L’origine del vuoto secondo Kim Tschang-Yeul alla galleria Almine Rech di Bruxelles

Siamo a Bruxelles, nel cuore di uno dei suoi quartieri più creativi, Ixelles, dove la galleria parigina Almine Rech ospita fino al 12 aprile la mostra L’Origine du Vide dell’artista coreano Kim Tschang-Yeul. L’esposizione si presenta in un classico stile white cube, con toni minimali e un’estetica essenziale che cela, tuttavia, un potente messaggio introspettivo legato al periodo storico attuale.

Il concetto alla base di L’Origine du Vide è profondamente intrecciato alle vicissitudini personali dell’artista, considerato uno dei massimi pionieri dell’arte astratta sudcoreana. Nato nel 1929, Kim Tschang-Yeul ha vissuto in prima persona il trauma della guerra in Corea, una ferita profonda che ha cercato di guarire attraverso la sua pratica artistica.

Difatti, la sua arte è un raffinato intreccio tra esperienze personali e influenze raccolte durante i suoi soggiorni all’estero, in particolare a New York e Parigi. Nella metropoli americana, Kim si confrontò con la nascente Pop Art di Andy Warhol, sentendosi inizialmente sopraffatto dal dilagante materialismo dell’epoca, per poi includere questa esperienza nella sua visione artistica. A Parigi, invece, trovò un terreno fertile per sviluppare pienamente il suo linguaggio pittorico, ispirato a filosofie orientali come il buddismo e il taoismo.

Il risultato fu la nascita delle sue iconiche gocce d’acqua, droplets, protagoniste assolute della sua produzione artistica dagli anni ’70 fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 2021. Queste gocce, raffigurate con un realismo straordinario e in diverse dimensioni, incarnano per l’artista il concetto di purificazione, la bontà suprema e l’annullamento dell’ego. Come dichiarato dallo stesso Kim, le gocce avevano un effetto terapeutico: dissolvevano i traumi della guerra, attenuavano ansia e rabbia, donando una sensazione di pace e serenità.

Tutto questo è racchiuso in L’Origine du Vide e la galleria Almine Rech si fa custode di questa pace dei sensi: le opere, per lo più tele di media e grande dimensione, sono esposte in un allestimento che richiama il fluire dell’acqua. Le gocce, singole o multiple, incontrano sfondi monocromatici e opachi, talvolta accompagnate da getti d’acqua o caratteri cinesi, memorie della formazione infantile dell’artista.

Tra le opere più emblematiche spicca Récurrence, in cui una singola grande goccia è posta al centro della tela, sospesa su un tenue sfondo di calligrafia cinese. Colpisce l’incredibile attenzione al dettaglio: la goccia sembra viva, palpabile, ma delicata. Ancora più effimere appaiono le gocce di Waterdrops, talmente leggere e discrete da risultare quasi invisibili, come piccoli diamanti incastonati sulla tela. In Événement de la Nuit, invece, una grande goccia emerge su uno sfondo nero: le sfumature di blu e verde restituiscono l’effetto dell’acqua che sembra baciata dal chiarore lunare.

L’Origine du Vide dialoga con il visitatore con una forza pacificante e tangibile sin dal primo sguardo, rivelando tutta la grandezza di Kim Tschang-Yeul: le sue opere non solo raccontano la sua storia, ma offrono anche uno spunto di riflessione universale.

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