Una piccola grande rivoluzione alle Gallerie degli Uffizi. Da oggi le celeberrime “Sale del Botticelli” appaiono tutte nuove. Con l’inaugurazione dell’allestimento permanente delle sale dedicate al genio del Quattrocento, il museo fiorentino segna una tappa fondamentale nel suo ambizioso programma di rinnovamento. Il fulcro di questo cambiamento è un dialogo visivo inedito e potente: per la prima volta nella storia del museo, la Nascita di Venere e la Primavera sono esposte l’una di fronte all’altra, permettendo alle due icone assolute del Rinascimento di “guardarsi negli occhi” in un confronto diretto.
Il direttore delle Gallerie, Simone Verde, ha presentato l’intervento come una sintesi tra rigore filologico e reinterpretazione contemporanea. «L’obiettivo è continuare a essere, oggi più che mai, il museo più bello del mondo», ha dichiarato Verde, sottolineando come il progetto miri a ricomporre il vastissimo patrimonio mediceo rigenerando l’identità storica dell’edificio vasariano.
Una delle innovazioni tecniche più rilevanti riguarda poi la conservazione e la fruizione delle opere. I capolavori sono stati infatti collocati in speciali teche ermetiche che garantiscono le migliori condizioni di sicurezza e tutela. Questo accorgimento ha permesso di eliminare le ingombranti vetrate protettive esterne che, in precedenza, alteravano la percezione dei dipinti (riflessi, ecc.) e oggi le opere appaiono come monumentali quadri appesi alle pareti, del tutto privi di barriere visive tra l’arte e l’osservatore.
A proposito di pareti: dipinte in un raffinato “grigio Rinascimento” tipico della storia urbana fiorentina e con un nuovo sistema d’illuminazione, basato sull’alternanza di toni caldi e freddi, esaltano la morbidezza cromatica dell’arte botticelliana.
Non si tratta tuttavia di un cambiamento solo estetico: è stato ripensato un po’ tutto l’allestimento delle Sale del Botticelli- Per il grande affresco staccato dell’Annunciazione, ad esempio, è stata progettata una nuova installazione che ne restituisce la percezione originaria, facendolo apparire come parte integrante della parete, così come si presentava nella chiesa fiorentina di San Martino. Le piccole opere Storie di Giuditta e Uomo con medaglia di Cosimo il Vecchio, sono state invece valorizzate attraverso nuove teche espositive e collocate nel passaggio, oggi ampliato, tra le due “sale scrigno” della Primavera e della Venere.
Ai lati di quest’ultima trovano ora posto i tondi della Madonna del Magnificat e della Madonna della Melagrana. Simmetricamente, nella sala accanto, la Primavera è oggi affiancata da due ulteriori immagini mariane: la Madonna del Roseto e la Madonna dei Cherubini. Nella sala troviamo anche l’ Adorazione dei Magi della Cappella di Gaspare di Zanobi del Lama, vero e proprio ritratto di famiglia del potere mediceo in cui risalta l’autoritratto dell’artista al centro della società quattrocentesca. Chiude la sequenza di opere botticelliane la Calunnia di Apelle del 1495, nata negli anni tumultuosi della Firenze savonaroliana: è il simbolo profonda crisi spirituale botticelliana, degna chiusura delle sale.
Last but not least, per la prima volta (e verrebbe da dire: finalmente), la segnaletica di sala è integrata da QR code e supporti video per approfondimenti digitali.


