Le 7 migliori residenze d’artista al mondo

Se sei un giovane artista e vuoi dare una svolta alla tua carriera devi assolutamente conoscere e fare un pensiero su una delle sette residenze d’artista che artnet news ci indica come le più efficaci al mondo per decollare.

Intraprendere la carriera dell’artista può non essere una scelta semplice. Per quanto la vocazione dovrebbe vincere ogni ostacolo, inutile dire che oggigiorno carriere artistiche promettenti vengono costantemente stroncate dai pochi guadagni e dalle tante spese tipici degli inizi di questo genere di percorso. E se alle difficoltà economiche sommate scarsa visibilità e poche attenzioni dai dealer di settore, questa è pressoché la situazione di ogni neo diplomato di tutte le accademie italiane, il quadro si fa piuttosto scoraggiante.
Una risposta arriva dalle residenze d’artista. Le residenze non sono solo un alloggio, materiali ed uno spazio di lavoro a cui si accede vincendo un concorso. Sono la possibilità per un giovane artista di immergersi totalmente nella propria ricerca, di confrontarsi con altri “colleghi” per tutta la durata del programma, di imparare da altri artisti più navigati, di esporre, di farsi conoscere. In alcuni casi, anche di guadagnare uno stipendio. Insomma, le residenze artistiche dovrebbero essere il vero trampolino di lancio per la carriera di un artista emergente. Tuttavia, spesso e volentieri non è così, e la residenza, se scelta nel modo sbagliato, può rivelarsi semplicemente una perdita di tempo.

Diana Al-Hadid in studio. via hammer.ucla.edu

Ecco che artnet news, dopo una lunga ed approfondita ricerca, ci indica le sette migliori residenze d’artista al mondo, in grado di far decollare la carriera di un giovane artista. Se è quello che davvero volete, siate ambiziosi e preparatevi a prendere un aeroplano: sono tutte e sette negli States.

1. BEMIS CENTER FOR CONTEMPORARY ART.

1200 richieste ogni anno e meno di 40 selezionati per ottenere uno degli spazi casa/studio nello stabilimento convertito in residenza per artisti ad Omaha, Nebraska. 3 mesi di incubazione e 750$ di stipendio.

 

2. THE CENTER OF PHOTOGRAPHY AT WOODSTOCK.

Il più importante vantaggio di questa residenza è l’opportunità avere tra i docenti professionisti tra i quali Ruth Bernhard, Keith Carter, Sally Mann, Mary Ellen Mark e Arnold Newman. La residenza ha sede a Woodstock (NY), e dura dalle 3 alle 6 settimane.

 

3. HEADLANDS CENTER FOR THE ARTS.

Residenza in California, a Sausalito, aperta a 30 candidati da marzo a novembre di ogni anno. Sanford Biggers, Mark Dion, Ann Hamilton, Nikki S. Lee, Julie Mehretu e Andrea Zittel sono solo alcuni degli ex partecipanti, ormai noti, della residenza.

 

4. INTERNATIONAL STUDIO AND CURATORIAL PROGRAM.

Situato in una ex fabbrica di East Williamsburg, a Brooklyn, il programma mette a disposizione 35 studi privati e vari spazi espositivi. Durata di un anno, i partecipanti devono cercarsi un alloggio a New York, ma la residenza prevede uno stipendio per coprire la vita dispendiosa della Grande Mela.

 

5. JOAN MITCHELL FOUNDATION CENTER.

La residenza prevede un soggiorno di cinque mesi con uno spazio individuale a completa disposizione. I partecipanti saranno supportati nello sviluppo dei loro progetti e presentati “ufficialmente” alla comunità artistica locale. Siamo a New Orleans, in Louisiana.

 

6. RESIDENCY UNLIMITED.

La residenza si focalizza sul rapporto tra artisti emergenti e professionisti di settore, cercando di aiutare giovani talenti a costruire una rete di conoscenze professionali. Con sede a Brooklyn, il programma dura dai 3 ai 6 mesi, ed ospita 13 studenti ogni turno.

 

7. SKOWHEGAN SCHOOL OF PAINTING AND SCULPTURE.

Una fattoria sulle rive di un lago nel Maine, diversi dormitori per gli artisti, studi aperti 24 ore, la Skowhegan è la residenza giusta per immergersi totalmente nella propria ricerca artistica.
Alex Katz, Diana al-Hadid, Ellsworth Kelly, Robert Indiana, William Pope.L e Nari Ward sono alcuni degli ex artisti della residenza, oggi celebri. Il percorso dura 9 settimane.

Photo Header via panoramio.com

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Il vincitore del Premio Colline ad Arte si racconta: Shezad Dawood e la voce del paesaggio

Antifona, opera realizzata dall’artista Shezad Dawood (Londra, 1974), ha vinto la prima edizione del Premio “Colline ad Arte”, promosso dall’Associazione per il Patrimonio delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene e realizzato con il contributo della Camera di Commercio di Treviso-Belluno.

Quando il ghiaccio diventa illusione: Claudio Orlandi e l’estetica fragile dei ghiacciai che scompaiono

Quello dello scioglimento dei ghiacciai è un tema tanto urgente quanto purtroppo ancora sottovalutato. Esso non comporta solamente la scomparsa di un paesaggio millenario, ma compromette anche l’equilibrio dell’ecosistema e la nostra capacità di abitare il mondo.

Artuu Newsletter

Scelti per te

Tra ribellione urbana e spiritualità antica, la pittura avvolgente di Gonzalo Borondo alla 21 Gallery

Dopo Audaci. Dalle avanguardie storiche agli artisti mascherati, l’arte del libero pensiero, mostra inaugurale della sede padovana, la galleria ospita fino al 16 gennaio la personale dell’artista spagnolo Gonzalo Borondo, Porta l’acqua un fuoco fermo, curata da Cesare Biasini Selvaggi

White Entropy: Jacopo Di Cera porta a Malpensa l’immensità silenziosa delle montagne e il loro fragile equilibrio

Ed è proprio grazie al lavoro di Jacopo Di Cera che si spiega ai nostri occhi l’immensità di infinite distese di bianco. White Entropy è il titolo della mostra personale dell’artista, visitabile fino al 31 marzo 2026 presso il PhotoSquare dell’Aeroporto di Milano Malpensa.

Michelangelo e Bologna: il dialogo silenzioso che ha forgiato un nuovo linguaggio scultoreo, a Palazzo Fava

Due momenti di confronto e formazione che hanno avuto un enorme impatto sul divin artista raccontati attraverso un meticoloso percorso espositivo, inaugurato lo scorso 14 novembre e visibile fino al 15 febbraio a Palazzo Fava, grazie al quale possiamo apprezzare il muto dialogo instaurato dal Buonarroti con i rilievi della Porta Magna di San Petronio di mano di Jacopo della Quercia.

Seguici su Instagram ogni giorno