L’Emergere del Mercato d’Arte Moderna e Contemporanea del Sud dell’Asia

L’arte mondiale è uno scenario in continua evoluzione. Mai come in questo periodo, è palpabile un’attenzione accresciuta per il mercato dell’arte moderna e contemporanea del Sud dell’Asia. Tipicamente, quando si parla di mercato dell’arte, di getto balzano in mente le opere di artisti come Pablo Picasso, Jean-Michel Basquiat e Jeff Koons, icone che regolarmente raggiungono quotazioni da capogiro. Tuttavia, come sottolinea Arushi Kapoor, consulente d’arte e gallerista, “una parte considerevole dell’universo artistico rimane sottovalutata”. Kapoor si riferisce alla tradizione artistica di paesi come l’India, il Bangladesh e il Pakistan.

Negli ultimi anni, questa cornice sta cambiando. I prezzi delle opere di artisti del Sud dell’Asia sono in rapido aumento, a testimonianza di un trend che non sembra arrestarsi nonostante le possibili correzioni del mercato. Come evidenziato da diverse fonti del settore, tra cui Manjari Sihare-Sutin, vicepresidente e co-direttore del dipartimento d’arte moderna e contemporanea del Sud dell’Asia di Sotheby’s, questo mercato ha percorso molta strada negli ultimi tempi.

Lo testimonia anche l’incremento dei risultati delle aste. Riguardo a Sotheby’s, l’asta di arte moderna e contemporanea del Sud dell’Asia dello scorso marzo ha portato a incassi per 19,8 milioni di dollari, con un impressionante incremento rispetto all’anno precedente, quando la stessa asta aveva totalizzato “solo” 7 milioni.

Si tratta di un mercato in crescita, alimentato da una serie di fattori. Innanzi tutto, la presenza di un numero sempre maggiore di lotti di alta qualità messi all’asta. Poi, un’importante spinta proviene dal sempre più ampio numero di collezionisti e dall’offerta decrescente di opere del Progressive Artists Group, un network di modernisti attivi nel periodo post-Partition dell’India.

Gli interessi dei collezionisti si sono spostati e ora si focalizzano su opere come quelle del Progressive Artists Group. Nishad Avari, a capo del dipartimento di arte moderna e contemporanea dell’Asia meridionale di Christie’s, osserva infatti che i collezionisti si stanno rendendo conto che se un’opera finisce in un museo, difficilmente verrà nuovamente messa in vendita sul mercato.

Nonostante la crescente attenzione verso le creazioni di artiste come Nasreen Mohamedi, Nilima Sheikh, Zubeida Agha, e Zainul Abedin, le vendite più elevate riguardano ancora largamente le opere di artisti maschi indiani. Tra questi, nuovi record d’asta per modernisti indiani come S.H. Raza e F.N. Souza.

Rispetto agli importi tipicamente visti nel mercato dell’arte indiano, “non si tratta di cifre modeste”, osserva Sihare-Sutin. Un esempio è “Hatha Yogi” (1978) dell’estinto Bhupen Khakhar, venduto a Sotheby’s per 1,8 milioni di dollari, più del doppio della sua stima alta.

L’euforia che anima questo mercato è in parte dovuta agli sforzi di studio e acquisizione di arte del Sud dell’Asia da parte di istituzioni come il Guggenheim Museum, la Tate e il Museum of Modern Art, che sono parte di un tentativo più ampio di espandere la storia del modernismo. Questa energia ambiziosa è raccolta da case d’asta come Sotheby’s, che la sfruttano per sensibilizzare i propri clienti attraverso attività come tour guidati di mostre di artisti del Sud dell’Asia.

In conclusione, quello dell’arte moderna e contemporanea del Sud dell’Asia è un mercato in forte crescita, supportato dalla crescente attenzione delle istituzioni, dalla riscoperta da parte di collezionisti e dall’emergere di nuovi talenti. Un trend che, ci auguriamo, continuerà a evolversi, contribuendo ad arricchire l’intero panorama artistico mondiale.

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