Dipinti tra XVI e XVIII secolo, antiche calligrafie giapponesi e una trama di relazioni culturali che attraversa il Novecento: la Collezione Giuseppe Ungaretti e Bruna Bianco torna al centro dell’attenzione con un progetto di studio e valorizzazione.
L’oro che attraversa i secoli ha spesso la capacità di conservare storie che il tempo tende a nascondere. È il caso di questo prezioso nucleo di opere giapponesi, recentemente presentato a Roma nell’ambito delle celebrazioni per il 160° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone. Non si tratta soltanto della riscoperta di dipinti di straordinario valore artistico, ma del riaffiorare di una trama culturale che intreccia poesia, diplomazia, collezionismo e memoria, restituendo nuova luce a un dialogo tra Oriente e Occidente che ha segnato una parte significativa della cultura del Novecento.
Le opere testimoniano l’eccellenza della tradizione pittorica giapponese attraverso l’impiego di tecniche raffinatissime come il moriage, che conferisce alle superfici una qualità quasi scultorea, il karazuri, elegante procedimento di impressione a secco, e il kirazuri, che utilizza la polvere di mica per generare effetti di luminosità e profondità. Ma il loro valore non si esaurisce nell’aspetto formale. Tra le superfici dorate e i delicati equilibri compositivi emergono infatti antichi testi derivati dall’Ise Monogatari, capolavoro della letteratura classica giapponese, vergati in una calligrafia oggi decifrabile soltanto da pochissimi studiosi. Ogni opera si trasforma così in un territorio di ricerca dove immagine e parola convivono, offrendo nuove chiavi di lettura a storici dell’arte e letterati.
A rendere ancora più affascinante questa vicenda è il legame ideale che la collezione custodisce tra Giuseppe Ungaretti e Junzaburō Nishiwaki, protagonista del modernismo poetico giapponese. Due autori lontani geograficamente ma accomunati dalla ricerca di una lingua capace di attraversare le frontiere culturali, costruendo ponti tra sensibilità diverse. La riscoperta di queste opere restituisce dunque non solo un patrimonio artistico di eccezionale rarità, ma anche la testimonianza concreta di un dialogo intellettuale che continua a parlare al presente, ricordando come la cultura sappia generare connessioni destinate a sopravvivere alle epoche e alle distanze. Arte, poesia e diplomazia tra Italia e Giappone.


