L’oscura eredità scientifica di Versailles in una nuova Esposizione U.K. Majestic.

Ad ogni visita a Versailles, il fascino un po’ macabro proprio della vita culturale di un’epoca così eccessivamente decadente che ha sconvolto un’intera nazione si fa sentire. Tuttavia, l’ex sede della monarchia francese ha catalizzato una rivoluzione ancora più intrigante e progressista: quella scientifica.

Archiviati tra i giardini circostanti il palazzo, questi progressi scientifici hanno segnato la storia. Questo terreno di cinque miglia quadrati fu tracciato da astronomi e geometrici; la gestione di ben 14.000 fontane richiese lo sviluppo di un sistema idraulico all’avanguardia, senza precedenti. La vera gemma è stata la creazione della Macchina di Marly, un’imponente meccanica di ruote a pale alte 40 piedi e centinaia di pompe in grado di erogare un milione di galloni al giorno. Tuttavia, non era ancora sufficiente.

Ciliegina sulla torta, l’era scientifica di Versailles fu inaugurata dal primo ministro di Luigi XIV, Jean-Baptiste Colbert, il quale convinse il re a fondare l’Accademia Nazionale delle Scienze già nel 1666. Installata inizialmente nel Louvre, nei successivi 120 anni l’Accademia si affermò come un fertile incubatore di idee che portò sia prestigio alla corona che soluzioni pratiche alla gente comune.

Questo lato meno noto della Francia dei secoli XVII e XVIII è al centro di “Versailles: Scienza e Splendore”, una prossima esposizione al Science Museum di Londra. La mostra offre una selezione eclettica di reperti trasportati oltre la Manica per l’occasione, molti dei quali per la prima volta.

“Il mondo scientifico era al centro delle attività della corte francese”, sottolinea Sir Ian Blatchford, direttore del Science Museum Group, “dalle innovazioni ingegneristiche necessarie per costruire il grandioso palazzo fino alle ostentazioni scientifiche messe in scena per i re”.

In origine, l’Accademia era di tipo informale e Luigi XIV, più interessato all’arte e alla musica, insisteva però sull’importanza della sua utilità pratica. Un compito ritenuto idoneo fu quello di mappare accuratamente il territorio dominato. Jean Picard accettò la sfida, utilizzando aste di legno e un teodolite per mappare prima Parigi e poi la Francia; Newton fece più tardi riferimento ai dati di Picard nella sua teoria della gravitazione.

Giovanni Domenico Cassini, direttore dell’Osservatorio di Parigi, si dedicò allo studio dell’astro notturno, mappando la luna con una precisione che non sarebbe stata eguagliata fino alla fine del XIX secolo.

Luigi XV, un vero sostenitore delle scienze, istituì uno spazio di ricerca a Versailles, dove gli studiosi potevano lavorare. L’astronomia e la botanica erano tra i campi di maggiore interesse. A Versailles esisteva uno spazio dedicato alla mostra degli strumenti scientifici dell’Accademia, tra cui microscopi e orologi che mostravano le fasi lunari. Molti di questi venivano offerti come doni diplomatici.

In altri casi, simili investimenti hanno migliorato la vita di molti cittadini francesi. Una storia emblematica è quella di Madame du Coudray. Nata in una famiglia di medici, sviluppò un sistema per insegnare l’ostetricia e pubblicò “L’Arte del Parto”, un manuale sull’argomento.

Nell’incubo della Rivoluzione Francese, la scienza professionale continuò a progredire sotto Luigi XVI: centinaia di persone si radunavano nel cortile di Versailles per assistere al volo di una mongolfiera, gli agronomi svilupparono una varietà di patate più resistente in grado di sfamare le masse e fu scoperto un vaccino contro il vaiolo, al quale si sottopose lo stesso Luigi XVI. Nel 1793, con il triste epilogo della Rivoluzione Francese, l’accademia cessò di esistere. Ma dopo appena due anni, i rivoluzionari capirono di aver bisogno dei loro scienziati e steccarono nuovamente l’organizzazione, che ancora oggi continua a esistere.

L’esposizione “Versailles: Scienza e Splendore” sarà aperta al pubblico presso il Science Museum, Exhibition Road, South Kensington, Londra, dal 12 dicembre. Un’esperienza indimenticabile che vi porterà nel cuore dell’innovazione scientifica dell’epoca, immersa nell’eleganza opulenta della reggia di Versailles.

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