‘Le TAC rivelano i segreti degli individui mummificati al Museo Field.’

Il Museo Field di Chicago è celebre per la ricchezza e la diversità delle sue collezioni, che vanno dai dinosauri alle antiche civiltà. Tra i suoi tesori più affascinanti, vi sono senza dubbio le mummie antiche, preziosi testimoni di un passato lontano. Oggi, grazie alla Tecnologia delle Tomografie Computorizzate, meglio conosciute come TAC, questi misteriosi individui mummificati stanno rivelando i loro segreti senza che sia necessario disturbare le loro antiche bende.

La ricerca archeologica ha fatto passi da gigante grazie all’innovazione tecnologica. Se in passato il solo modo per conoscere di più su una mummia era quello di disfarla, mettendo a rischio la sua conservazione, oggi la medicina offre strumenti non invasivi capaci di penetrare all’interno degli involucri millenari e raccontare la storia egizia come mai prima d’ora.

Secondo quanto riportato dalla nota piattaforma Artnet, durante l’estate 2024 un TAC mobile è stato parcheggiato fuori dal Museo Field per quattro giorni. Durante questo lasso di tempo, ventisei corpi mummificati della collezione del museo sono stati analizzati senza bisogno di toccare le bende. Lo scanner ha permesso di raccontare la storia di ciascun defunto indagando sulla sua individualità e su ciò che la sua comunità riteneva così importante da dover essere portato con sé nell’aldilà.

La collezione del Field Museum contiene manufatti provenienti da tutto il mondo, inclusi un gran numero di corpi mummificati, sia umani che animali, per un totale di 24 milioni di oggetti. Forse il più famoso tra gli antichi egizi conservati in questo museo è Harwa, vissuto come custode di un granaio in Egitto circa 3000 anni fa. Harwa ha il curioso record di essere stata la prima mummia a volare su un aereo nel 1939 e la prima a perdersi nel bagaglio a seguito di un volo sbagliato verso San Francisco negli anni ’40.

Grazie alla TAC, i ricercatori sono riusciti a risolvere un mistero legato a una delle mummie del museo Field, la signora Chenet-aa, vissuta durante il Terzo Periodo Intermedio dell’Egitto (1070-664 a.C.). Il suo corpo mummificato non sembrava avere un punto di accesso evidente all’interno del suo sarcofago, noto come “cartonnage”. Le TAC hanno però rivelato una piccola cucitura sul retro del sarcofago, suggerendo che il corpo fosse stato posizionato in piedi e che il sarcofago, ammorbidito dall’umidità per renderlo malleabile, fosse stato tagliato dal capo ai piedi e tenuto aperto prima di essere abbassato sopra il corpo e cucito di nuovo insieme.

Oltre a svelare i metodi di mummificazione, la tecnologia ha permesso di conoscere di più sulla vita di Harwa. Le analisi hanno mostrato che visse fino a un’età avanzata per l’epoca, dai primi ai medi anni ’40, e che i suoi resti non presentano segni che potrebbero indicare una vita di duro lavoro fisico. Anzi, i suoi denti perfetti suggeriscono che ha avuto accesso a cibo di qualità e che ha vissuto una vita confortevole, segno del suo alto status sociale.

Questo tipo di ricerca è fondamentale non solo per le rivelazioni storiche che offre, ma anche per il rispetto che mostra verso i resti umani. Le mummie, infatti, sono ancora troppo spesso pensate come creature spaventose o grottesche, ma in realtà offrono un’opportunità unica di guardare da vicino alle vite di individui che hanno vissuto più di 3000 anni fa. Come sottolinea il Museo Field, “oggi, i nostri standard di cura per i resti umani enfatizzano loro come persone individuali meritevoli di dignità e rispetto”.

Il Museo Field prevede di continuare la ricerca con la TAC anche nel 2025. Si tratta di un viaggio affascinante nel tempo che promette di fare ulteriori scoperte, permettendo di guardare al passato con occhi sempre nuovi e affinati. Così, gli antichi egizi continuano a parlare al presente, raccontando storie di vita e morte che attraversano i millenni e giungono fino a noi grazie al ponte dell’innovazione tecnologica.

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