L’estate degli artisti (Pt.9)

“Paseo a orillas del mar” di Joaquín Sorolla y Bastida dipinto nel 1909 dal celebre pittore spagnolo impressionista, ritrae madre e figlia sulla spiaggia di Valencia: l’acqua e la sabbia sono dipinte con lunghe pennellate, il vento scombina i vestiti delle due donne e rende l’immagine elegante. Il pittore valenciano è solito a dipingere spiagge e paesaggi marini e questa opera, conservata nel museo di Sorolla a Madrid, è tra le più rappresentative e famose.

L’estate è proprio questo, passeggiate sulla spiaggia, è vacanza, è relax, ma per qualcuno è anche lavoro, cosa fanno gli artisti d’estate? Scopriamolo…

Paola Pezzi

Paola Pezzi

Utilizza materiali non convenzionali come feltro, tessuti, matite, eco-pelle e gomme, dando loro nuova vita e significato. Trasforma  la percezione ordinaria delle cose in un dialogo continuo e dinamico con lo spazio e l’osservatore.

Direi che l’estate per me è, relax, pensare ai miei progetti, leggere, certo il caldo rallenta un po’, ma cerco di rigenerarmi facendo brevi viaggetti qua e là, unendo l’utile al dilettevole.

Sono appena tornata da un soggiorno in Toscana, nei boschi aretini, tra natura, letture, terme e mostre. Visite ad Arezzo, a Piero della Francesca e alle sue Chiese e a Firenze direttamente a visitare la splendida mostra di Louise Bourgeois, al Museo Novecento, un’artista che amo. Poi al ritorno a Milano in studio che è anche casa, comunque il mio punto di riferimento, dove, anche se non lavoro trovo lo stimolo e la concentrazione giusta per procedere anche nella vita. Poi a Brescia, nella ormai vuota casa di famiglia, la mia scatola dei ricordi, da lasciare o eliminare…

Alessandro Russo

Alessandro Russo

Personaggi ironici e caricaturali compaiono nelle sue opere per dare vita a un mondo senza tempo, carico di presenze fantastiche e avvolto da una poesia densa di significati esistenziali e sociali. Il suo stile personale rielabora con maestria i modi e le tecniche della pittura europea del XVIII e XX secolo, nella sua ultima produzione utilizza come base un metallo povero come la lamiera dando ai paesaggi industriali milanesi, una luce nuova.

Passerò l’estate al mare nel mio studio calabrese di Catanzaro, lavorando ai miei progetti.

Uno in particolare mi sta molto a cuore, dopo quasi quindici anni, ho la proposta di esporre al Marca di Catanzaro, questo bellissimo museo che è abbastanza impegnativo, in cui dovrò esporre più di cento opere e soprattutto faremo una monografia nuova, abbastanza corposa con l’editore Rubbettino. Non ho ancora le date e quindi il mio viaggio in Calabria ha anche l’intento di definire questa grande esposizione.

Dovrò anche presenziare all’incontro che vedrà protagonista il libro di una mia cara amica Teodolinda Coltellaro, e che sto leggendo proprio in questi giorni,  il cui titolo è “Sulle vie della critica d’arte. Compendio di un cammino nello spessore interpretativo della parola”, quindi sempre qualcosa attinente ai miei interessi. E poi mi farò ispirare dal mare calabrese.

Stefano Banfi

Stefano Banfi

Attinge alle icone dell’arte classica e attraverso il disegno di liee, tracciati, puntini vettoriali e l’utilizzo di Light Box le riporta ad una nuova presenza materica.

Mi rilasserò pensando al mio nuovo progetto, ho in cantiere due idee che riguardano i miti greci e i reali famosi. Vorrei realizzare con la mia particolare tecnica, dei soggetti che abbiano a che fare con la classicità che rimandino, cioè, agli dei dell’antica Grecia, ma anche riprendere figure storiche famose o iconografiche, che poi tratterò in maniera differente potranno essere rappresentate anche in forma animale, chissà, sono idee ancora in embrione. Nel frattempo, andrò in montagna, a raccogliere funghi ed idee, mi rilasserò leggendo o facendo un po’ di bricolage.

L’estate continua e anche le nostre interviste…

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Arte visibile 24 ore su 24: Bart Dirks e Roeland Merks raccontano De Spelonk, una galleria all’Aia

De Spelonk è una “galleria di strada” situata al piano terra dell’abitazione di Bart Dirks e Roeland Merks, nel cuore della città olandese dell’Aia. Uno spazio espositivo atipico, visibile 24 ore su 24 dalla strada attraverso due finestre, in cui artisti visivi sono invitati a realizzare installazioni site-specific pensate per dialogare direttamente con il contesto urbano e con il passante.

Fotografare l’hip hop prima che diventasse industria: l’eredità di Ricky Powell raccontata dalla gallerista Giorgia Borneto

Ci sono figure che, pur restando dietro l’obiettivo, hanno contribuito a definire l’immaginario dell’hip hop più di molti protagonisti della scena. Per me una di queste è Ricky Powell, fotografo newyorkese scomparso da pochi anni, la cui opera è diventata un archivio essenziale della cultura urbana.

Alessandro Guerriero e Alchimia: perché il design può essere ancora un atto culturale e non solo una forma

All’ADI Design Museum di Milano è in corso fino al 22 gennaio 2026 “Alchimia. La rivoluzione del design italiano”, una grande retrospettiva dedicata allo Studio Alchimia, protagonista tra i più radicali e influenti del design italiano del secondo Novecento.

Artuu Newsletter

Scelti per te

Ironia ribelle. Clemen Parrocchetti e la sovversione del domesticoa Palazzo Medici Riccardi

L’ironia è, già di per sé, un elemento di contrapposto tra la realtà di quanto si dice e le parole che si usano per comunicarla; è una figura retorica che presuppone ribellione, intelligenza, senso dell’umorismo. Accostare a questo concetto l’aggettivo “ribelle” ne amplifica il significato, creando una situazione superlativa, dove il senso dell’ironia è dilatato, assolutizzato.

Il sacro che la critica non ha voluto vedere: Valerio Adami a Foligno

C’è una linea apparentemente sommersa che attraversa l’intera opera di Valerio Adami, una corrente profonda e costante che la critica, per lungo tempo, ha preferito leggere come marginale o addirittura assente:

La gestualità come linguaggio d’emancipazione femminile. VALIE EXPORT e Ketty La Rocca da Thaddaeus Ropac

EXPORT e La Rocca condividono ideologie e approcci comuni nonostante le due artiste non si siano mai incontrate. Sta qui la forza del progetto curatoriale di Andrea Maurer e Alberto Salvadori alla galleria milanese Thaddaeus Ropac

Seguici su Instagram ogni giorno