La Venere brucia e non solo: 5 opere d’arte pubblica contemporanea che sono state vandalizzate.

In calce all’articolo, una Miscellanea di tutti i commenti e le reazioni uscite in queste settimane sul rogo della Venere. Da Sgarbi a Saviano, passando per il Ministro della cultura Sangiuliano, tutte le reazioni al rogo che ha agitato il mondo dell’arte italiano

Un’impalcatura in ferro alta 7 metri: è questo quello che è rimasto dell’installazione  “Venere degli Stracci” di Pistoletto dopo l’incendio doloso dello scorso 12 Luglio a Napoli. Un bene di un inestimabile valore culturale letteralmente “andato in fumo” in meno di 5 minuti per via dei suoi materiali altamente infiammabili.

Una notizia che ha suscitato una grande attenzione e indignazione mediatica, una difesa a spada tratta della libertà di espressione dell’arte contemporanea distrutta dal “vandalismo pubblico”.

Negli ultimi anni però, diverse opere d’arte pubblica contemporanea hanno subito le angherie e le vandalizzazioni di visitatori “poco attenti” e sicuramente poco interessate al valore culturale di queste creazioni, per usare un eufemismo.

Vediamo insieme 5 opere d’arte contemporanea che sono state vandalizzate in Italia negli ultimi anni:

1) L’Igloo di Mario Merz a Torino

Collocata nel 2002 nell’ambito di un progetto di riqualificazione urbana, il così detto Igloo di Mario Merz nel 2022 è stato vandalizzato con un “tag” di un writer. L’opera, la sua classica “capanna archetipa”, in realtà faceva parte di una fontana, con canne che fuoriuscivano a gettare l’acqua, ma in quel momento, a causa di lavori, era spenta.

Il malcapitato ha sicuramente pensato che si trattasse di un semplice pezzo di cemento al centro della strada…

2) La Statua di Urs Fischer a Firenze

Nel 2018 una statua dell’artista svizzero “Big Clay #4” collocata in Piazza della Signoria è stata imbrattata con della vernice arancione. L’autore? Un cinquantenne della Repubblica Cieca che sosteneva di essere stato commissionato da Fischer stesso. Ovviamente, la scusa non ha retto e il signore è stato arrestato e condannato al risarcimento di 3.000 euro. Una curiosità: nel 2015 la stessa persona si era denudata nella Fontana di Trevi.

3) L’opera di Paolo Canevari a Spoleto

Nel 2020, una statua raffigurante la Statua della Libertà a Palazzo Collicola di Spoleto è stata vandalizzata… per ben 4 volte! I primi 3 episodi erano stati totalmente fortuiti, mentre il quarto, forse, è stato un gesto voluto di frustrazione diretto a quella rappresentazione della libertà americana… o forse è stato solo l’ennesimo attimo di vandalismo senza alcun senso.

4) Jago a Castel Sant’Angelo e Napoli

Stavolta siamo nel 2022, a Roma, e il bersaglio dei vandali si chiama “Il giovane profugo” realizzata dal celebre scultore Jago. Nella notte tra il 5 e il 6 agosto, un pezzo del gomito delle statua è stato danneggiato. Purtroppo Jago non è nuovo a questo tipo di disavventure: un’altra sua statua, intitolata “Lookdown” a Napoli, era stata vandalizzata. In questo caso l’artista ha voluto incontrare i giovani autori di questo futile gesto, che erano stati ripresi in un video diventato virale, per mostrare loro il vero significato dell’arte.

5) “Cecità Diffusa” di Rebor a Torino

Sempre a Torino, nel marzo di quest’anno, l’artista Rebor aveva realizzato un’opera provocatoria, un finto manifesto pubblicitario contro la crisi climatica con tanto di pantaloni e scarpe. Appena due giorni dopo, qualcuno ha pensato bene di portarsi via questi due indumenti, e l’atto era stato persino anticipato dall’artista stesso, che ha dichiarato: “Alla fine mettendo le opere in strada è molto probabile che succeda ciò ma con questa opera ho voluto anticipare e continuare la visione green. Le scarpe della scultura erano in buono stato e quindi potevano essere prese e riutilizzate idem per i pantaloni rosa”

L’arte contemporanea in Italia è espressione di creatività e innovazione, ma purtroppo certe opere pubbliche vengono di fatto costantemente minacciate da alcuni atti vandalici. Gli artisti, le comunità e le istituzioni culturali hanno reagito con determinazione per preservare e proteggere queste opere d’arte, dimostrando l’importanza di un dialogo aperto e rispettoso sul valore dell’arte contemporanea nella nostra società. La consapevolezza dell’importanza di proteggere l’arte contemporanea e il suo significato culturale è essenziale per garantire che queste opere contino a ispirare e affascinare le generazioni future.


Meme di Giulio Alvigini, tratto dalla pagina Facebook “Make Italian Art Great Again”
Immagine ufficiale dai Vigili del Fuoco

Miscellanea – La Venere brucia: Commenti e Reazioni

Smarrimento, rabbia, incredulità. Ma anche curiosità, sorpresa, eccitazione. E molti spunti per riflettere sul ruolo dell’arte nello spazio pubblico. Ecco, mixate come in una canzone trap, una carrellata di commenti e reazioni, dal mondo dell’arte e non solo, al rogo della “Venere degli Stracci” di Michelangelo Pistoletto.

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