La Statua della Libertà dell’artista Paola Pivi sull’High Line

Si chiama “You know who I am” ed è la Statua della Libertà a opera dell’artista Paola Pivi che racconta l’immigrazione negli Stati Uniti

La Statua della Libertà dell’artista Paola Pivi è ben diversa da quella originale e austera.

You know who I Am è una replica in bronzo dell’originale di Frédéric Auguste Bartholdi, ideata dalla Pivi e prodotta dall’antica Fonderia Artistica Battaglia a Milano.

É frutto della riflessione personale dell’artista, ormai residente in Alaska da diverso tempo.

Il volto è coperto da una maschera stilizzata che evoca l’emoji del volto di un bambino.

Si tratta del figlio Norbu che l’artista e il marito adottarono a cinque anni tra molte vicissitudini in una comunità di esuli tibetani in India.

“L’interpretazione pigra dell’opera è che sia un object trouvé alla maniera dadaista, come quando Marcel Duchamp trovò un orinatoio e firmandolo lo trasformò in opera d’arte” scrive il New York Times ricordando la passione per il Dada dell’artista italiana.

Per Cecilia Alemani, direttrice e curatrice del programma artistico della High Line, l’immigrazione è un tema che tocca molte vite. 

“You know who I am” affronta il tema della migrazione in maniera accessibile e persino giocosa, invitando a pensare agli individui le cui esperienze collettive di sfide e di speranze compongono la realtà dell’immigrazione in America” spiega la Alemani.

Le diverse biografie della Statua della Libertà di Paola Pivi

L’opera è solo un tassello del percorso americano dell’artista, la quale il 22 aprile 2023 porterà i suoi orsi polari antropomorfi e ricoperti di piume in technicolor all’Andy Warhol Museum di Pittsburgh.

Dopo Norbu, con cadenza bimestrale, altre cinque persone e altrettante storie daranno il volto alla Lady Liberty della High Line.

Ciascuna sarà un esempio della biografia della libertà: come Marco, ristoratore del Bronx arrivato negli USA senza documenti da bambino che di recente ha ottenuto l’asilo grazie alla legge sui Dreamers.

Alcune storie saranno a lieto fine e altre no, poiché “la libertà è controllata da altri” spiega l’artista Paola Pivi.

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