Jewel è un nome che risuona con forza nel panorama musicale internazionale. Quattro volte candidata ai Grammy, è noto al grande pubblico per le sue intense liriche e le sue indimenticabili canzoni folk-rock. Tuttavia, quello che forse è meno noto è il suo impegno nel campo dell’arte visiva e del diritto alla salute mentale. Da vent’anni Jewel è attivista per la salute mentale e di recente ha deciso di unire le sue due passioni in una unica esperienza museale: un’installazione immersiva presso il Crystal Bridges Museum of American Art di Bentonville, in Arkansas.
Non a caso, nell’evocare i suoi primi ricordi artistici, Jewel riflette sulla potenza emotiva dei nudi femminili di Amedeo Modigliani, che hanno fin da subito lasciato un segno indelebile nella sua formazione artistica. Era solo una giovane studentessa presso l’Interlochen Arts Academy, in Michigan, quando Jewel ha incrociato per la prima volta – in una fotografia – le figure distese di Modigliani. La modellazione in marmo e argilla erano all’epoca le sue principali tecniche di espressione artistica, ma il fascino delle forme allungate e semplificate delle opere del pittore italiano non ha esitato a conquistarla.
Il ricordo di quel primo incontro, racconta Jewel, è ancora vivo nella sua memoria. Le figure dai colli allungati, la semplificazione delle forme, l’uso del colore, tutte queste particolarità stilistiche del pittore italiano hanno affascinato la giovane artista, stimolando la sua creatività e la sua voglia di raccontare storie attraverso l’arte.
Ma ciò che ha segnato definitivamente il suo rapporto con l’opera di Modigliani è stata la scoperta dei suoi nudi femminili distesi. A differenza di tanti pittori del suo tempo, Modigliani non sembra avere intenzione di oggettivizzare la figura femminile. Le donne dei suoi dipinti trasmettono un senso di relax e l’eleganza delle loro forme sembra esaltata dal pennello di un uomo che admira le donne e le considera depositarie di un universo interno di esperienze ed emozioni.
Jewel ha sottolineato come nei ritratti di Modigliani ci sia un’attenzione realistica per i dettagli, come la forma del ventre e il peso dei seni, che sembra sfidare i canoni estetici dell’epoca, caratterizzati da una rappresentazione idealizzata della figura femminile.
Ricorda ancora la sorpresa di vedere per la prima volta, da vicino, un nudo di Modigliani. Era ospite di alcuni nuovi amici che, mostrandole la casa, le indicarono un piccolo dipinto appeso sopra il tavolo da pranzo. Per Jewel, quella fu un’esperienza culminante, che le permise di osservare da vicino il lavoro di pennello e di percepire con i propri occhi la vera essenza del colore. Da quel momento, il nudo di Modigliani è diventato un punto di riferimento, una fonte di calore e di umanità che la riempie ogni volta che rivolge a lui il suo sguardo.
L’arte, come suggerisce Jewel, non è solo qualcosa da appendere a una parete. Spesso, è una fonte di felicità e di gioia. E Modigliani, con la sua peculiare interpretazione del corpo femminile, sembra proprio essere riuscito a trasmetterci queste sensazioni.
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