Le Olimpiadi viste dall’alto: al MEET di Milano l’AI racconta i valori dei giochi invernali

Alla vigilia delle Olimpiadi Milano Cortina, la cultura scende in campo grazie ai progetti sostenuti e finanziati dal bando Olimpiadi della Cultura, di cui fanno parte i programmi Giochi della Cultura e Cultural Olympiad, promossi dalla Regione Lombardia e dalla Fondazione Milano Cortina.

Il palinsesto di eventi mira a stimolare e coinvolgere la comunità attraverso la condivisione dei valori culturali e artistici degli sport olimpici. “Cultura è movimento” è il claim di quest’anno, scelto per ispirare chi desidera essere parte attiva del cambiamento: dal movimento fisico, che contraddistingue lo sport, a quello sociale e culturale, segno distintivo dei giochi fin dalla loro costituzione. 

Le Olimpiadi moderne nascono a fine Ottocento, dalle ceneri dei primi giochi greci, per volere di Pierre de Coubertin: l’obiettivo è quello di veicolare pace e fraternità tra i popoli con il linguaggio sportivo, riaffermandone l’essenza educativa. Da qui il motto “Citius, Altus, Fortius”, “piú veloce, piú in alto, piú forte”, al centro del manifesto Coubertin battuto all’asta da Sotheby’s per 9 milioni di dollari nel 2018.

L’ecosistema di queste Olimpiadi è un delicato equilibrio tra valorizzazione, promozione e sensibilizzazione, a partire dall’estensione territoriale: un totale di 22.000 km² tra le regioni di Lombardia, Veneto e delle Province di Trento e Bolzano, per esprimere la ricchezza del nostro patrimonio e di un’identità condivisa e aperta. 

“Un mosaico di iniziative che unisce territori, istituzioni e comunità, e che proietta l’Italia verso il futuro con la forza della sua tradizione e della sua innovazione.” Andrea Varnier (CEO Fondazione Milano Cortina 2026)

L’arte è parte fondante del nostro DNA e come tale si adopera per tradurre in progetti il significato intrinseco dello sport: istituzioni, musei e artisti sono stati chiamati a partecipare a concorsi di idee per decretare quale sarebbe stata la migliore interpretazione dei principi olimpici. Visioni d’Alta Quota è il progetto nato dalla partnership tra il Politecnico di Milano e MEET – Digital Culture Center con la volontà di celebrare l’eredità dei giochi visti dagli occhi di giovani talenti. 

A pochi giorni dall’accensione del braciere, vengono svelate le 10 opere vincitrici, frutto dell’estro e della creatività di studenti e designer under 30; l’ardua selezione della Commissione di gara, presieduta da docenti del Dipartimento di Design del Politecnico, rappresentanti della Regione e dello stesso MEET, ha individuato i concept più meritevoli, valutando coerenza e potenzialità di ognuno di essi. Le proposte inedite verranno proiettate sui LED dei principali centri lombardi, un’opera pubblica a tutti gli effetti, accessibile e partecipata.

Nelle opere presentate si riconosce l’eterna tensione che definisce le nuove generazioni: da un lato l’ingombrante storia che le precede, dall’altro il turbinio di stimoli che sempre di più influenzano e stimolano le sperimentazioni contemporanee. I video realizzati varcano la soglia della rappresentazione, per empatizzare con il fenomeno olimpico e restituirne la natura con mezzi semplici e di impatto. I volti di chi vive o ha vissuto le Olimpiadi raccontano di come lo sport sia indissolubilmente legato alla società: la competizione sul campo diventa occasione di scambio, la bellezza richiama cura, la diversità parla di inclusione e resilienza.

Linee colorate, segni dinamici, materiale archivistico e molto altro concorrono ad aprire la ricerca artistica a una contaminazione consapevole, mettendo in dialogo la progettazione e la comunicazione di un evento di simile portata. Il design si interfaccia con la purezza della natura e la dinamicità dello sport, cogliendo le sfumature che rendono il loro incontro un’esperienza unica: la passione spinge l’uomo a superare ostacoli, sfidare i propri limiti cambiando approccio e visione al mondo. Giuliana Minuzzo, Mauro Bernardi, Silvia Parente, Hot Shivers  sono solo alcuni nomi che riecheggiano nelle clip animate riportando alla memoria primati, avventure e scommesse nel pieno rispetto dello spirito olimpico, facendosi oggi manifesto e modello sociale.

L’alta quota viene analizzata e interpretata per ricavarne più sfaccettature: la montagna diventa terreno di sfida, punto di incontro e relazione che incuriosisce, affascina e a volte impaurisce un po’. La vetta, il raggiungimento dell’obiettivo, porta con sé significati ancestrali e apre una riflessione sul mondo di oggi, perennemente immerso nella routine e nei ritmi trafelati delle metropoli. Quando l’ossigeno viene a mancare e sembra di toccare il cielo con un dito, è proprio in quel momento che l’uomo guarda in faccia la natura, consapevole dei suoi limiti ma soprattutto delle sue immense potenzialità. 

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Chiara Pasquino
Chiara Pasquino
Apprezza l’arte in tutte le sue forme, dalla danza all’arte figurativa. Si sofferma maggiormente sul ruolo delle artiste donne dedicando ad esse una pagina social per farle conoscere meglio. Laureata in Scienze dei Beni Culturali e successivamente in Arte, Valorizzazione e Mercato insegue il sogno di allestire e curare mostre.

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