La tragica storia del dottor Faust e l’algoretica (pt. 1 di N)

Il primo documento scritto che racconta la leggenda di Faust è il Faustbuch (Libro di Faust), pubblicato anonimamente nel 1587 in Germania. Questo testo in prosa è noto come Historia von D. Johann Fausten (“Storia del Dottor Johann Faust“) e raccoglie vari racconti e leggende su Faust, dipingendolo come un uomo che fa un patto con il diavolo (Mefistofele) per ottenere potere, conoscenza e piaceri terreni.

L’algoretica, come ci dice il suo principale portavoce, il teologo ed accademico Paolo Benanti, significa mettere “guardrail etici, alla tecnica degli algoritmi” e l’argomento è più che mai attuale in relazione all’AI, ne abbiamo accennato in un nostro precedente articolo (Il Papa al G7 per parlare di AI, tra auspici, buone intenzioni e forse un poco di rassegnazione).

La tecnica faustiana

Eugène Delacroix, Faust and Mephistopheles in the Studio.

Il termine “tecnica faustiana” o “scienza faustiana” si riferisce a un concetto che trae ispirazione dalla leggenda di Faust, un personaggio della letteratura tedesca che vende la sua anima al diavolo in cambio di conoscenza, potere e piacere.
In generale, questi termini vengono utilizzati per descrivere un approccio alla scienza e alla tecnologia caratterizzato da:

  1. Ambizione illimitata: Un desiderio insaziabile di conoscenza, potere e controllo sul mondo naturale, senza limiti morali o etici. L’approccio faustiano è guidato dall’idea di superare qualsiasi confine umano attraverso il progresso scientifico e tecnologico.
  2. Rischio etico e morale: Come Faust nella leggenda, la “scienza faustiana” può implicare il rischio di perdere l’integrità morale o spirituale. Si tratta di perseguire il sapere e l’innovazione senza considerare adeguatamente le conseguenze etiche, ambientali o sociali.
  3. Dominio sulla natura: Una visione del mondo in cui la scienza e la tecnologia sono utilizzate per dominare, manipolare e sfruttare la natura, spesso ignorando i potenziali effetti negativi a lungo termine.
  4. Ricerca del potere attraverso la conoscenza: La tecnica o scienza faustiana vede nella conoscenza un mezzo per ottenere potere, spesso a scapito di altre considerazioni, come il benessere umano, la giustizia sociale o la sostenibilità ambientale. Questo concetto viene spesso usato in un contesto critico per mettere in guardia contro un approccio alla scienza e alla tecnologia che può essere potenzialmente pericoloso o distruttivo, sia per l’umanità che per il pianeta.
Giorgio Tentolini, Artemide Efesia, 2023, rete metallica nera tagliata a mano e sovrapposta su fondo verde acqua e tortora, cm 100×100.

Questi principi ci riportano all’extropianesimo ed al transumanesimo, ne abbiamo parlato nel nostro articolo Principi dell’Extropianesimo: un Quadro Evolutivo verso il postumanesimo dove abbiamo scritto: “Il transumanesimo è un umanesimo dopato dalla tecnologia, che da una parte ne accelera l’evoluzione, dall’altra fornisce scenari fantastici. Scenari che, per essere del tutto immaginati, richiedono una totale apertura della storia dell’evoluzione in una chiave non più necessariamente incentrata sull’uomo e sulla sua biologia”.

La tecnica non è più una imposizione sulla natura esteriore, come Massimo Cacciari ci ricorda, citanto Sofocle, ma piuttosto rende noi oggetto del suo interesse. L’uomo è un esperimento, qualcosa da migliorare e curare, prima dell’AI già questo avviene con la genetica. Dice Cacciari: “la malattia va tolta dal nostro esserci, prima che compaia”. Anche Weber è nella direzione della tecnica faustiana: il mondo attuale è dominato dalla scienza, che è l’anima della tecnica. Per Max Weber, la tecnica si inserisce all’interno di un più ampio processo di razionalizzazione, che è una delle caratteristiche fondamentali della modernità. La razionalizzazione implica l’applicazione di criteri logici, scientifici e sistematici all’organizzazione della vita sociale, economica e politica. In questo contesto, la tecnica viene vista come uno strumento per raggiungere obiettivi in modo più efficiente e prevedibile, attraverso l’uso di metodi scientifici e razionali. Weber sostiene che la modernità è caratterizzata dal “disincanto del mondo” (Entzauberung der Welt), un processo in cui le spiegazioni magiche e religiose vengono sostituite da spiegazioni scientifiche e tecniche.
Weber parla di società e di processo, ma Faust l’ha superato, la tecnica si sta prendendo l’uomo, si sta prendendo tutto.

Può l’algoretica battere Faust? Può Davide, sconfiggere Golia? Proveremo a capirlo nelle prossime “n-1” puntate di questa storia.

le puntate precedenti di queste riflessioni su coscienza, pensiero filolosofico e intelligenza artificiale le potete trovare qua:

Dio è nei dettagli? No, nei computer. Un’ipotesi sull’uomo, la Natura e l’Intelligenza Artificiale

Ockham ed Intelligenza Artificiale: rasoi per pelo e contropelo a confronto

Il Papa al G7 per parlare di AI, tra auspici, buone intenzioni e forse un poco di rassegnazione

Thomas Hobbes ed il deep learning. AI tra draghi ed algoritmi etici

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