“Se le persone dicono: ‘Di chi sono quegli occhi?’ Credo sia un traguardo raggiunto.” Così l’artista Sonya Clark ha descritto il suo ultimo grande progetto, un’opera d’arte pubblica dal titolo “I Discendenti di Monticello”, che ha esordito ufficialmente oggi, 24 giugno, presso Declaration House, il noto luogo di Philadelphia dove Thomas Jefferson redasse la Dichiarazione d’Indipendenza nel 1776.
Clark, in collaborazione con Monument Lab, studio no profit di arte pubblica, storia e design, ha messo in luce un aspetto meno noto e dibattuto della storia di uno dei documenti fondamentali dell’America. Durante quell’estate del 1776, Jefferson era accompagnato da Robert Hemmings, un valletto schiavo di 14 anni che egli stesso aveva portato dalla sua piantagione di Monticello, appena fuori Charlottesville, in Virginia. Hemmings era anche il fratellastro della moglie di Jefferson, Martha Wayles Skelton.
Durante una ricerca approfondita e una visita al sito di Monticello all’inizio di quest’anno, Clark si è resa conto che non esistono immagini storiche di Hemmings. Questa mancanza è diventata la forza motrice del progetto artistico: documentare gli occhi dei discendenti delle circa 400 persone schiavizzate solo a Monticello.
“I Discendenti di Monticello” presenta una installazione video multicanale rivolta all’incrocio tra la 7a e Market Street a Philadelphia. Video-portrait contemporanei degli occhi dei discendenti viventi si mescolano alle fotografie conservate negli archivi di Monticello. L’opera è visibile a chiunque passi o guidi vicino al sito.
“Ogni video è in continuo movimento, paonazzo per la suggestione del mostrare sempre gli occhi di diversi discendenti”, afferma Clark. “Ma lo penso anche come un faro, un simbolo di riscatto e rivendicazione”. L’artista punta infatti a recuperare la memoria legata agli occhi dei discendenti di Hemmings, rendendoli protagonisti di un luogo simbolo di libertà, ma fondato anche su pagine oscure di schiavitù.
Il progetto di Clark si è realizzato sulla facciata di Declaration House, un edificio pubblico ricco di storia. “Immagino le finestre come l’anima dell’edificio – quelle che ti permettono di guardare dentro e fuori – in linea con l’idea che gli occhi sono la finestra dell’anima”, spiega Clark. Una luce riaccesa sul passato oscuro, nell’anima della nazione, che ha visto la libertà di molti sorgere dall’oppressione di altri.
L’installazione successivamente verrà portata e esposta a Monticello, dove recentemente gli storici hanno scoperto nuove informazioni archivistiche su Hemmings, tra cui campioni della sua calligrafia. Questo progetto permette dunque di illuminare le ombre della storia, gettando una luce esperanzale sul futuro, fondenda arte, storia e memoria.
Sonya Clark, con le sue opere, non solo celebra la creatività artistica, ma rende tangibile il potere dell’arte nel riempire i vuoti della storia, dando voce a coloro che per troppo tempo sono stati dimenticati. In questo caso, quegli occhi, testimoni silenziosi del passato, tornano a guardare il mondo, donando un volto nuovo alla libertà.


