L’Opera della Settimana: ‘Le Tigre’ di Jordy Kerwick (2022)

L’estate è arrivata a Londra e con essa la fervida settimana d’arte di giugno, che vede una nutrita serie di aste e fiere che mettono in mostra la creme dell’industria artistica. Tra questi eventi spicca Eye of the Collector, un evento boutique curatamente organizzato che mette in risalto l’arte e il design del 20° e del 21° secolo provenienti da 18 espositori di Europa, Medio Oriente e Asia. Quest’anno, l’evento si svolge presso la Garrison Chapel di Chelsea Barracks, un edificio di notevole importanza storica nel cuore della capitale britannica.

È in un contesto così affascinante che ci siamo imbattuti in una delle opere più rappresentative di Jordy Kerwick. Nato a Melbourne, in Australia, nel 1982, l’artista autodidatta risiede ora ad Albi, in Francia. Dal 2016, Kerwick si dedica alla pittura, creando con la sua tavolozza audace affascinanti rappresentazioni di animali e creature mitiche che gli hanno attirato una solida schiera di fan. Le sue opere sono state esposte in città culturalmente effervescenti come Los Angeles, New York e Madrid, dove quest’anno sono stati esposti per l’occasione nove dei suoi lavori presso il Museo Nacional Thyssen-Bornemisza.

Tra i suoi lavori più ammirati, ‘Le Tigre’ (2020), versione su tela, ha stabilito il record dell’artista all’asta, venduta per 277.200 dollari (incluse le commissioni), contro una stima massima senza commissioni di 35.000 dollari, alla vendita sotheby’s New York Contemporary Curated nell Marzo 2022.

Ma è una peculiare iterazione dell’opera che ha catturato la nostra attenzione, Le Tigre (2022), una versione tappeto del capolavoro su tela.

Ricamato a mano con seta sari riciclata e nodi persiani, il tappeto di Kerwick misura circa 9 per 8 piedi e presenta un’iconografia più ricca rispetto all’originale su tela. A completare il ritratto centrale della tigre, troviamo varie figure di oggetti, animali e simboli che suggeriscono narrazioni pittoriche aggiuntive, arricchendo così la complessità interpretativa dell’opera.

A questa dimensione semioticamente ricca si aggiunge la profondità percettiva data dalla texture del tappeto, che conferisce un ulteriore strato di coinvolgimento visivo per l’osservatore.

Se qualcuno si fosse lasciato scappare l’opportunità di aggiudicarsi la precedente ‘Le Tigre’ all’asta, potrebbe tentare la fortuna con questa versione tappeto. Il pezzo in mostra è uno dei due esemplari d’artista di una tiratura di 10.

L’approfondita arte di Kerwick, strabordante di vita e di colore, rappresenta un vero e proprio inno alla natura in tutte le sue sfaccettature, elevato ulteriormente grazie all’uso del tappeto, tessitura tradizionale che si perdona nel tempo e risveglia sensazioni ancestrali.

Segui le notizie di Artnet su Facebook: se vuoi rimanere al passo con il mondo dell’arte, iscriviti alla nostra newsletter per ottenere notizie in tempo reale, interviste illuminanti e commenti critici incisivi che guidano il dibattito.

Newsletter

Follow us

Scelti per te

Perché Edward Weston è ancora fondamentale: la mostra di Torino lo dimostra in 150 scatti

Fino al 2 giugno CAMERA - Centro Italiano per la Fotografia ospita Edward Weston. La materia delle forme a cura di Sérgio Mah. Una mostra organizzata da Fundación Mapfre che, dopo Barcellona e Madrid, racconta a Torino, con oltre centocinquanta immagini, la vita e la pratica del fotografo.

Dalle macerie può nascere qualcosa: la mostra alla Cattolica di Milano con Fabrizio Dusi

Il percorso di MACERIE. Ciò che resta, ciò che nasce si snoda lungo gli spazi della sede di Largo Gemelli dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano fino al 10 aprile, diramandosi anche nelle sedi di Brescia, Cremona, Piacenza e Roma.

Quitting come pratica di ribellione silenziosa. Il nuovo progetto Niccolò De Napoli con PROGETTO LUDOVICO da STUDIO LOMBARD DCA

Camilla Previ, direttrice di Progetto Ludovico, descrive il quitting come: “Non una fuga eroica, ma una sottrazione calibrata; non un rifiuto plateale, ma una frattura intima e persistente.” Le opere di Niccolò De Napoli (Cosenza, 1986) si inseriscono in questo solco, in questo spazio latente di ribellione

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui