Un lampo di luce e colori, rivolto all’arte e alla bellezza. Nella cornice del prestigiose Pinacoteca di Brera, i vent’anni della rinomata linea Overskin della sua marca Veralab sono stati celebrati alla grande. L’ospite d’onore, Cristina Fogazzi meglio nota come l’Estetista Cinica, ha però trovato a doversi difendere da accese critiche. L’argomento: un presunto classismo aleggiante.
Lo spazio della Pinacoteca è lontano dall’essere una novità per eventi speciali affidati a privati, è infatti disponibile per affitto secondo termini precisi dittati per legge. Per l’estetista Cinica, si trattava di una serata speciale, nella quale rimarcare due decadi di successi e innovazioni. Veralab, ha attinto a questo spazio nel rispetto pieno delle normative vigenti. E’ quindi prevedibile la sorpresa di Fogazzi, al risveglio di polemiche inaspettate.
La serata, oltre a essere un momento celebrativo, era infatti anche devoluta al sostegno della cultura ed alla conservazione dell’arte, contribuendo ai lavori di restauro del museo con i proventi dell’affitto. La dimostrazione di un impegno non solo aziendale, ma anche sociale, che Coppini non ha mancato di sottolineare.
Non sono mancati, però, gli interpreti poco clementi e pronti a puntare il dito contro la celebrazione, etichettandola come un flagrante esempio di classismo. L’accusa è toccata a chi, come l’Estetista Cinica, ha costruito la propria reputazione non solo sull’estetica, ma su un impegno quotidiano verso un’idea di bellezza che non tralascia il valore sociale ed educativo.
Una difesa decisa è arrivata dal direttore della Pinacoteca di Brera, Angelo Crespi, citato anche da Cristina Fogazzi nel suo intervento su Instagram. Crespi ha sottolineato come questo genere di eventi, come la cena organizzata da Veralab, siano una prassi consolidata da ben otto anni. L’affitto viene poi utilizzato per sostenere i restauri dell’edificio, motivo per il quale vi sono molte richieste ed ipotizza un certo grado di classismo dietro alle critiche mosse.
“Alla fine della fiera, il problema non sembra essere relatativo all’utilizzo dello spazio di Brera, ma al MIO utilizzo dello stesso” ha affermato Fogazzi, con una nota di amarezza in un post Instagram. Una conclusione amara che forse trae evidentemente da una serie di polemiche infondate, alimentate da un senso di classismo.
Pertanto, l’estetista più cinica d’Italia non ha certo l’intenzione di smettere di sostenere la cultura e l’arte, a dispetto di queste polemiche. “Si mettessero il cuore in pace” conclude con forza, dimostrando una volontà decisamente ferrea.
Un sipario si chiude dunque su una serata ricca di emozioni e di riscontri, tra il calore di un successo festeggiato, il fascino di uno spazio d’arte unico e le scintille di una polemica mai del tutto sopita. Ma l’Estetista Cinica non deperisce sotto la pressione delle critiche, anzi, parrebbe esser pronta ad affrontare nuovi sfide. Dopotutto, è lei stessa a ricordarci: la bellezza è un viaggio, non una meta.


