La Galleria Mitchell-Innes e Nash cambia rotta dopo 28 anni

Venerdì scorso, la elaborata dichiarazione dei fondatori Lucy Mitchell-Innes e David Nash ha scosso l’ambiente artistico newyorkese. La storica galleria Mitchell-Innes e Nash, dopo aver ospitato con successo oltre 200 esposizioni di artisti del calibro di Pope L., Keltie Ferris, Norbert Schwontkowski e Jacolby Satterwhite, ha deciso di chiudere la sua sede fisica a Chelsea, dopo 28 anni di attività intramurario.

Non si tratta però di un addio, ma di una metamorfosi. La galleria, infatti, ha annunciato di voler diventare uno “spazio consulenziale” che opererà a stretto contatto con artisti del mercato primario e con enti patrimoniali, offrendo servizi di consulenza ad individuali collezionisti ed enti fondazionali, nonché rappresentando opere d’arte sui mercati principali e secondari. La chiusura della storica sede al 534 di West 26th Street è avvenuta il 15 giugno, con una mostra personale della pittrice Joanne Greenbaum come suo canto del cigno.

Nell’attuale scenario di crisi e chiusure delle gallerie, dovute al calo dell’interesse per il mercato dell’arte e all’aumento dei costi operativi, la scelta di Mitchell-Innes e Nash rappresenta un interessante modello alternativo. Questa trasformazione nasce da un desiderio di adattamento, benché doloroso, sapientemente espresso dai fondatori nel loro comunicato: “Andando avanti, lavoreremo all’interno di un nuovo paradigma”, hanno affermato.

La loro lettera testimonia l’apprezzamento e la gratitudine per il sostegno e la passione dei collezionisti e dei curatori globali per i loro artisti. Un ringraziamento va rivolto anche al team della galleria, che ha reso possibile la realizzazione di innumerevoli esposizioni e fiere d’arte. “Amiamo il nostro spazio di Chelsea e accogliamo visitatori provenienti da tutto il mondo. Questo rende il nostro viaggio ancora più significativo”, hanno scritto.

Annette Lemieux, uno degli artisti di punta della galleria, ha espresso il suo affetto e il suo rammarico per la chiusura attraverso un commento su Instagram: “Il mio cuore è con Lucy, David, Robert, tutto lo staff e tutti gli artisti della galleria. Una perdita enorme, una galleria con cui amavo lavorare e spero che in qualche modo, tutti noi possiamo continuare a lavorare insieme in futuro. Tanto amore.”

Durante l’estate, quindi, Mitchell-Innes e Nash lavoreranno intensamente alla transizione e annunceranno una nuova location a Manhattan “nei prossimi mesi”. Nell’attesa di scoprire il nuovo volto di questa realtà storica dell’arte, riflettiamo su come il panorama artistico si stia evolvendo, tra sfide e nuove possibilità. Il caso di Mitchell-Innes e Nash forse ci insegna che non è la fine di un’epoca, ma l’inizio di un nuovo capitolo, parallelamente drammatico e affascinante.

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