La vetrina come spazo espositivo: il progetto di Baratti & Milano

Baratti & Milano celebra i 150 anni del suo Caffè Storico con Vetrinista sarà lei, un progetto artistico ideato da Helga Faletti e curato da Luca Beatrice. Un’iniziativa che trasforma la storica vetrina su Piazza Castello in uno spazio espositivo, dove il dialogo tra arte contemporanea e tradizione prende forma attraverso installazioni scenografiche. Nicola Bolla, Massimo Giacon, Marco Lodola, Elena Salmistraro e Maurizio Vetrugno sono gli artisti coinvolti, chiamati a reinterpretare l’identità visiva del marchio attraverso opere ispirate ai suoi prodotti iconici.

Il progetto nasce con l’intento di raccontare l’evoluzione di Baratti & Milano in un processo dove ogni artista selezionato lavora su un prodotto specifico, dando vita a un’opera che resterà esposta per circa quaranta giorni. L’iniziativa si apre mercoledì 29 gennaio con Barattola di Marco Lodola, una scultura luminosa ispirata alla Caramella Classica Baratti & Milano, icona del gusto e del design pubblicitario del XX secolo.

Luca Beatrice, critico e curatore del progetto, aveva descritto l’iniziativa come un’opportunità per portare l’arte nel cuore di Torino, in uno spazio che fonde l’eleganza Liberty con il rigore metafisico dei portici cittadini. Non un semplice allestimento decorativo, ma un intervento artistico che ridefinisce il concetto di vetrina come luogo di narrazione e sperimentazione.

Helga Faletti, ideatrice del progetto, racconta il suo legame con Beatrice e la genesi dell’iniziativa: “Luca aveva la capacità di sfidare ‘il già fatto’ con intelligenza e ricerca. Questo progetto è nato in un incontro al Caffè Baratti, un’idea che abbiamo costruito insieme. Lui avrebbe detto: ‘Sei contenta? Allora vai avanti’. E così stiamo facendo, nel solco della sua visione”.

Le vetrine non sono solo spazi commerciali, ma veri e propri strumenti di dialogo tra arte e società. Nel XX secolo, artisti come Salvador Dalí e Andy Warhol hanno trasformato le vetrine in opere d’arte, riflettendo il loro tempo con approcci differenti: Dalí le ha rese finestre sul sogno e sull’inconscio, Warhol le ha usate per esplorare il consumismo e la ripetizione. Da allora, l’arte nelle vetrine è diventata un mezzo espressivo capace di ridefinire il rapporto tra pubblico e spazio espositivo.

Barattola di Marco Lodola, prima opera del progetto, incarna questa visione. Realizzata in lamiera, led e pellicole viniliche, l’installazione si ispira al celebre manifesto della Caramella Classica Baratti & Milano, disegnato nel 1928 da Pluto. Lodola, con il suo stile pop e la sua estetica luminosa, rilegge l’immaginario pubblicitario storico attraverso un linguaggio contemporaneo. L’opera si inserisce nel suo percorso artistico, da sempre legato alla cultura di massa, allo spettacolo e al design.

Nasco come pittore, poi il passaggio alla plastica. Un giorno, vedendo l’insegna luminosa di un ristorante, ebbi una folgorazione: perché non creare sculture che si illuminano da sole? – racconta Lodola. Da lì è nata la mia ricerca sulle opere luminose, capaci di fondere arte e comunicazione visiva in modo diretto e immediato.

La scelta della Caramella Classica Baratti & Milano come soggetto della prima installazione non è casuale. La sua ricetta, registrata nel 1906, è frutto di un’arte dolciaria raffinata, che ha reso il marchio un’eccellenza italiana. Lodola ne cattura l’essenza con l’uso di materiali traslucidi, evocando la delicatezza e la trasparenza dell’impasto originale.

Dopo Barattola, il progetto proseguirà con le opere di Elena Salmistraro (dal 20 marzo), ispirata alle uova di Pasqua e alle tavolette di cioccolato, e Massimo Giacon (dall’8 maggio), che renderà omaggio al cremino.

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