Kankuro Ueshima, nato nel 1979 nella prefettura di Chiba in Giappone, è un personaggio multiforme che ha saputo intraprendere con successo vari percorsi professionali. Ha fondato la sua impresa durante gli studi all’Università di Tokyo e oggi il suo portafoglio affari si ramifica in settori diversificati come ingegneria, farmaceutica, immobiliare, e costruzioni. Tuttavia, nel corso degli ultimi due anni, quasi l’80 percento del suo tempo è stato dedicato all’arte, passione che l’ha portato a viaggiare tra le maggiori fiere dell’arte a livello internazionale, da Basilea a Hong Kong, da Seoul a New York passando per Londra e Parigi.
Il viaggio di Ueshima attraverso l’arte ha inizio nel 2016. Allora, le sue prime acquisizioni erano dettate dal piacere di abbellire le pareti di casa e dell’ufficio. Come racconta lo stesso Ueshima, in breve tempo il suo business si è notevolmente espanso. Aveva più uffici e, quindi, più mura da decorare e così ha pensato: “Perché non iniziare a collezionare arte?”
È grazie a un consiglio della vecchia amica Kyoko Hattori (sempre profondamente coinvolta nel mondo dell’arte, all’epoca direttore regionale di Phillips in Giappone e oggi a capo dell’espansione di Pace a Tokyo), che Ueshima ha iniziato il suo affascinante viaggio attraverso l’arte contemporanea. Bitje (2019), opera su tela di Bernard Frize acquistata da Perrotin, segna l’inizio di questa avventura di collezionismo.
Il focus della sua collezione riguarda l’arte contemporanea, opere realizzate da artisti viventi. Ciò che interessa a Ueshima sono i maestri capaci di osservare l’attuale ambiente e situazione sociale e da lì proiettarsi verso il futuro.
Ueshima si è presto accorto di un problema: la maggior parte delle opere, una volta vendute, vengono viste in privato dai soli proprietari o durante tour privati dei magazzini in cui sono conservate prima di essere rivendute. L’impresario giapponese, desideroso di contribuire a una maggiore fruizione dell’arte, nasconde dunque l’idea di aprire la propria collezione al pubblico, non solo con un’esposizione nel suo museo in Tokyo, ma anche mediante Instagram e sul sito del museo, luoghi in cui è possibile trovare descrizioni dettagliate di ogni pezzo in giapponese, inglese e cinese.
La decisione di creare un museo nasce anche dalla scoperta che un edificio all’interno del complesso di Shibuya Kyoiku Gakuen, suo alma mater, era vacante. Nonostante la presenza di prestigiose istituzioni a Tokyo, Ueshima ravvisa una carenza di focus sull’arte contemporanea. Colto da un insaziabile entusiasmo e sostenuto da una visione riformista, attua il passo successivo e chiede al proprietario di poterlo affittare per trasformarlo in un museo e in un ufficio. Così, il 1° giugno, il Museo Ueshima apre le porte al pubblico, arricchendo il panorama museale giapponese con una collezione privata aperta a tutti.
Attraverso la passione per l’arte dell’eclettico imprenditore e collezionista Kankuro Ueshima, si realizza un’esperienza culturale intensa e innovativa, che fa dialogare la società con la creatività degli artisti contemporanei, aprendo nuove strade di accesso all’arte in terra nipponica.


