L’Influenza dell’Opera Ad Alto Impatto di Matthew Barney su Sei Artisti

Potremmo tranquillamente definirlo il “Summer of Matthew Barney”. Negli ultimi mesi, l’artista newyorkese ha allestito cinque mostre personali in quattro diverse città, spaziando tra Regen Projects a Los Angeles, Barbara Gladstone a New York, Sadie Coles HQ a Londra, Max Hetzler and Fondation Cartier a Parigi. Le esposizioni hanno in comune il progetto multidisciplinare “Secondary”, in cui un incidente della NFL del 1978 diventa una struttura allegorica per il corpo maschile e la fragilità delle ossa invecchiate. Nello stile tipico di Barney, si tratta di una storia senza parole, raccontata attraverso cinema operistico, installazioni e la trasformazione dei materiali, arricchito da nuove incursioni nella coreografia.

La rassegna “Secondary” sarà disponibile fino al 17 Agosto presso Regen Projects e Sadie Coles HQ, mentre la Fondation Cartier la ospiterà fino all’8 Settembre.

In occasione del tour mondiale di Barney, abbiamo pensato di ripercorrere i momenti salienti della sua carriera, affidandoci al commento di artisti come i migliori critici e custodi della storia dell’arte. Abbiamo quindi raccolto le testimonianze di Tony Lewis, Jacolby Satterwhite, Ana Prvackim, Kevin Beasley, Sable Elyse Smith e MPA. Esperti in disegno, performance, scultura, installazione e video, essi esaminano l’importanza di progetti pionieristici come Drawing Restraint (1987-in corso) – un corpo ibrido di lavoro che introduce ostacoli fisici al processo di tracciare segni – e il rivoluzionario Cremaster Cycle (1994-2002), serie di cinque film ad ampio contenuto visivo incentrati sulla discesa dei testicoli.

Gli artisti considerano lo stato della pratica basata sull’identità di Barney, così come l’impatto che il suo lavoro ha avuto sul loro.

Tony Lewis ricorda il suo primo incontro con il lavoro di Barney all’università, nel 2009: rimase colpito dalla teatralità del processo di lavorazione, nonostante le scarse doti grafiche dell’artista. Ana Prvacki, invece, ricorda l’esposizione di Barney Hugo Boss a New York nei primi anni ’90, ricordando come l’opera dell’artista parlasse di sensualità e desiderio in maniera potente e coinvolgente. Kevin Beasley, che nel 2009 ha avuto l’occasione di collaborare con Barney nell’opera River of Fundament, sottolinea la notevole centralità del processo nell’opera.

L’arte di Barney si è affermata come una pratica multidisciplinare rivoluzionaria, sfumando i confini tra disegno, scultura, performance e cinema, e ha esercitato una notevole influenza su una nuova generazione di artisti. Estesi a varie forme di espressione artistica, i progetti di Barney sono diventati delle pietre miliari dell’arte contemporanea, capaci di ispirare altri in maniera profonda e duratura. In definitiva, il “Summer of Matthew Barney” rappresenta un tributo appropriato alla carriera dell’artista e al suo notevole contributo all’arte contemporanea.

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