Il 28 novembre 2026 Bruxelles inaugurerà KANAL–Centre Pompidou, uno dei progetti museali più ambiziosi degli ultimi anni in Europa. Il nuovo centro dedicato all’arte moderna e contemporanea, all’architettura e alla cultura urbana sorgerà negli spazi monumentali dell’ex garage Citroën di piazza Sainctelette, affacciato sul canale che attraversa la capitale belga.
Non sarà soltanto un museo, ma una vera e propria “città nella città” di circa 40.000 metri quadrati, pensata per ospitare arti visive, performance, danza, musica, cinema, architettura, ricerca e attività educative. Il progetto nasce dalla collaborazione tra la Regione di Bruxelles-Capitale, la Fondazione KANAL e il Centre Pompidou di Parigi, che garantirà al pubblico belga l’accesso continuativo a una delle più importanti collezioni di arte moderna e contemporanea al mondo.
L’edificio, costruito negli anni Trenta come sede e officina Citroën, è uno dei grandi simboli dell’architettura industriale modernista di Bruxelles. Dopo l’abbandono da parte della casa automobilistica, avvenuto nel 2014, il complesso è stato acquistato dalla Regione con l’obiettivo di trasformarlo in un nuovo polo culturale internazionale.
La riconversione è stata affidata ad Atelier KANAL, formato dagli studi noAarchitecten di Bruxelles, EM2N di Zurigo e Sergison Bates architects di Londra. Il progetto, intitolato A Stage for Brussels, conserva il carattere industriale dell’edificio e lo trasforma in un luogo permeabile, attraversabile e aperto alla città. Una strada interna collegherà le diverse aree, mentre grandi strutture indipendenti inserite negli antichi laboratori accoglieranno il museo, gli spazi dedicati all’architettura e un auditorium da 400 posti.
L’apertura sarà accompagnata da dieci mostre, distribuite tra gli spazi espositivi e le aree pubbliche del nuovo complesso. Il cuore del programma sarà A Truly Immense Journey, una grande esposizione che riunirà oltre 350 opere provenienti soprattutto dalle collezioni del Centre Pompidou e di KANAL, insieme a prestiti da istituzioni e raccolte private belghe.

Il percorso attraverserà più di un secolo di storia dell’arte, accostando figure come Henri Matisse, Pablo Picasso, Sonia Delaunay, Alberto Giacometti, Natalia Goncharova, Wifredo Lam e Lygia Clark ad artisti contemporanei internazionali e legati alla scena di Bruxelles, tra cui Sammy Baloji, Edith Dekyndt, Aglaia Konrad e Hana Miletić. La mostra, visitabile fino al 10 gennaio 2028, sarà costruita come un viaggio senza una destinazione prestabilita, dedicato alla circolazione delle persone, delle idee e dei linguaggi artistici.
Tra gli altri appuntamenti inaugurali figura An Infinite Woman, una ricerca sull’immagine delle donne Mangbetu del Congo, trasformata dalla cultura coloniale europea in un simbolo esotico e successivamente riappropriata dagli artisti di origine africana. Il progetto coinvolgerà, tra gli altri, Carrie Mae Weems, Frida Orupabo e Magdalene Odundo. Otobong Nkanga presenterà invece un’installazione basata sulla tessitura, concepita come dispositivo di incontro, partecipazione e creazione collettiva.

Accanto alle mostre, KANAL ospiterà una biblioteca, un centro di ricerca e archivi dedicati all’architettura e al paesaggio, laboratori, spazi per bambini, una libreria, una bakery, ristoranti e un rooftop. Più di 21.000 metri quadrati saranno destinati ad ambienti pubblici accessibili anche senza acquistare un biglietto.
Con KANAL, Bruxelles prova così a colmare una storica assenza: quella di un grande museo dedicato stabilmente all’arte moderna e contemporanea. Ma il progetto va oltre il modello tradizionale dell’istituzione espositiva. Il nuovo centro vuole diventare un luogo quotidiano, in cui entrare anche solo per leggere, incontrarsi, studiare o attraversare la città. Non un museo separato dalla vita urbana, ma una sua estensione, capace di trasformare un’antica macchina industriale in uno spazio collettivo per l’immaginazione contemporanea.




