La National Gallery apre le porte ai creator digitali: al via la selezione per il nuovo 200 Creators Network

La National Gallery di Londra ha deciso di investire ancora una volta sul linguaggio dei social media e sull’energia dei content creator. Dopo il successo del programma avviato nel 2024, l’istituzione britannica lancia ora una nuova call per selezionare cinquanta influencer e creatori digitali con base nel Regno Unito, che entreranno a far parte della seconda edizione del 200 Creators Network.

L’iniziativa, nata in occasione del bicentenario della galleria, ha dimostrato fin da subito la sua efficacia: i contenuti prodotti nella prima edizione hanno raggiunto oltre 42 milioni di visualizzazioni e generato più di 2,2 milioni di interazioni sui principali social network. Un risultato che conferma come il pubblico digitale rappresenti ormai una parte imprescindibile della strategia di comunicazione museale.

La logica del progetto è chiara: affiancare al lavoro dei curatori e dei comunicatori tradizionali la voce di chi, quotidianamente, costruisce narrazioni e dialoghi con milioni di utenti online. Non si tratta di semplici collaborazioni pubblicitarie, ma di un vero e proprio network in cui i creatori diventano mediatori culturali, capaci di raccontare le opere della collezione con linguaggi e codici vicini a un pubblico giovane e connesso.

Per questa nuova edizione, la National Gallery ha definito alcuni requisiti di accesso: sono candidabili i profili con almeno 50.000 follower su YouTube, oppure 100.000 su Instagram, o ancora 50.000 su TikTok con almeno un milione di “mi piace” complessivi. La galleria si riserva comunque la possibilità di valutare anche creator con numeri inferiori, qualora presentino un progetto particolarmente originale o in linea con gli obiettivi del programma.

I cinquanta selezionati entreranno a far parte della comunità dei 200 Creators e avranno accesso a una serie di opportunità esclusive: eventi dedicati fuori dagli orari di apertura, incontri con curatori e staff della galleria, workshop di formazione con le principali piattaforme digitali, anteprime delle mostre e sessioni creative all’interno delle sale. Quattro di loro, scelti in base a qualità e potenzialità dei contenuti prodotti, avranno inoltre la possibilità di ricevere una collaborazione a pagamento, con un contributo di circa 4.000 sterline ciascuno per sviluppare progetti originali legati alla collezione.

La prima edizione del programma ha già dato prova della sua efficacia, coinvolgendo creator di diversi ambiti, dall’arte alla moda, dalla musica al gaming. Ventuno di loro sono stati nominati “Creative Collaborators” e hanno realizzato contenuti innovativi che hanno raggiunto milioni di visualizzazioni. Tra gli esempi più apprezzati, video che hanno reinterpretato dipinti classici attraverso performance teatrali o musicali, reel che hanno avvicinato i grandi maestri della pittura a trend contemporanei, e brevi documentari pensati per spiegare in modo chiaro e immediato i dettagli tecnici delle opere.

L’obiettivo della National Gallery è duplice: da un lato, aumentare la visibilità e l’accessibilità della propria collezione presso un pubblico che difficilmente varcherebbe spontaneamente le porte del museo; dall’altro, sperimentare nuove forme di narrazione culturale, capaci di mettere in relazione il patrimonio artistico con le modalità comunicative della nostra epoca.

La call per candidarsi è stata aperta fino al 31 agosto 2025. Entro la fine di settembre i candidati selezionati verranno contattati, mentre l’avvio ufficiale del nuovo anno di attività è previsto con un evento speciale alla National Gallery, in programma il 27 ottobre 2025, che si svolgerà fuori dagli orari di apertura al pubblico.

L’iniziativa conferma un trend ormai diffuso tra le grandi istituzioni culturali: i musei non si limitano più a essere luoghi di conservazione e studio, ma diventano piattaforme di comunicazione dinamiche, capaci di dialogare con community globali attraverso strumenti digitali. In questo quadro, gli influencer non sono semplici testimonial, ma nuovi interpreti della collezione, figure in grado di attualizzare i capolavori e renderli parte di un discorso collettivo.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Il ritorno dell’archeologia italiana in Siria: la missione di Tell Semhani guidata da Lorenzo D’Alfonso

Dopo quindici anni di stasi, a causa di una delle guerre civili più disastrose degli ultimi decenni, in Siria stanno progressivamente riprendendo le attività di scavo e ricerca archeologica. Il territorio rappresenta una delle culle della civiltà umana così come la conosciamo, con una storia millenaria e siti che rappresentano pietre miliari dell’archeologia mondiale.

Il vincitore del Premio Colline ad Arte si racconta: Shezad Dawood e la voce del paesaggio

Antifona, opera realizzata dall’artista Shezad Dawood (Londra, 1974), ha vinto la prima edizione del Premio “Colline ad Arte”, promosso dall’Associazione per il Patrimonio delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene e realizzato con il contributo della Camera di Commercio di Treviso-Belluno.

Artuu Newsletter

Scelti per te

Tra ribellione urbana e spiritualità antica, la pittura avvolgente di Gonzalo Borondo alla 21 Gallery

Dopo Audaci. Dalle avanguardie storiche agli artisti mascherati, l’arte del libero pensiero, mostra inaugurale della sede padovana, la galleria ospita fino al 16 gennaio la personale dell’artista spagnolo Gonzalo Borondo, Porta l’acqua un fuoco fermo, curata da Cesare Biasini Selvaggi

White Entropy: Jacopo Di Cera porta a Malpensa l’immensità silenziosa delle montagne e il loro fragile equilibrio

Ed è proprio grazie al lavoro di Jacopo Di Cera che si spiega ai nostri occhi l’immensità di infinite distese di bianco. White Entropy è il titolo della mostra personale dell’artista, visitabile fino al 31 marzo 2026 presso il PhotoSquare dell’Aeroporto di Milano Malpensa.

Michelangelo e Bologna: il dialogo silenzioso che ha forgiato un nuovo linguaggio scultoreo, a Palazzo Fava

Due momenti di confronto e formazione che hanno avuto un enorme impatto sul divin artista raccontati attraverso un meticoloso percorso espositivo, inaugurato lo scorso 14 novembre e visibile fino al 15 febbraio a Palazzo Fava, grazie al quale possiamo apprezzare il muto dialogo instaurato dal Buonarroti con i rilievi della Porta Magna di San Petronio di mano di Jacopo della Quercia.

Seguici su Instagram ogni giorno