Liberty Beauty: Campomarzio70 e la sinestesia sensoriale tra beauty e arte

Campomarzio70, fedele alla sua visione artistica e in dialogo costante con la sua lunga tradizione, presenta Liberty Beauty: cinque nuove fragranze ispirate ai colori e ai linguaggi espressivi artistici e alcuni suoi protagonisti, un omaggio olfattivo alla storia dell’arte nelle sue forme più vivaci.

Campomarzio70 nasce a Roma nel 2004, un family affair che, nel nome Di Liello, da generazioni ha saputo innovarsi e costruire una community di esperti e appassionati. Oggi è presente, oltre alla capitale, a Milano, Firenze, Forte dei Marmi, Palermo, Cortina d’Ampezzo, Como, Porto Cervo, Riccione, Napoli, Catania e Sofia, portando avanti la sua visione di profumeria artistica. I suoi concept store, eleganti e curati nei dettagli, offrono un’esperienza immersiva tra fragranze d’autore e cosmetica, trasformandosi in salotti di bellezza e benessere avvolti da atmosfere campomarziane.

In occasione di Esxence 2025, la fiera leader nel settore della profumeria artistica, giunta alla sua 15esima edizione nel capoluogo lombardo, Campomarzio70 ha lanciato sul mercato la sua linea di cinque fragranze, realizzata con importanti profumieri, dal nome Liberty Beauty,
La campagna si distingue per un’estetica onirico-sensoriale, in cui il confine tra corpo, natura e immaginazione si dissolve. Il visual si costruisce su tessuti impalpabili che avvolgono il corpo come una seconda pelle, trasformandolo in una tela vivente, attraversata da cromie fluide e sfumature organiche. I flaconi delle fragranze, impreziositi da pattern decorativi e custoditi in teche trasparenti, diventano oggetti d’arte, sospesi tra passato e contemporaneità. L’uso abbondante del tema floreale, sia nelle stampe sugli abiti che nei display espositivi, mette in relazione la delicatezza della natura con il desiderio di una bellezza senza tempo.

Sono diversi gli artisti che ci ritornano in mente dopo un’attenta osservazione della campagna Liberty Beauty. Gli abiti dalle sfumature pittoriche ricordano le tele di Helen Frankenthaler, in cui il colore si espande in modo fluido e naturale. C’è qualcosa di teatrale, quasi da tableau vivant, nella posa della modella: un’atmosfera sospesa che potrebbe richiamare il lavoro fotografico di Tim Walker o le performance di Cecilia Paredes, dove il corpo si fonde con lo sfondo. Le teche espositive delle fragranze, con elementi botanici incapsulati, dialogano con le installazioni di Azuma Makoto e le opere concettuali di Damien Hirst. I pattern intricati delle basi profumate ricordano le composizioni decorative di William Morris e la grafica ipnotica di Victor Vasarely.

Ma forse, in questa campagna, c’è qualcosa di più nascosto: una tensione tra il profumo che svanisce e l’opera che rimane, come se il tempo stesso fosse un materiale da modellare. Attingere al linguaggio non imposto dell’arte permette di creare delle campagne che non si limitano a pubblicizzare un prodotto o una linea, ma costruiscono uno storytelling sensoriale.

Il profumo stesso è un’arte (in)visibile, un’installazione olfattiva che interagisce con il corpo e lo spazio. Usare l’arte per raccontarlo non è solo una scelta stilistica, ma un modo per elevarlo a un’esperienza totale.

Campomarzio70 ha messo in gioco un racconto visivo legandosi con l’arte e riuscendo a mantenere definita e riconoscibile l’identità della sua campagna. I nasi profumieri hanno lavorato sulle note olfattive per creare un’esperienza olfattiva avvolgente e Liberty Beauty non è solo una collezione di fragranze, ma un progetto che esplora il confine tra arte e profumo, in linea con la crescente tendenza della scent art. Campagne come questa non si limitano a valorizzare il beauty: lo trasformano in una forma d’arte in dialogo con il mondo contemporaneo.

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Giulio Fonseca
Giulio Fonseca
Classe '96, con un percorso di studi in Beni Culturali nel triennio, indirizzo storico-artistico, e in Arte, valorizzazione e mercato all'Università IULM di Milano nel biennio magistrale. Si divide tra l'interesse per le nuove possibilità di interazione tra pubblico e opera nell'arte contemporanea e l'amore, quasi ossessione, per il cinema. Spesso si sofferma ad osservare l'allestimento in mostre temporanee.

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