“La lingua sconosciuta su questo antico tavoletta continua a sconcertare gli esperti”

Titolo: La lingua sconosciuta su una antica tavoletta dalla Georgia continua a sconcertare gli esperti

Nel mondo ci sono circa 7,111 lingue conosciute, ma quella incisa su una tavoletta antica recentemente riportata alla luce in Georgia non appartiene a nessuna di queste. Questa scoperta storica continua a sconvolgere gli esperti in linguistica ed archeologia nonostante le intense analisi a cui è stata sottoposta. La cosiddetta “tavoletta Bashplemi”, scoperta da pescatori nel lago Bashplemi nel 2021, rimane ancora un mistero insondabile.

Il volto della tavoletta, largo otto per nove pollici, presenta 60 caratteri, di cui 39 unici, disposti su sette linee. Una parte della tavoletta sembra essersi staccata, facendo supporre ai ricercatori che manchino alcune parole, secondo quanto riportato sulla rivista del Romanian Institute’s Journal of Ancient History and Archaeology.

Prima di studiare le lettere, il team ha dovuto assicurarsi che la tavoletta non fosse falsa. Tramite l’utilizzo della microscopia ottica ed elettronica, hanno confermato che è composta da basalto vesicolare, materiale molto diffuso nella zona. Hanno anche determinato come sono state realizzate le iscrizioni, visto che il basalto è molto difficile da intagliare.

Nonostante la vecchiaia della tavoletta Bashplemi rimanga incerta, gli esperti ritengono che risalga al tardo Bronzo o all’inizio dell’età del Ferro, basandosi sugli artefatti archeologici rinvenuti in zona sin dall’inizio degli scavi nel 1936. Le tecniche utilizzate per l’intaglio avrebbero richiesto un certo grado di sofisticazione, ma non sarebbero state impossibili per quel periodo.

Tuttavia, nonostante le ricerche, il team non è ancora riuscito a decifrare il testo inciso sulla tavoletta. Anche se alcuni dei simboli somigliano a quelli trovati nelle scritture del Medio Oriente, India, Egitto e dell’antica lingua Proto-Kartvelian, non sono riusciti a trovare una corrispondenza precisa.

Questo enigma linguistico non fa altro che aggiungere ulteriore fascino alla storia dell’antica Georgia, una delle sole tre nazioni del Caucaso che ha sviluppato una lingua propria. Infatti, circa l’origine del georgiano, la lingua autoctona, si sa molto poco e le tracce della sua esistenza compaiono solo dopo la diffusione del Cristianesimo.

Per ora, tutto quello che gli archeologi possono fare è ipotizzare: data la robustezza del basalto e i molti simboli ripetuti (che suggeriscono che potrebbero essere numeri), la tavoletta potrebbe registrare un bottino di guerra, un progetto di costruzione o un’offerta religiosa. In qualsiasi caso, questa tavoletta antica rappresenta un pezzo di storia prezioso e un mistero affascinante che continua a sconcertare gli esperti. Con la speranza che futuri progressi nella tecnologia e nella linguistica possano un giorno rivelare i suoi segreti.

Quando la storia si riveste di mistero, l’arte antica affascina come poche altre cose al mondo. La sfida della decodificazione offerta dalla tavoletta Bashplemi ci ricorda che ci sono ancora molte scoperte da fare e conoscenze da acquisire. Intanto, ricercatori e linguisti si avventurano sempre più a fondo negli abissi silenziosi del nostro passato, nella speranza di portare alla luce nuove verità sulla nostra umanità.

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