A Parigi, capitale indiscussa della moda mondiale, si è aperto un suggestivo viaggio nel passato: un’indagine accurata sull’influenza del tesoro artistico bizantino sulla moda contemporanea. Il Louvre, meta frequente e fonte d’ispirazione per il celebre stilista tedesco Karl Lagerfeld, ha deciso di dedicare la sua prima esposizione alla moda, con una particolare attenzione al legame tra gli oggetti d’arte bizantini e le creazioni haute couture e métiers d’art ideate per Chanel dallo stesso Lagerfeld.
La mostra, il cui titolo deve ancora venire definito, sarà accessibile al pubblico dal 24 gennaio al 21 luglio. Il visitatore avrà l’opportunità di ammirare una sessantina di abiti e una trentina di accessori moderni, testimonianza della reinterpretazione contemporanea dell’eredità bizantina, che saranno esposti nei 900 metri quadri dedicati alle opere decorative raccolte dal museo.
Sebbene l’istituzione non possieda capi d’abbigliamento specifici, ad eccezione di alcuni sontuosi mantelli dell’Ordine dello Spirito Santo, ha deciso di fare riferimento a differenti stilisti e case di moda in Francia, Italia, Regno Unito e Stati Uniti. Questo perché, come ha rivelato Olivier Gabet, direttore del dipartimento delle arti decorative del Louvre, la rassegna ha l’obiettivo di decifrare l’importanza dei musei per i designer di moda e di capire come le collezioni del Louvre possano nutrire e ispirare le loro creazioni.
Nella selezione dei capi, Gabet ha scelto di concentrarsi sulla “creazione più recente”, che va dagli anni ’60 ad oggi. Nonostante il Louvre abbia una raccolta relativamente piccola di armature, le creazioni ispirate a questi indumenti protettivi rivestiranno un posto di rilievo nella mostra. Il director della sezione di arti decorative ha evidenziato come designer come Paco Rabanne, Thierry Mugler e Demna di Balenciaga, abbiano facilmente tratto ispirazione da questi accessori storici, creando sovrastrutture che esaltano o esagerano le forme del corpo.
L’esposizione, curata da Gambet, promette di essere un incantevole percorso tra passato e presente. La specifica selezione degli abiti e dei capi d’alta moda esposti, desidera stabilire un legame immediatamente riconoscibile tra gli oggetti storici e le creazioni moda più recenti, testimoniando quanto la moda contemporanea sia spesso radicata nella storia e quanto i designer attuali attingano liberamente dai colori, dalle silhouettes e dagli ornamenti delle opere d’arte e di design.
In questa ottica, l’esposizione si propone di elevare il ruolo dei musei nel contesto creativo contemporaneo: lungi dal rappresentare solo delle preziose rassegne archeologiche, questi luoghi si rivelano dei veri e propri laboratori d’ispirazione per i designer, che diventano così i migliori ambasciatori di questi istituti storici, creando percezioni ed associazioni diverse da quelle dei curatori o degli storici dell’arte.
Grazie a questa esposizione, il Louvre si apre a un pubblico diverso, in particolare ai giovani, e rivela come la storia e l’arte possano arricchire il presente in maniera nuova e coinvolgente. Un viaggio non solo nel tempo, ma anche tra forme, volumi, dettagli, colori che hanno dominato l’epoca bizantina e che, ancora oggi, stimolano l’immaginario dei grandi marchi della moda. Tra i vari, ad esempio, troviamo Erdem Moralıoğlu che trae ispirazione dai tessuti d’epoca; Jonathan Anderson che si rivolge alla ceramica e all’artigianato; Maria Grazia Chiuri, attratta dagli artisti del Rinascimento italiano. E, ovviamente, Karl Lagerfeld, centro di questa singolare esposizione, che ha saputo creare un dialogo armonico tra l’iconografia del passato e le silhouette del presente.
La mostra del Louvre certifica la capacità della moda di dialogare con l’arte, di reinterpretarla e di ridisegnarla in modo innovativo, è un eccezionale viaggio che trasversa i secoli, unendo l’eredità artistica del passato con la contemporaneità della moda. L’ambizione è quella di offrire al pubblico un punto di vista rinnovato sulle collezioni del Louvre, puntando su un linguaggio moderno, creativo e dinamico, capace di rendere godibile anche l’arte più antica. Non resta che lasciarsi incantare dalla magia di questa indimenticabile mostra.




