Con The Moment the Snow Melts, il MUDEC apre ufficialmente il palinsesto espositivo dedicato alle Olimpiadi Invernali 2026 e accoglie una nuova, monumentale installazione di Chiharu Shiota (Osaka, 1982), una delle voci più riconoscibili della scena artistica internazionale. La grande artista giapponese, nota per le sue architetture di fili intrecciati capaci di trasformare lo spazio in un territorio emotivo sospeso, presenta per l’Agorà del museo un’opera inedita pensata come paesaggio fragile, meditativo, attraversato da memorie che riaffiorano come neve destinata a sciogliersi.
L’intervento, curato da Sara Rizzo e realizzato con il supporto di 24 ORE Cultura, segna l’avvio di un percorso più ampio che il museo dedicherà al tema della neve. L’installazione anticipa infatti la mostra Il senso della neve, in apertura a febbraio 2026, che indagherà la materia candida e mutevole attraverso prospettive scientifiche, antropologiche e storico-artistiche, includendo anche riflessioni sul cambiamento climatico e sul ruolo della neve nell’immaginario contemporaneo.
In The Moment the Snow Melts la neve diventa metafora della precarietà dei legami umani. Dall’alto dell’Agorà scendono migliaia di fili verticali — bianchi, sottili, tesi come una pioggia congelata — tra i quali galleggiano biglietti e fogli di carta. Su ciascuno di essi compaiono nomi di persone che hanno attraversato le nostre vite e che, per ragioni diverse, oggi non possono più essere incontrate. L’effetto è quello di una nevicata sospesa nel tempo, un istante congelato prima dell’impatto al suolo, che trattiene il pubblico in una dimensione contemplativa fatta di presenza e assenza, peso e leggerezza.

Shiota descrive questa installazione come uno spazio dedicato a chi non è più accanto a noi. Ogni corda è legata a più lettere, ognuna colma di ricordi e sentimenti contrastanti — frustrazione, malinconia, desiderio, tenerezza. Sono tracce di esistenza che resistono al tempo, pur essendo destinate, come la neve invernale, a dissolversi. “Lo scioglimento della neve”, afferma l’artista, “è la dissolvenza di momenti o relazioni un tempo chiare e definite, che ora si fanno più tenui, fino a diventare solo impressioni su un orizzonte lontano”.
L’installazione invita a un coinvolgimento fisico e mentale. Attraversando il reticolo dei fili, il visitatore percepisce la tensione tra connessione e separazione, tra la costellazione delle persone che hanno segnato la nostra esistenza e la consapevolezza che nulla, nemmeno il legame più intenso, rimane immutabile. Le corde rappresentano l’intreccio delle nostre vite con quelle degli altri, mentre i nomi sospesi ricordano l’impossibilità di tornare a ciò che è stato. È un paesaggio emotivo, un luogo per riconoscere le tracce invisibili che ci legano agli altri e che continuano a vivere anche quando l’incontro non è più possibile.

Fondamentale è anche la componente partecipativa del progetto. Il MUDEC invita il pubblico a contribuire attivamente condividendo pensieri, nomi, ricordi o piccoli disegni legati alla memoria. Le testimonianze, raccolte sia in museo sia online, verranno stampate e integrate nell’opera, trasformando l’installazione in un archivio vivo di emozioni collettive che continuerà a crescere durante tutta la durata dell’esposizione.
L’intervento si inserisce nel programma dell’Olimpiade Culturale Milano Cortina 2026, che accompagna i Giochi con un vasto calendario di eventi artistici sul territorio nazionale. Per chi desidera approfondire ulteriormente il lavoro di Shiota, il percorso può proseguire al MAO di Torino con la grande retrospettiva The Soul Trembles, aperta dal 22 ottobre 2025 al 28 giugno 2026, dedicata a identità, memoria e relazioni — i temi cardine della sua ricerca.





