La pittura non dorme mai: tutto il 2025 della Fondazione THE BANK ETS

La Fondazione THE BANK ETS, con sede a Bassano del Grappa, continua a lavorare su un fronte preciso e per certi versi coraggioso: quello della pittura contemporanea. Quella vera, fisica, che sporca le mani e i muri. Quella che non si lascia sedurre dall’effimero ma pretende tempo, profondità e occhio.

E in effetti di occhi se ne stanno posando molti su Sergio Padovani. La sua personale Opere dal 2018 al 2024 è stata prorogata fino al 4 maggio 2025, visto il successo di pubblico. Una mostra intensa, curata da Cesare Biasini Selvaggi, che mette a fuoco sei anni di visioni ossessive, mitologie private e materia bruciante. Un percorso dentro l’inconscio, con quadri che sembrano più confessioni che immagini. Padovani non illustra: evoca, suggerisce, morde. E la sede della Fondazione si conferma luogo ideale per rallentare e ascoltare.

Ma non è finita lì. Nel 2025 uscirà anche la prima monografia dedicata al suo lavoro, pubblicata da Il Cigno GG Edizioni. Un volume importante, circa 200 pagine, con testi di chi lo conosce davvero: Biasini Selvaggi, Francesca Baboni, Matteo Scabeni, Roberta Tosi, Paolo Zanatta, e interventi di Lucrezia Ercoli e don Andrea Guglielmi. Non un catalogo, ma un dispositivo critico. Una mappa per orientarsi nella sua pittura senza punti cardinali. E come ogni mappa che si rispetti, avrà il suo viaggio: un tour di presentazioni da nord a sud, partendo – ovviamente – da Bassano.

Nel frattempo la Fondazione non sta ferma. Su invito di Chiara Canali, partecipa con prestiti significativi a SE QUESTO È UN UOMO. L’Arte ricorda. L’Umanità resiste al Palazzo del Governatore di Parma, all’interno del Parma 360 Festival (12 aprile – 25 maggio 2025). Una mostra potente, che incrocia la memoria storica con l’urgenza del presente, ispirandosi a Levi e al suo grido scritto. La sezione contemporanea – costruita con opere della Collezione THE BANK – è un manifesto sulla fragilità e la resistenza: Arrivabene, Beel, Calore, Desiderio, Giannì, Lombardo, Maggis, Martinelli, Puglisi, Tassinari e, naturalmente, Padovani. Non una collettiva, ma una costellazione. E ogni opera un frammento di coscienza.

Padovani, nel frattempo, riappare anche a Padova, in una mostra di apertura che è già una dichiarazione di intenti: AUDACI. Dalle avanguardie storiche agli artisti mascherati, l’arte del libero pensiero (17 aprile – 30 agosto 2025). Organizzata da 21Gallery e curata ancora da Biasini Selvaggi, l’esposizione mette in dialogo le voci più spigolose del Novecento con quelle del presente. Il suo I viventi, olio, bitume e resina, è il tipo di quadro che non lascia scampo. O ti entra nella pelle, o ti costringe a scappare.

E poi, da giugno a settembre, si torna a casa: la sede della Fondazione THE BANK ETS accoglierà una mostra sulle nuove acquisizioni della collezione. Un momento chiave per leggere la traiettoria della pittura negli ultimi quarant’anni, in Italia e non solo. Perché questa collezione – oltre 1.000 dipinti – non è un magazzino. È un archivio attivo, un cervello collettivo. Nato nel 2001 e cresciuto dialogando con artisti, galleristi, curatori. Una collezione in comodato permanente, che oggi rappresenta una delle bussole più affidabili per orientarsi nella giungla della pittura contemporanea.

THE BANK ETS non lancia mode, non rincorre trend. Fa una cosa più difficile: costruisce memoria, pezzo per pezzo, quadro dopo quadro. In un’epoca che consuma tutto troppo in fretta, è un gesto necessario. E profondamente politico.

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