L’inaspettata esposizione dei Picasso nei Bagni del Museo MONA di Tasmania

Entrare in un bagno di un museo e trovarsi di fronte a tre opere di Picasso potrebbe sembrare una bizzarra illusione, eppure è la provocatoria realtà che si vive al Museum of Old and New Art (MONA) in Tasmania.

Kirsha Kaechele, curatrice e artista di rinomata fama, nel corso del 2020, aveva inaugurato una sofisticata installazione chiamata Ladies Lounge, un salotto in cui donne potevano sorseggiare tè o champagne circondate da capolavori artistici tra cui opere di Sidney Nolan e Picasso. Lo scopo di Kaechele era di equiparare l’esperienza degli uomini, creando un’installazione artistica riservata esclusivamente alle donne, per risarcire la storica esclusione delle donne da certi spazi. Non a caso, il titolo dell’opera è un riferimento ironico ai pub australiani, nei quali esistevano aree separate per uomini e donne.

Tuttavia, la Ladies Lounge ha suscitato polemiche tra i visitatori maschi del museo, in particolare da parte di Jason Lau, un visitatore che nel marzo scorso, ha depositato un reclamo presso il Commissario Anti-Discriminazione della Tasmania, affermando che il divieto di ingresso negli spazi riservati alle donne fosse discriminatorio.

Il Tribunale Civile e Amministrativo della Tasmania ha risposto alla denuncia dando ragione a Lau, ordinando l’ammissione degli uomini alla Ladies Lounge per evitare la “discriminazione diretta”. Conseguentemente, il MONA ha dovuto rivedere l’installazione, concedendogli un periodo di 28 giorni per “riformarla”.

In seguito al verdetto, Kaechele ha dichiarato di voler appellare la sentenza presso la Corte Suprema della Tasmania, sostenendo l’importanza di ripensare la legislazione in termini più ampi, al fine di includere le specificità dell’arte e dell’impatto che essa può avere sul mondo.

Intanto, in una tipica mossa dissacrante, ha deciso di ribattezzare uno dei bagni unisex del museo come “Ladies’ Room”, trasformandolo in un’esposizione di tre opere di Picasso precedentemente esposte nella Ladies Lounge.

Tra i quadri ricollocati, il “Luncheon on the Grass, After Manet” (1961) sospeso accanto al gabinetto e il “Woman Lying on Sofa” (1961) sopra il lavabo, accompagnati da un disegno in cornice.

Secondo il MONA, le opere rimarranno nei bagni a tempo indeterminato, mentre la Ladies Lounge rimane chiusa, in attesa della riforma ordinata dal tribunale.

Attraverso un post su Instagram, l’artista ha anticipato che la sala sarà riaperta a breve, ma con una veste completamente nuova, trasformandola in chiesa, scuola, alloggio oppure in un bagno, sfruttando le esclusioni previste dallo statuto anti-discriminazione del paese.

La risposta ironica e giocosa dell’artista all’istituzione giudiziaria ha dato vita a un vivace dibattito sul ruolo dell’arte nella società e sulla sua potenziale funzione critica. Kaechele, infatti, ha trasformato una polemica in un’opportunità per ridefinire il valore dell’arte e il significato dei luoghi.

Chissà che fare pipì accanto a un Picasso possa non diventare una consuetudine quotidiana, condita da una buona dose di riflessione sull’arte, sul suo ruolo, e su come essa possa andare oltre ogni barriera, anche quella del genere.

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