L’arte, nel suo insieme, spesso trascende i confini del tangibile per offrire forme di comunicazione nuove, coinvolgenti e, non di rado, rivoluzionarie. È il caso dell’ultimo lavoro di Virgilio Sieni, celebre coreografo di fama mondiale, capace di dar vita a una nutrita serie di opere che hanno segnato la storia della danza contemporanea. Il suo ultimo progetto, “Esistenze”, non fa eccezione.
‘Esistenze’ rappresenta un ponte tra storia e attualità, tra memoria e innovazione. È una danza costruita sull’emozione, sul grande dramma che ha segnato la storia nazionale, la tragedia di Ustica. L’opera, composta di sette atti, è stata presentata in anteprima al Parco della Zucca, a Bologna, il 24 luglio, sotto la guida creativa di Sieni stesso. Vede la partecipazione attiva del noto musicista e produttore Fabrizio Cammarata, già collaboratore della Rappresentante di lista, che presta la sua voce e la sua chitarra per accompagnare e sottolineare le evoluzioni coreografiche.
‘Esistenze’ nasce dalle parole lasciate nel guestbook dai visitatori del Museo per la Memoria di Ustica, testimonianze cariche di dolore, speranza, impegno per la verità. Queste parole diventano danza, interpretazione, emozione. Raccontano le storie di quanti hanno voluto lasciare un segno, una traccia del loro passaggio, del loro personale viaggio nella comprensione e nell’elaborazione di un evento tragico che ha colpito una nazione intera.
Gli atti di ‘Esistenze’ presentano una danza fatta di silenzi, di sguardi, di gesti che rimandano all’evento doloroso, ma anche alla resilienza di un popolo. Si tratta di un’opera concepita per ‘Attorno al Museo’, rassegna gratuita organizzata dall’Associazione parenti delle vittime di Ustica. L’intento di quest’ultimo evento è quello di mantenere viva la memoria di quanto accaduto, a beneficio delle nuove generazioni.
Nel suo commento, Virgilio Sieni non nasconde l’impatto emotivo dell’opera: “Tutti i relitti conservano il dolore del momento storico che hanno vissuto – afferma -. Quello del DC-9 Itavia, ricostruito qui pezzo per pezzo come se fosse un relitto di epoca romana, una nave punica, toglie il respiro, in particolare a chi come me ha vissuto quei giorni drammatici in cui la televisione mostrava la tragedia. Trovarmi davanti questo gigante ferito con la consapevolezza di sapere cosa è in realtà successo sconvolge l’anima”.
L’artista ringrazia poi coloro che non si sono arresi e hanno lavorato instancabilmente per portare a termine il progetto del Museo per la Memoria di Ustica: “Un grazie a tutte le persone che non si sono arrese e in mezzo a menzogne ed ostacoli sono riuscite a portare a termine questo progetto: la memoria è il nostro dono e la nostra condanna. Venire in visita al Museo per la Memoria di Ustica è un atto dovuto: tutti dovrebbero sapere, tutti dovrebbero conoscere”.
‘Esistenze’, dunque, si configura non solo come spettacolo d’arte, ma anche come testimonianza culturale, singolare espressione di memoria storica tramite l’uso del linguaggio universale del corpo. Un invito, rivolto a tutti, ad avvicinarsi alla storia, alla memoria, alla verità.



