LaChapelle a Bologna “trascende” il reale con le sue fotografie

David LaChapelle torna a Bologna dopo 23 anni con Oltre il Reale, una mostra ospitata nella prestigiosa Galleria Cavour 1959. Organizzata e ideata da Contemporary Concept con la curatela di Galleria Deodato Arte, l’esposizione offre un viaggio immersivo e perturbante attraverso oltre 30 celebri opere di cui una presentata per la prima volta al pubblico.

Oltre il Reale è un’esposizione che permette di esplorare le diverse sfaccettature della società contemporanea attraverso la visione provocatoria e poetica dell’artista francese. Le aspettative per chi entra in Galleria sono già alte a partire dal titolo della mostra: la straordinaria capacità di LaChapelle di superare la dimensione oltre la realtà grida in faccia allo spettatore la vera realtà dei fatti, tra perbenismo e consumismo alla deriva.

David LaChapelle The Superpower 1993-David LaChapelle

Le fotografie di LaChapelle sono composizioni meticolosamente costruite, in cui ogni dettaglio scenografico si intreccia con un potente messaggio simbolico. Il bianco candido dell’allestimento e le morbide sedute contrastano con la saturazione esplosiva dei colori delle immagini, creando un’esperienza visiva e sensoriale unica. Il grottesco emerge in tutta la sua potenza, amplificato dalle contraddizioni della società contemporanea, dove estetica e simbolismo ridefiniscono la realtà.

I primi scatti nel piano superiore della Galleria sembrano preparare lo spettatore per quando scenderà le scale e si troverà al piano di sotto, sotto la superficie della realtà costruita dal fotografo. Tra The House at the End of the World e Death by Hamburger lo scenario per chi guarda non si prospetta dei migliori: sono immagini di universi possibili e imminenti.

Il percorso della mostra, così intenso tra emozioni e colori, si chiude con l’apice dell’incoerenza umana: la torre di Babele. Tower of Babel (2024) è l’ultimo capolavoro di LaChapelle presentato per la prima volta al pubblico.

David-LaChapelle-The-House-at-the-End-of-the-World-Los-Angeles-2005-David-LaChapelle

“La Torre di Babele era originariamente intesa per avvicinarsi a Dio. Ma gli esseri umani hanno fallito. Oggi ci troviamo di fronte a Internet, a persone che parlano tutto il giorno, a influencer, podcast, politici… Ognuno ha un’opinione e vuole gridarla dai tetti. Tutti parlano, ma nessuno ascolta. Tower of Babel è un’opera reale, realizzata in studio. Abbiamo costruito il set e un modello della torre. Le nuvole sono state fatte di cotone e dipinte per armonizzarsi con lo stondo. Il panorama della città è una proiezione di Los Angeles. Abbiamo fatto esplodere la torre in modo che si sgretolasse sui personaggi sottostanti. Ho curato attentamente questa scena con attori scelti specificamente per riflettere culture diverse provenienti da ogni angolo del pianeta” (LaChapelle).

Una fotografia che tutt’altro che documentazione, ma costruisce narrazioni complesse che affrontano tematiche profonde con un’estetica audace e inconfondibile. Celebrità iconiche, citazioni artistiche, scenari iperrealisti e richiami alla cultura pop si intrecciano in un linguaggio che sfida le convenzioni, offrendo una riflessione intensa sul presente. Quando si esce dall’esposizione, scombussolati dalla saturazione, dall’intensità e dall’estraniamento, ci si ritrova catapultati nuovamente nella realtà per scoprire che quell’oltre non è poi così lontano.

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