La Leggendaria Location dei Primissimi Concerti dei Beatles Ora ospita un Airbnb

Nel lontano 1959, Mona Best decise di convertire la cantina della sua casa di Liverpool in un punto di ritrovo per gli amanti del rock ‘n’ roll. La signora Best, per dare vita al suo club, si lanciò in un’avventura ardita: richiedeva mezza corona per l’iscrizione, installò un piccolo giradischi Dansette e prenotò la sua prima band. Questa band non era una qualunque, era formata da amici di suo figlio Pete e veniva chiamata “The Quarrymen”. Ne facevano parte John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ken Brown. Qualche tempo dopo, questo gruppo si trasformerebbe nei leggendari Beatles, con Pete nei panni del batterista per un breve periodo.

Oggi, il piccolo club di Mona, il “Casbah Coffee Club”, non esiste più, ma il nome dei Beatles, che ne hanno decretato il successo mondiale, continua a dare splendore a quel luogo che ha ospitato le loro prime esibizioni. Come ricorda Pete Best alla BBC: “I Beatles suonavano qui, facevano festa qui e dormivano qui”. Tuttavia, lui e suo fratello Roag, attuali proprietari della casa, non si contentano che la residenza di 8 Hayman’s Green sia solamente un luogo di pellegrinaggio per i fan più accaniti dei Beatles: hanno deciso, infatti, di trasformarla in un alloggio per vacanze e di annunciarla su Airbnb.

La dimora, un’elegante casa vittoriana in mattoni rossi, offre cinque suite dedicate ai membri della band: Lennon, McCartney, Harrison, Best, e Stuart Sutcliffe. Quest’ultimo, il bassista originale dei Beatles, fu persuaso da Lennon e McCartney ad imparare a suonare il basso nel club. Ciascuna suite, oltre ad essere arredata con tutti i comfort, compresi un bagno privato e un angolo cottura, ha un tocco distintivo legato a ciascuno dei componenti del gruppo. Ad esempio, la suite McCartney è decorata con un piccolo basso, mentre quella di Lennon vanta un poster “War is Over”, richiamando la sua famosa campagna per la pace del 1969 con Yoko Ono. Inoltre, ogni stanza è arricchita con fotografie del gruppo.

Offrire questi alloggi, secondo Pete, rappresenta un “tributo duraturo” ai Beatles e proietta la visione originale di sua madre. “Lei aveva un sogno,” ha raccontato al Guardian, “portare la musica ai ragazzi di Merseyside”.
Una curiosità: manca tra le suite quella dedicata a Ringo Starr, che sostituì Best come batterista dei Beatles. Pete assicura che non ci siano rancori tra loro: infatti, Roag spiega che Starr non era un membro della band durante il periodo in cui suonavano lì.

Quindi, per chi vuole vivere un’esperienza unica, immergendosi nella storia della musica rock, 8 Hayman’s Green a Liverpool sembra essere la destinazione ideale. Un tuffo nel passato, tra le mura che hanno visto nascere la leggenda dei Beatles, la band che ha cambiato per sempre la storia della musica pop.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

“Hair” torna in scena: libertà, identità e pacifismo per una nuova generazione. Intervista al regista e al cast del musical cult

Oggi, come allora, esistono ancora tanti Vietnam… e tanti giovani con la voglia di liberarsi dalla schiavitù commerciale della Società. Hair, spettacolo cult fine anni ’60, è più che mai l’ideale manifesto delle nuove generazioni che cantano l’alba dell’era dell’Acquario. HAIR, the Tribal Love-Rock Musical

Artuu Newsletter

Scelti per te

Tra ribellione urbana e spiritualità antica, la pittura avvolgente di Gonzalo Borondo alla 21 Gallery

Dopo Audaci. Dalle avanguardie storiche agli artisti mascherati, l’arte del libero pensiero, mostra inaugurale della sede padovana, la galleria ospita fino al 16 gennaio la personale dell’artista spagnolo Gonzalo Borondo, Porta l’acqua un fuoco fermo, curata da Cesare Biasini Selvaggi

White Entropy: Jacopo Di Cera porta a Malpensa l’immensità silenziosa delle montagne e il loro fragile equilibrio

Ed è proprio grazie al lavoro di Jacopo Di Cera che si spiega ai nostri occhi l’immensità di infinite distese di bianco. White Entropy è il titolo della mostra personale dell’artista, visitabile fino al 31 marzo 2026 presso il PhotoSquare dell’Aeroporto di Milano Malpensa.

Michelangelo e Bologna: il dialogo silenzioso che ha forgiato un nuovo linguaggio scultoreo, a Palazzo Fava

Due momenti di confronto e formazione che hanno avuto un enorme impatto sul divin artista raccontati attraverso un meticoloso percorso espositivo, inaugurato lo scorso 14 novembre e visibile fino al 15 febbraio a Palazzo Fava, grazie al quale possiamo apprezzare il muto dialogo instaurato dal Buonarroti con i rilievi della Porta Magna di San Petronio di mano di Jacopo della Quercia.

Seguici su Instagram ogni giorno