Quarantacinque righe e una firma storica sembrano risuonare ancora tra le mura di casa Christie’s. Non una lettera qualunque, ma quella che Albert Einstein, il premio Nobel per la fisica, scrisse al Presidente degli Stati Uniti Franklin Delano Roosevelt il 2 agosto del 1939. L’orizzonte era quello di una guerra imminente e l’obiettivo era tutt’altro che allegro: prevenire l’uso del potenziale distruttivo dell’energia atomica da parte di Adolf Hitler e del regime nazista.
La causa era pressante, sebbene la penibilità del compito non risultasse neanche lontanamente prevedibile nei dettagli più crudi. Quella stessa missiva, consegnata alla sua destinazione quasi per caso, fu il detonatore di quel Progetto Manhattan che, inevitabilmente, condusse alla nascita delle bombe atomiche dispiegate su Hiroshima e Nagasaki. Il destino ebbe a cambiare l’intera storia dell’umanità, e ora quella lettera sta per tornare, alla fine dell’estate, sotto i riflettori in una delle aste più attese dell’anno.
Il documento proviene dalla voluminosa collezione del co-fondatore di Microsoft, Paul Allen, conosciuto non solo per le sue avventure nel campo dell’informatica ma anche per la sua indomita passione per l’arte. I pezzi della sua raccolta venduti da Christie’s nel 2022 hanno guadagnato visibilità e prestigio, totalizzando incassi record per 1,62 miliardi di dollari.
Non si tratta, quindi, di un evento qualunque, ma di un gemellaggio particolare tra scienza e collezionismo d’arte. Christie’s dedica tre vendite – tra cui due online che si chiuderanno il 12 settembre e la personale del 10 settembre – alla raccolta di Allen. La diversità dei pezzi disponibili, che spaziano tra la storia della scienza e la tecnologia, la rendono unica nel suo genere, un evento senza precedenti, secondo le parole di Marc Porter, il presidente di Christie’s America.
I proventi delle aste saranno interamente devoluti a iniziative filantropiche in cui Allen aveva fortemente investito prima della sua scomparsa. Altro tesoro incontrastato dell’asta del 10 settembre sarà la tuta dell’astronauta Ed White, il pioniere delle “passeggiate spaziali” nel 1965, durante il progetto Gemini, con stima di 80-100 mila dollari.
Fra le altre vendite online, la prima, denominata “Firsts”, è dedicata alla storia del computer: tra i pezzi c’è un DEC PDP-10: KI-10 (stima 30 mila-50 mila dollari), un modello costruito nel 1971 e parte della serie Pdp-10 precedente alla fondazione di Microsoft, un computer che Allen stesso contribuì a restaurare.
La seconda vendita, intitolata “Over the Horizon: Art of the Future”, miscela invece i due grandi amori di Allen, l’arte e la conquista dello spazio. Fra i pezzi proposti, spicca “Saturno visto da Titano” (stima tra 30 mila e 50 mila dollari,), un dipinto del 1952 di Chesley Bonestell, l’artista più celebre dell’era della corsa allo spazio durante la guerra fredda.
In sintesi, la casa d’asta si prepara a far da padrona di casa a un evento storico, celebrando l’intuizione e il genio umano nella loro forma più autentica. Là dove la scienza, l’arte, la storia e l’ingegno si incontrano, l’attenzione del mondo intero sarà inevitabilmente attirata. Ancora una volta, in mezzo a tutte queste meraviglie, una lettera farà la sua comparsa, sospesa tra passato e futuro. Quarantacinque righe e una firma che portano con sé il peso e l’inestimabile valore di un punto di svolta decisivo nella storia della nostra civiltà.


