La bellezza come investimento etico e culturale: il talk di Vanity Fair a Brera

In tempi attraversati da tensioni e dissonanze, è la bellezza a offrire un terreno comune, fertile per idee, valori e possibilità condivise. Questo è stato il filo conduttore di un recente talk organizzato da Vanity Fair alla Pinacoteca di Brera, un evento che ha visto protagonisti figure di spicco del mondo dell’arte, della finanza, del design e della moda, tra cui Simone Marchetti, direttore delle edizioni europee di Vanity Fair, Ernesto Fürstenberg Fassio, Presidente di Banca Ifis, Angelo Crespi, Direttore Generale della Pinacoteca di Brera, Sara Ricciardi, fondatrice dell’omonimo studio di design, e Franco Loro Piana, CEO di SEASE. La conversazione ha evidenziato come la bellezza sia non solo un valore estetico, ma anche un bene economico e una forza etica, capace di generare valore umano e progresso. 

Il talk ha fatto da preludio all’inaugurazione de La bellezza e l’ideale. La collezione Canova di Banca Ifis e la Pinacoteca Viaggiante, una mostra che dal 16 maggio 2025 al 17 maggio 2026 riporterà a Milano la grandezza di Antonio Canova attraverso 12 busti in gesso recuperati e restaurati da Banca Ifis, affiancati dalla celebre Vestale in marmo e da una serie di riproduzioni in smalto della collezione di Giovanni Battista Sommariva.

L’Economia della Bellezza: un investimento che genera valore

Ernesto Fürstenberg Fassio ha ribadito la visione di Banca Ifis che integra la bellezza nella propria strategia aziendale. Lungi dall’essere un costo, l’investimento in arte e cultura è per la banca un modo per “vestire” il proprio brand con i valori della qualità e della reputazione. Come ha spiegato Fürstenberg Fassio, un edificio prestigioso o un’opera d’arte come un Picasso possono essere considerati equivalenti a titoli di stato nel bilancio di una banca, rendendo i patrimoni delle istituzioni finanziarie più flessibili e, in ultima analisi, “più belli”. Questo approccio è parte integrante del progetto Ifis art, ideato dal Presidente stesso, che raccoglie tutte le iniziative della Banca per la valorizzazione dell’arte e della cultura. Tra queste, spicca il Parco Internazionale di Scultura di Banca Ifis a Villa Fürstenberg, che genera un moltiplicatore di valore sociale quasi quadruplo rispetto all’investimento iniziale. Un altro progetto di punta è il recupero e restauro di “The Migrant Child” di Banksy a Venezia, con la trasformazione di Palazzo San Pantalon in uno spazio espositivo per giovani street artist.

Brera e il nuovo mecenatismo: un modello virtuoso

Angelo Crespi ha sottolineato la rivoluzione in atto nel sistema museale italiano, dove le istituzioni statali autonome agiscono sempre più come grandi aziende. Grazie a strumenti come l’Art Bonus, la collaborazione tra musei e privati è diventata più snella ed efficace. La partnership tra Brera e Banca Ifis, iniziata con la sottoscrizione del “Patto per Brera” e proseguita con la mostra di Mario Ceroli a Palazzo Citterio, è un esempio lampante di questo nuovo mecenatismo. Crespi ha espresso l’entusiasmo per il riallestimento della Sala 1 con le opere di Canova, che non solo restituisce alla Pinacoteca parte della sua vocazione scultorea, ma celebra anche l’ideale neoclassico che fu alla base della sua fondazione. Come ha dichiarato, questo “risolve in modo magnifico un luogo che ha avuto negli anni numerose destinazioni”.

Design e Moda: maestranze e spiritualità al servizio della Bellezza

La discussione ha poi esplorato il ruolo del design e della moda nel veicolare la bellezza nella quotidianità. Sara Ricciardi ha descritto come gli oggetti e gli spazi che ci circondano influenzino inconsciamente la nostra vita, sottolineando la sinestesia del nostro rapporto con il mondo. Per Ricciardi, il design è un linguaggio che plasma le relazioni e che deve essere consapevole delle risorse, del territorio e delle maestranze locali.

Franco Loro Piana ha affrontato le sfide dell’industria della moda, in particolare la necessità di ricercare l’eccellenza, l’artigianalità e la durevolezza in un settore spesso saturo. La sua esperienza in SEASE si fonda sulla creazione di prodotti unici, nati dalla passione e dalla ricerca della materia prima. Loro Piana ha evidenziato come l’arte, la cultura e la musica siano fondamentali per infondere un’anima e una spiritualità nel lavoro del designer, permettendo di “trasmettere un sentimento” attraverso gli abiti.

Gli errori che fanno crescere: lezioni di vita e carriera

Un momento particolarmente intimo del talk ha visto i relatori condividere i loro “migliori errori”: Franco Loro Piana ha ammesso la sua fretta nel prendere decisioni, imparando che la bellezza e i progetti importanti necessitano tempo per sedimentare. Sara Ricciardi ha sottolineato l’importanza di concedersi di sbagliare, superando la “terribile paura” che spesso paralizza in un contesto culturale così imponente come quello italiano. Angelo Crespi ha ricordato con umorismo un periodo di eccessiva arroganza, che lo ha portato a valorizzare la “tranquillità” come una virtù fondamentale. Ernesto Fürstenberg Fassio ha parlato della sua tendenza a riporre eccessiva fiducia negli altri, un errore che, pur potendo accelerare i processi, per lui è parte integrante del percorso e della collaborazione. 

Il parterre, accuratamente selezionato da VSF Studio, ha seguito con grande attenzione il talk, conclusosi con le profonde parole di Simone Marchetti: “non siamo mai noi a guardare la bellezza. È la bellezza che ci guarda, ci attraversa e ci cambia“, un messaggio che risuona profondamente con l’esposizione canoviana alla Pinacoteca di Brera. 

Poster for 'No Curves' solo show with a Mona Lisa portrait wearing neon yellow virtual-reality style goggles, set in a vivid geometric collage; includes dates and venue details (free admission).
CYFEST 17 poster announcing the International Media Art Festival: Natura Naturans—Human Beings, Nature, Landscape; May 8–Aug 31 at CREA Cantieri del Contemporaneo, Venice.

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Sara Conte
Sara Conte
Di solito osservo, ascolto, domando, leggo, indago, scrivo e parlo. Nel mio percorso ho incontrato l’arte, poi la moda, poi il design, poi la finanza e poi di nuovo l’arte. A 19 anni scrivevo per le pagine di Design de La Repubblica e a 20 per un giornale di moda lato business. Ho sempre esplorato il mondo con occhi curiosi e una penna, una matita o (ahimè) una tastiera in movimento. Amo le parole perché mi permettono di confrontarmi con l’altro. Il mio artista preferito si chiama Khadre, lo trovate ogni giorno seduto sulla stessa panchina a Parco Sempione, con lui condividiamo l’idea che “l’art n’a pas des regles”.

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