La ‘Belle Époque’ italiana in mostra a Carrara, da Lega a Boldini e Balla.

Si prospetta un’estate densa di esperienze culturali nel cuore di Carrara.

Tra il marmo bianco e luminoso delle sue cave, il Palazzo Cucchiari propone un’interessante mostra intitolata “Belle Époque.

I pittori italiani della vita moderna”, percorso che mette in luce gli artisti che si sono affermati nel panorama artistico italiano tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento.

L’epoca post-unità italiana è stata motivo di numerosi cambiamenti in ambito artistico.

Essa ha segnato una cesura netta con il precedente periodo romantico, aprendo la strada ad un’evoluzione del gusto che ha rintracciato le orme della “Belle Époque” francese.

Un periodo di fermento culturale, che ha visto in primo piano la borghesia urbana imprenditoriale e l’aristocrazia liberale nella costruzione di una Nuova Italia.

La mostra offre una rassegna dei principali exponenti dell’era in questione, da Lega a Boldini, passando per Nomellini, De Nittis e Balla.

Il visitatore avrà l’opportunità di immergersi nelle opere di questi artisti, nonché di altri meno conosciuti al grande pubblico, come Signorini, Spadini, Pellizza da Volpedo, Zandomeneghi e Corcos, senza dimenticare le creazioni di Antonio Mancini, Tranquillo Cremona, Mosè Bianchi, Emilio Longoni, Angelo Morbelli, Gaetano Previati, e tanti altri.

L’itinerario pittorico, ricco di quasi un centinaio di opere tra dipinti su tela, su tavola, acquerelli, pastelli e sculture in bronzo e in gesso, invita a seguire le tracce delle mutazioni della pittura dopo l’Unità d’Italia.

Si tratta di un momento di grande effervescenza artistica, contrassegnato dal superamento delle scuole regionali e dalla volontà di comporre un’impronta nazionale.

Dalle ultime vibrazioni del movimento macchiaiolo, fino all’arrivo del divisionismo, questo percorso lineare ed avvincente condurrà il visitatore lungo quarant’anni di evoluzione artistica, attraverso un viaggio temporale dagli anni ’60 dell’800 fino al 1917.

Una novità di questo periodo fu la costante e febbrile ricerca di benessere materiale, accompagnata da un’intensa voglia di appagamenti culturali e di svaghi mondani.

L’ideale risorgimentale cede il passo ad una cultura pragmatica e realista, attenta alla quotidianità urbana ma pur sempre ricercata e raffinata.

In questo scenario, la mostra “Belle Époque.

I pittori italiani della vita moderna” offre al visitatore la possibilità di confrontarsi con un capitolo fondamentale della storia dell’arte italiana, segnato da una rigenerazione dei temi e del linguaggio figurativo, non disgiunta dal fermento politico e sociale dell’epoca.

In sintesi, è un appuntamento imperdibile per gli appassionati d’arte, che potranno immergersi nella vitalità della “Belle Époque” italiana, contribuendo alla valorizzazione del nostro ricchissimo patrimonio culturale.

Una mostra che avvicina e tradisce, che propone e scompone, che disvela e nasconde, ma che, in ogni caso, stimola e intriga, suscitando emozioni uniche.

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