Il Leoncavallo non è soltanto uno spazio: è un archivio vivente di segni, linguaggi e visioni che hanno attraversato Milano e ne hanno ridisegnato l’immaginario urbano. Per decenni, tra quelle mura, l’arte ha trovato il proprio respiro libero, senza mediazioni né vincoli, generando un patrimonio che appartiene alla città intera. Oggi, di fronte al rischio di vedere cancellata questa eredità, gli artisti che hanno animato e custodito il Leoncavallo prendono la parola in prima persona. La lettera aperta che segue, firmata dallo street artist Frode e da decine di altri protagonisti della scena, è un appello corale: difendere non solo un luogo fisico, ma un’idea di cultura condivisa, accessibile e resistente.
Lettera aperta degli artisti per il Leoncavallo
Siamo artiste e artisti che in questi decenni hanno contribuito a fare del Leoncavallo un luogo di produzione e condivisione culturale. Le opere realizzate dentro e fuori le sue mura nascono da percorsi differenti, ma accomunati da una stessa matrice: il tessuto urbano di Milano e delle nostre città, l’urgenza di esprimersi e la necessità di creare spazi autentici di incontro e dialogo tra cittadini.
Ogni pezzo, murale, tag, poster, sticker o installazione è un gesto che ha richiesto capacità, passione, risorse, economia e tempo. Sono i “tatuaggi” di questi muri: segni che raccontano libertà, ricerca ed espressione, e che hanno arricchito il patrimonio culturale della città. Opere sempre autofinanziate eppure liberamente accessibili, uno stimolo corale e pubblico per riflessioni condivise.
Le opere del Leoncavallo sono a pieno titolo creazioni artistiche, tutelate non solo sul piano culturale ma anche giuridico: la Costituzione riconosce e tutela tra i beni fondamentali anche la proprietà intellettuale, la legge sul diritto d’autore prevede i diritti, anche morali, di chi queste opere ha creato.
Smantellare, distruggere o rimuovere questo patrimonio, senza coinvolgere gli autori, significherebbe non solo pregiudicare i diritti di questi ultimi, ma colpire l’intera comunità che lo vive e lo riconosce.
L’arte è dialogo, costruzione di senso e apertura, conoscenza e rispetto: valori che Milano non può permettersi di perdere.
Alla vigilia della manifestazione del 6 settembre, rivolgiamo un appello alle istituzioni, ai media e ai cittadini: riconoscere l’importanza del contributo artistico del Leoncavallo e degli artisti che vi sono passati lasciando un segno creativo, difenderne il valore culturale ed espressivo e tutelare la sua dimensione intellettuale come patrimonio comune.
L’arte che nasce negli spazi condivisi è un valore per tutti. È uno strumento di pace che alimenta l’idea di una città più aperta, inclusiva e consapevole.
Gli artisti delle arti figurative
Frode, Teatro, Shah, Vandalo, Swarz, Atomo Tinelli, Andrea Kiv, Archiclown, Dade, Francesco Vicari Pus, Zibe, Pao, Ozmo, Ivan il Poeta, Morkone, Carlos Metallo e Cemento, H3ml0ck, Lilo, DormoZero, Betta Muchas, MCD crew, Ratzo, Dario Arcidiacono, VolksWriterz, Shad, Trukalone Crew, Antonello Ruggeri, GGt, Piger, Microbo, BO130, Giacomo Spazio, Abbominevole, El Gato Chimney, 2501, Santy, Krio, Oneman, Ninko Black, Walls of Milano, Urban Solid, Demsky, Sabe, Martino Saccani, Bang, DCN, MNP, Eras, Division27, Chief, Craze, Inguz, Glen, Erics, Another Scratch in the Wall, Sud, Bomb, Suck, Reeno, Rebel, Mes, Sky…
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