Filadelfia, meglio note come “Rocky Steps”.
Il 5 Novembre 2024, le sontuose scalinate alla base dell’edificio neoclassico del Museo, immortalate nel 1976 nel celebre film “Rocky” con Sylvester Stallone, sono state scenario di un evento stellare a cui hanno partecipato fino a 30.000 persone.
“Abbiamo un solo giorno per portare a termine questo compito, quindi ora dobbiamo metterci al lavoro e uscire a votare”, ha esortato Harris, prendendo la parola sul palco al cospetto del Museo poco dopo le 23:00. “Abbiamo molto più in comune di quanto ci separi. E ricordiamoci tutti: il vostro voto è la vostra voce, e la vostra voce è il vostro potere”.
L’evento ha offerto molto più che un discorso politico. Si è trattato di una serata all’insegna della cultura e dell’intrattenimento, in cui alla Vicepresidente si sono affiancate alcune delle personalità più in vista del panorama statunitense. A illuminare la serata, oltre a Harris, sono state infatti alcune tra le celebrità più amate del Paese: da Oprah Winfrey, che ha condiviso il palco con un gruppo di elettori alla loro prima esperienza di voto, a star della musica come Lady Gaga, Ricky Martin, The Roots e will.i.am.
Oltre all’importanza politica dell’evento, simbolo della lotta di Harris per diventare la prima donna a ricoprire la più alta carica della nazione, anche l’arte ha giocato un ruolo fondamentale. A sostenere la campagna di Harris, infatti, non sono mancati artisti del calibro di Jeff Koons, Kara Walker, Amy Sherald e Jenny Holzer, che hanno contribuito a raccogliere 1,5 milioni di dollari attraverso un’asta online di beneficenza denominata “Artists for Kamala”. Folk come Joan Baez si è cimentata in una serie di ritratti della vicepresidente, venduti a 1.000 dollari ciascuno per finanziare la sua campagna. Anche Shepard Fairey, noto per il suo manifesto “HOPE” raffigurante Barack Obama, ha creato un poster con il ritratto di Harris coronato dalla parola “FORWARD”.
L’evento organizzato da Harris si è svolto a poche ore dalle elezioni presidenziali del 2024, con la Pennsylvania che emerge come chiave di volta per la vittoria finale. Infatti, con i suoi 19 grandi elettori rappresenta l’apporto più significativo tra i sette stati cruciali per il risultato finale. “Abbiamo bisogno che tutti votino in Pennsylvania”, ha esortato Harris. “Sarà la Pennsylvania a decidere l’esito di queste elezioni”.
Anche il mondo dell’arte, con il suo patrimonio di espressioni culturali e un vasto pubblico, si è schierato in favore dell’unità, della democrazia e dell’uguaglianza, valori fortemente sostenuti da Kamala Harris. Questo memorabile evento, che ha unito politica, arte e showbiz, alla vigilia delle più importanti elezioni americane, sarà ricordato come un momento di speranza per un futuro migliore, un futuro in cui le voci di tutti contano e sono ascoltate.
Dunque, in un mondo che sembra sempre più diviso, il raduno organizzato da Kamala Harris ci offre l’immagine di un possibile futuro di unità sotto la bandiera dell’arte e della cultura, strumenti potenti che, come la politica, possono unire le persone, indipendentemente dalle loro differenze.


