L’instabilità del domestico nei lavori di Dario Maglionico, in mostra da Colombo’s gallery

Nata dall’opera selezionata tra le finaliste al 24° Premio Cairo, titolata “Reificazione #95”, l’esposizione personale di Dario Maglionico “Dis-sequenze liminali”, settimo appuntamento del ciclo di collaborazioni con Colombo’s gallery, a cura di Arianna Baldoni, riunisce una serie di lavori recenti che si sviluppano proprio a partire da essa.

Ciò che ci si può aspettare da “Dis-sequenze liminali” trova piena conferma nei lavori esposti. Già il titolo suggerisce un’interruzione della continuità, un momento dove il tempo lineare viene alternato, spezzato e frammentato. La soglia, evocata dal termine “liminale”, rimanda ad una condizione di sospensione, un punto ambiguo ed indefinito. In questo senso, il titolo non è solo descrittivo, ma in qualche modo sembra comportarsi come le opere stesse. I due termini accostati non costruiscono un’immagine chiara e univoca, bensì una condizione complessa ed instabile che trova poi pieno rispecchiamento nelle opere esposte.

dario maglionico installation view

A primo impatto, nei lavori di Dario Maglionico, l’interno domestico non si impone come rifugio ma come una sorta di territorio ambiguo in cui l’intimità perde la propria funzione rassicurante per trasformarsi in un dispositivo di tensione percettiva. Gli ambienti evocati, cucine, corridoi, stanze da letto, appaiono in qualche modo sospesi, attraversati dall’inserimento di alcuni elementi dissonanti, a tratti disturbanti: oggetti fuori posto, prospettive ambigue, dettagli incoerenti, che contribuiscono a creare una sorta di temporalità indefinita. Le stanze, per prassi considerati come luoghi stabili e ben riconoscibili, perdono così la loro funzionalità primaria, alludendo ad una realtà che sfugge dal sistema ordinario e all’ordine consueto delle cose.

È proprio in questa oscillazione tra riconoscibile e perturbante che l’artista costruisce una grammatica visiva capace di destabilizzare lo sguardo dello spettatore, invitandolo a sostare in uno spazio liminale in cui il domestico non è più semplicemente un luogo, ma una percezione, una condizione.

Reificazione #96, oil on canvas, 80 x 60 cm, 2026

Anche le figure umane che Maglionico inserisce nei suoi lavori più recenti non assumono mai il ruolo di veri protagonisti: sono presenze quasi residuali, che sembrano condividere la stessa condizione di sospensione degli ambienti che abitano. La casa risulta così abitata da presenze che è come se non esistessero pienamente, risultando quasi come figure isolate e, per l’appunto, liminali.

L’esposizione lavora e si costruisce attorno a questa perdita di stabilità, dello spazio, del tempo, dell’identità, profondamente legata alla sensibilità contemporanea e capace di riflettere una condizione diffusa del presente. Spesso gli ambienti domestici cessano di essere luoghi certi, rivelando una crescente difficoltà ad ancorarsi a punti stabili. In questo senso, la mostra non si limita a rappresentare semplicemente il presente, ma ne incarna pienamente le condizioni di instabilità, ambiguità e frammentazione.

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Martina Buttiglieri
Martina Buttiglieri
Laureata in Storia e Critica dell’Arte presso la Statale di Milano dopo aver conseguito la laurea triennale in Scienze dei Beni Culturali presso lo stesso Ateneo. Collabora con l’Associazione Independent Artists, in provincia di Milano, di cui ha assunto il ruolo di Vicepresidente. Grazie anche al tirocinio presso la Galleria Manuel Zoia Gallery ha proseguito la formazione come Assistente di Galleria e Curatrice di mostre. Appassionata d’arte in ogni sua forma ed espressione artistica.

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